#italianEXPerience n.2

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martedì 01 giugno 2021

Il settore della Nautica regge all'impatto della pandemia. Export, innovazione e valorizzazione della filiera tra le leve per un business vincente.

2:30 min

Con oltre 1300 imprese e un volume di fatturato superiore ai 10 miliardi di euro nel 2019, la cantieristica navale e nautica italiana, si afferma settore di punta dell'eccellenza Made in Italy. Quinto player mondiale e secondo europeo, subito dietro alla Germania, il comparto nel 2020 conquista il secondo gradino del podio dell'export sul fronte della nautica, grazie a vendite oltre confine per più di 2miliardi di euro.

Resiliente agli impatti determinati dalla pandemia, la cantieristica regge alla crisi e chiude il 2020 con un giro d'affari di oltre 11 miliardi di euro, pari ad una crescita del 9,9% su base annua, e con esportazioni per circa 4,9miliardi di euro (+12,6% a/a). Innovazione, internazionalizzazione e attenzione alla filiera che ha in Toscana alcuni tra i principali centri produttivi, le leve strategiche per un business vincente.

Questi, in sintesi, i principali elementi emersi la scorsa settimana nel corso del Forum delle Economie dedicato alla Nautica organizzato da UniCredit nell'ambito di #italianEXPerience, seconda tappa del ciclo di incontri realizzati dalla banca completamente online, dedicati ai principali settori industriali e arricchiti da "fiere virtuali" sul Digital Pavilion, una piattaforma messa a punto dal Gruppo per lo svolgimento di B2B a distanza.

L'incontro, organizzato in collaborazione con Confindustria Nautica, Prometeia e Infomest Consulting, è stato aperto dai saluti introduttivi di Andrea Casini, Responsabile Corporate Italy di UniCredit; e di Marina Stella, Direttore Generale Confindustria Nautica.

La giornata è continuata con un B2B sulla piattaforma digitale Digital Pavilion di UniCredit al quale hanno partecipato 9 buyers esteri selezionati da Informest e provenienti da Danimarca, Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca, Lettonia; e 50 sellers, imprese italiane clienti UniCredit. Un'iniziativa volta ad agevolare il contatto funzionale al business di qualità.

Il settore italiano della nautica - lo studio di Prometeia in sintesi

La cantieristica navale e nautica italiana conta oltre 1300 imprese, per un volume di fatturato superiore ai 10 miliardi di euro (Istat, 2019). Sul fronte navale l'Italia è il quinto player mondiale e secondo europeo dietro alla Germania, in una classifica dominata dai giganti asiatici. Sul fronte della nautica, le imprese italiane salgono invece sul podio degli esportatori, seconde sole a quelle olandesi, grazie a vendite all'estero che nel corso del 2020 sono state superiori ai 2 miliardi di euro (fonte Istat), più di quelle congiunte di Francia e Germania, rispettivamente quarto e terzo esportatore mondiale

Anche questo settore ha dovuto fare i conti con gli impatti della pandemia, Gli impatti che per la nautica si sono manifestati sia attraverso il crollo degli scambi mondiali (-12% nel 2020, concentrato soprattutto nell’entrobordo, comparto di maggior specializzazione italiana, mentre fuoribordo e barche a vela hanno ridotto al minimo le perdite - fonte Trade Data Monitor), che con il sostanziale blocco della mobilità internazionale, in particolare quella legata al turismo straniero, continua a resistere anche in questa prima parte di 2021.

Nonostante questo, il settore della cantieristica, nel corso del 2020 è riuscito a mantenere in crescita il fatturato (+9,9% a/a) per un volume d'affari superiore agli 11miliardi di euro; e - grazie soprattutto al comparto navale - l'export (+12,6% a/a) per 4,9miliardi di euro, in netta controtendenza rispetto al resto della manifattura italiana (rispettivamente -9,4% e -9% a/a - dati Istat).

Come in molti altri settori di punta del Made in Italy, anche per la nautica è cruciale il ruolo dei distretti di specializzazione, in particolare quelli dell'Alto Tirreno (da Genova a Livorno), dell'Alto Adriatico (da Trieste ad Ancona) e della Lombardia, territori dove la stretta relazione tra produttori e fornitori (terzisti, progettisti, componentisti, allestitori) consente di valorizzare al massimo i punti di forza della filiera nautica.

Nella speranza di superare la crisi pandemica nei prossimi mesi, la nautica italiana dovrà fare i conti con le grandi tendenze settoriali, legate, da un lato, ai cambiamenti nelle preferenze dei potenziali acquirenti e alla loro provenienza geografica e, dall'altro, ai percorsi di innovazione.

Sulla scia degli effetti della pandemia, si è notato un crescente interesse degli italiani per le vacanze in barca: nel corso del 2020 i dati di Google Trends hanno rivelato un record storico per questo tipo di ricerche su internet, con una crescita del 40% rispetto al 2019, che non accenna a diminuire anche nei primi mesi del 2021. Un piccolo segnale che si inserisce nei modelli della sharing economy, dove si nota una preferenza per la fruizione effettiva del bene piuttosto che per il suo possesso.È però sui mercati internazionali che si giocheranno le sfide principali con gli altri player mondiali, in particolare nell'intercettare una domanda potenziale che è molto segmentata a livello economico-sociale.

Oltre ai mercati tradizionali, appare evidente il crescente ruolo dei Paesi del Medio Oriente e dell'Estremo Oriente, all'interno dei quali, integrando le informazioni sui grandi patrimoni individuali (più o meno distorte da effetti fiscali e dalla volatilità dei patrimoni azionari) è possibile identificare potenziali bacini di futuri acquirenti.

Date le forti radici industriali del settore, poi, sarà cruciale riuscire a mantenere un ruolo di primo piano nelle traiettorie di sviluppo e innovazione. Guardando il numero dei brevetti relativi ai materiali per gli scafi e ai motori marini, l'Italia risulta essere il nono paese mondiale, in ritardo rispetto ai maggiori concorrenti, europei e non (Stati Uniti, Olanda, Germania e Francia). Un ulteriore sforzo per affermare in modo riconoscibile e oggettivo, attraverso i brevetti, il costante lavoro di innovazione svolto dalle imprese italiane potrebbe rafforzarne la centralità sui mercati mondiali, dove già oggi sono ai vertici per design e personalizzazione.