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UniCredit Group: conferenza all'assemblea annuale BERS

Oggi a Londra, nel corso dell'assemblea annuale BERS, Debora Rivoltella, a capo di CEE Strategic Analysis del Gruppo UniCredit, ha tenuto la relazione sul tema: "CEE: can the past success factors be the future success drivers?" Di seguito una sintesi della presentazione.

 

La CEE ha gli strumenti necessari per cogliere la ripresa


• 20 anni dopo l'inizio della transizione, i paesi dell'Europa Centro-Orientale sono pienamente integrati nell'economia mondiale
• Per superare l'attuale crisi, la regione deve mantenere e sviluppare ulteriormente i suoi legami con l'UE ed il resto del mondo

 

 

Negli ultimi 20 anni lo sviluppo dell'economia nei paesi dell'Europa centrale e orientale (CEE) ha rappresentato una storia di successo. Il processo di transizione ha fatto sì che il PIL pro-capite triplicasse. Uno dei principali driver di questa storia di successo è stata la profonda integrazione della CEE nel contesto globale. "Oggi, i paesi CEE sono economie molto aperte; i loro scambi commerciali pesano per il 70% del loro PIL. La forte competitività della regione e la sua capacità di preservare la sua capacità produttiva sono i fattori chiave che consentiranno alla regione CEE di superare la crisi mondiale e di ricominciare a crescere una volta che la crescita della domanda mondiale si sarà ristabilita", dice Debora Revoltella, a capo di CEE Strategic Analysis del Gruppo UniCredit.

 

Particolarmente riuscita è stata l'integrazione commerciale con l'Unione Europea. "In svariati settori, come quello della produzione di auto, di apparecchiature elettriche, nel tessile e nel comparto della gomma e della plastica, i paesi CEE sono diventati il braccio produttivo della Vecchia Europa", dice Revoltella. Questo garantisce una buona prospettiva per il futuro, in quanto la maggior parte di questi settori, in cui la regione si è specializzata, sono generalmente considerati quelli di maggior valore aggiunto nonché di maggior successo a livello mondiale. Gli investimenti esteri diretti hanno svolto un ruolo fondamentale nella costruzione della nuova capacità produttiva della regione e il buon esito del processo ha anche contribuito alla creazione di un grande mercato interno, oggi divenuto più vasto di quello cinese o tedesco.

 

La competitività della CEE non è solo legata a questioni di convenienza in termini di costo del lavoro. La qualità del lavoro, l'elevata produttività, la qualità e la flessibilità dell'ambiente operativo, così come la convergenza agli standard giuridici e normativi europei, sono tutti fattori rilevanti. "Il successo della CEE ha anche dei ritorni positivi per i paesi che hanno scommesso sulla regione come Austria, Finlandia, Germania, Italia e Svezia", dice Revoltella. "Le imprese occidentali hanno beneficiato della CEE sia come un mercato di sbocco per la loro produzione, sia come un'area in cui impiantare siti produttivi. Non è un caso che i settori più integrati (1) con la CEE siano anche quelli che in Europa occidentale hanno registrato una performance migliore negli ultimi anni. L'internazionalizzazione della produzione nei paesi della CEE è divenuta una parte essenziale della strategia delle imprese occidentali.

 

La crisi finanziaria mondiale ha ovviamente un impatto rilevante sulle economie di tutto il mondo. Il WTO e il FMI prevedono un calo del commercio mondiale intorno al 10% o più nel 2009. Per i paesi CEE, gli analisti di UniCredit Group hanno previsto un calo delle esportazioni - per la prima volta in un decennio - di circa 65 miliardi di euro nel 2009 rispetto al 2008, una crescita negativa degli investimenti di circa il 10% ed una sostanziale diminuzione degli investimenti diretti esteri (quasi dimezzati rispetto al 2008).

 

Nonostante tutto ciò, l'impegno a livello internazionale a sostegno della regione è molto significativo. Non sono mancate, sia a livello nazionale che internazionale, importanti iniziative di supporto; in questo ambito, in particolare, le banche svolgono un ruolo importante. "Essendo investitori di lungo periodo nella regione, le banche del Gruppo UniCredit possono sostenere le economie locali in tempi difficili quali quelli attuali e prepararsi per cogliere le opportunità della futura ripresa. Negli ultimi 20 anni la regione ha acquisito le competenze e gli strumenti necessari che rendono gli investimenti stranieri in questi paesi ancora la scelta giusta", dice Revoltella.

 

 

Londra, 15 maggio 2009

 

 1) In termini di integrazione commerciale e investimenti diretti esteri (IDE)

 

Communications CEE
Silvana Lins
Phone: +43 (0) 50505 56036
E-mail : silvana.lins@unicreditgroup.at