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Buona tenuta dei risultati dell'esercizio 2011 di UniCredit in un contesto economico e globale difficile

Buona tenuta dei risultati dell'esercizio 2011 di UniCredit in un contesto economico e globale difficile 

  • La performance complessiva conferma la forza del Gruppo e la bontà della sua strategia di diversificazione
  • Ritorno agli utili nel 4trim11 grazie a ricavi core stabili, taglio dei costi e minori accantonamenti su crediti
  • Aumento di capitale in opzione di €7,5 miliardi interamente sottoscritto, che a fine 2011 porta a un coefficiente Core Tier 1 pro forma pari al 9,97 per cento (8,40 per cento dichiarato); ulteriori 10 pb da un'operazione di riacquisto di titoli Tier 1 e Upper Tier 2 già completata. Coefficiente secondo Basilea 2.5 a dicembre 2011 in linea con l'obiettivo di CET1 secondo Basilea 3
  • Core Tier 1 secondo l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ben sopra il requisito fissato del 9 per cento
  • Azioni relative al Piano Strategico in linea con gli obiettivi
  • Italy Turnaround: risultati soddisfacenti e in linea con le attese
  • Stato patrimoniale e posizione di liquidità solidi; piano di finanziamento (Funding Plan) del 2012 completato per oltre il 30 per cento

4trim 2011, numeri chiave

  • Margine di intermediazione: €6,1 miliardi (+6,4% trim/trim, -5,9% a/a)
  • Costi Operativi: €3,8 miliardi (-2,1% trim/trim, +2.1% a/a)
  • Risultato di gestione: €2,3 miliardi (+24,2% trim/trim, -16,7% a/a)
  • Accantonamenti su crediti: €1,5 miliardi (-19,3% trim/trim, -14,8% a/a)
  • Risultato netto di gestione: €801 milioni (n.s. trim/trim, -20,1% a/a)
  • Utile netto di gruppo: €114 milioni (n.s. trim/trim, -64,5% a/a)
  • Utile netto del gruppo normalizzato (escluse le componenti straordinarie): €247 milioni (n.s. trim/trim, -32,1% a/a)
  • Svalutazioni sui titoli di Stato greci: €70 milioni al netto delle imposte

 

Esercizio 2011, numeri chiave 

  • Margine di intermediazione: €25,2 miliardi (-3,4% rispetto al 2010)
  • Costi Operativi: €15,5 miliardi (+0,9%)
  • Risultato di gestione: €9,7 miliardi (-9.4%)
  • Accantonamenti su crediti: €6,0 miliardi (-12,6%)
  • Risultato netto di gestione: €3,7 miliardi (-3,7%)
  • Perdita netta di gruppo: €9,2 miliardi
  • Utile netto di gruppo normalizzato (escluse le componenti straordinarie): €1,1 miliardi (-27,3%)
  • Svalutazioni e componenti straordinarie: €10,3 miliardi
  • Svalutazioni sui titoli di Stato greci: €310 milioni al netto delle imposte
  • Coefficiente Core Tier 1: 8,40% secondo Basilea 2.5 - pro forma per l'aumento di capitale: 9,97%
  • Proposta di zero dividendo per l'esercizio 2011

 

 

Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit ha approvato in data 27 marzo i risultati dell'esercizio 2011, che registrano una perdita di pertinenza del Gruppo di €9.206 milioni. La redditività del 2011 è stata influenzata da numerosi elementi non operativi e straordinari per un totale di -€10.317 milioni (di cui -€133 milioni nel 4trim11), in gran parte relativi a: svalutazioni di avviamento e marchi commerciali, perdite su investimenti e oneri di integrazione (1).


Il Consiglio di Amministrazione proporrà all'assemblea annuale degli azionisti un pagamento di dividendo pari a zero sia per le azioni ordinarie che di risparmio per il 2011.


Federico Ghizzoni, AD di UniCredit dichiara: "La performance del 2011 ha confermato la tenuta del Gruppo in uno scenario molto difficile; questo, insieme al significativo rimbalzo dei risultati del nostro business italiano, dimostra l'adeguatezza delle nostre azioni e il nostro approccio strategico mirato.
Dopo il grande successo del nostro aumento di capitale, la continuità nell'esecuzione del nostro piano strategico, focalizzato nello sviluppo del business sui nostri clienti core e il cross selling dei nostri prodotti assieme alla rigorosa gestione delle nostre risorse e dei rischi, ci permetterà di realizzare una più elevata redditività per i nostri azionisti
."


L'utile netto del 4trim11 ammonta a €114 milioni al netto delle imposte, mentre l'utile netto normalizzato ammonta a €247 milioni, calcolato al netto di elementi straordinari dovuti alla svalutazione dei titoli di Stato greci (€70 milioni al netto di imposte) e costi di integrazione (€63 milioni al netto delle imposte). Sebbene i dati trimestrali siano influenzati dalla volatilità dei mercati finanziari dovuta alla crisi del debito sovrano e da un contesto macroeconomico negativo, i risultati sono caratterizzati da un  miglioramento delle principali poste operative.


Il margine d'intermediazione raggiunge €25.200 milioni nel 2011 (-3,4% a/a) e €6.092 milioni nel 4trim11 (+6,4% trim/trim), con un solido contributo dei ricavi "core": interessi netti solo in leggero calo dello 0,4% trim/trim nonostante la crisi del debito sovrano, commissioni nette in aumento dell'1,8% trim/trim, mentre il risultato di negoziazione rimbalza a +€204 milioni da -€285 milioni del 3trim11.


Gli interessi netti si attestano a €15.433 milioni nell'esercizio 2011, -1,8% a/a. Il 4trim11 mostra una buona tenuta, con una diminuzione di solo 0,4% trim/trim a €3,816 milioni. Nel dettaglio, nell'area CEE e Polonia gli interessi netti sono in calo dello 0,8% trim/trim, negativamente influenzati dall'effetto dei tassi di cambio, ma in aumento dell'1,8% trim/trim a tassi di cambio costanti, mentre sono quasi invariati in Europa occidentale con un calo dello 0,2% trim/trim, con l'Italia in aumento che compensa Germania e Austria. Lo spread tra Attività e Passività è aumentato in Italia nel 4trim11: le azioni di re-pricing in corso hanno controbilanciato il più elevato costo della raccolta, che è stato favorito dall'accesso alla raccolta da clientela, più conveniente e meno volatile.


Le commissioni nette risultano pari a €8.307 milioni nel 2011, -1,8% su base annua, con un buon recupero dei servizi di finanziamento (+10,0% a/a) che compensano la diminuzione dei servizi di investimento imputabile a minori commissioni upfront sui prodotti di investimento. Le commissioni nette nel 4trim11 ammontano a €2.040 milioni, +1,8% trim/trim con un contributo significativo dei servizi di finanziamento (+16,5%), in aumento principalmente in Italia, e più che compensano la diminuzione dei servizi di investimento collegata alla volatilità dei mercati. Al 31 dicembre 2011 i volumi gestiti dalla divisione Asset Management del Gruppo risultano pari a €162,1 miliardi, con una dinamica decrescente (-1,7%) in un contesto di mercato estremamente difficoltoso, nonostante la performance positiva e l'andamento favorevole dei tassi di cambio.


Il risultato netto della negoziazione, copertura e fair value risulta pari a €909 milioni nel 2011, in diminuzione da €1.053 milioni del 2010. I risultati annuali sono influenzati dalla crisi del debito sovrano, con un'inversione del risultato nel 4trim11, in cui il risultato netto della negoziazione aumenta a +€204 milioni, da -€285 milioni nel 3trim11.


I costi operativi ammontano a €15.460 milioni nel 2011, in leggero aumento a/a (+0,9%). Al netto delle Bank Levies, il risultato è costante a/a. Nel 4trim11 i costi operativi mostrano un incoraggiante calo del 2,1%, raggiungendo €3.799 milioni, e in calo anche se si escludono alcuni elementi non ricorrenti del 4trim11.


Nel 2011 le spese per il personale sono invariate a/a, raggiungendo €9.209 milioni. Il 4trim11 registra un calo trim/trim del 7,6%, in diminuzione a €2.177 milioni, supportato dall'evoluzione del trend delle remunerazioni variabili ed elementi non ricorrenti.


Le altre spese amministrative si attestano a €5.116 milioni nel 2011, in aumento del 2,4% rispetto al 2010. Nel 4trim11 questa voce si attesta a €1.323 milioni, +6,1% trim/trim, dovuto principalmente a effetti stagionali.


Le rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali risultano pari a €1.136 milioni nel 2011, in aumento dell'1,0% a/a. Tale dato è pari a €298 milioni nel 4trim11, in aumento dell'8,6% dal trimestre precedente, principalmente a causa di investimenti IT.


Il rapporto Costi/Ricavi è pari al 61,4% nel 2011, mentre nel 4trim11 è uguale al 62,4%, in riduzione dal 67,8% nel 3trim11.


Il risultato lordo di gestione arriva a €9.740 milioni nel 2011 (-9,4% a/a); €2.294 milioni nel 4trim11, in crescita del +24,2% trim/trim.


Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a €718 milioni nel 2011 (in calo del 6,2% a/a), di cui €48 milioni nel 4trim11, in calo dai €266 milioni del 3trim11.


Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni ammontano a €6.025 milioni nel 2011 (-12,6% a/a), equivalenti a un costo del rischio di 108 pb, in flessione di 15 pb a/a, principalmente grazie a minori accantonamenti in Germania e CEE & Polonia. Nel 4trim11 le rettifiche su crediti sono pari a €1.492 milioni, -19,3% trim/trim, in calo principalmente in Italia dopo accantonamenti eccezionalmente alti nel 3trim11, e con accantonamenti più elevati in CEE dopo i recuperi registrati nel 3trim11 in Russia. Su base trimestrale il costo del rischio è uguale a 106 pb, in calo di 25 pb trim/trim, nonostante un persistente, incerto e difficile contesto economico.


I crediti deteriorati lordi a fine dicembre 2011 sono pari a €72,5 miliardi, +1,2% trim/trim soprattutto a causa dell'Italia e della CEE, con una dinamica opposta in Germania. Le sofferenze lorde sono pari a €42,2 miliardi, quasi invariate trim/trim (+0,4%), mentre le altre categorie di crediti problematici lordi aumentano del 2,4% trim/trim a €30,3 miliardi.


Il rapporto di copertura del totale dei crediti deteriorati lordi a dicembre 2011 diminuisce a 44,6% (45,5% nel 3trim11) principalmente a causa di stralci di crediti in Italia. La copertura è costituita da 57,1% sulle sofferenze e da 27,1% sugli altri crediti problematici.


Gli oneri di integrazione, principalmente relativi ad esuberi, ammontano a €270 milioni nel 2011. Gli oneri di integrazione del 2011 sono stati registrati principalmente nel 3trim11 (€174 milioni) e diminuiscono a €90 milioni del 4trim11 (€63 milioni al netto delle imposte).


I profitti netti da investimenti sono pari a -€666 milioni nel 2011; il 4trim11 registra perdite da investimenti per €123 milioni. La parte più rilevante di questa componente è imputabile ai titoli di Stato greci, con una svalutazione per il 2011 pari a €399 milioni (€310 milioni al netto delle imposte), di cui €92 milioni nel 4trim11 (€70 milioni al netto delle imposte).


Le imposte sul reddito di periodo sono pari a -€1.416 milioni nel 2011. L'aliquota fiscale aumenta a un elevato 68,7% rispetto al 21,4% del 2010. Il 2011 è principalmente influenzato da svalutazioni di partecipazioni non deducibili nel 3trim11 e stralci di attività per imposte anticipate (DTA) nella seconda metà del 2011; il 2010 è stato caratterizzato da una bassa aliquota del 21,4%, favorita dai recuperi in Germania e benefici fiscali in Italia (2). Nel 4trim11, le imposte sul reddito ammontano a -€248 milioni (+66,7% trim/trim) con un'aliquota fiscale del 45,9%.


L'utile di pertinenza di terzi del 2011 è di -€365 milioni, rispetto a -€321 milioni del 2010. Nel 4trim11 l'utile di pertinenza di terzi risulta pari a -€78 milioni, in leggero miglioramento da -€81 milioni del trimestre precedente.


L'effetto della Purchase Price Allocation raggiunge -€809 milioni nel 2011 rispetto ai -€175 milioni del 2010. Nel quarto trimestre tale elemento risulta pari a -€92 milioni (-€687 milioni nel 3trim11, di cui -€662 milioni relativi a svalutazione di marchi commerciali quali HVB, Bank Austria, Banca di Roma, Banco di Sicilia e Ukrsotsbank).


La svalutazione dell'avviamento registra un livello eccezionale di €8.677 milioni nel 2011, iscritto nel 3trim11. UniCredit ha rivisto le sue previsioni finanziarie e le strategie incluse nel Piano Strategico, che hanno portato alla svalutazione dell'avviamento relativo ad acquisizioni effettuate negli anni passati. Nonostante questo elevato ammontare di svalutazione, tale posta non ha impatto né di cassa né sui coefficienti patrimoniali regolamentari.


La perdita netta del 2011 ammonta a €9.206 milioni. Al netto di elementi straordinari, l'utile netto per il 2011 è pari a €1.110 milioni rispetto a €1.528 milioni nel 2010. L'utile netto per il 4trim 11 mostra un significativo miglioramento a €247 milioni al netto di poste straordinarie (€114 milioni utile contabile), da -€474 milioni del 3trim11 al netto di poste straordinarie.


A dicembre 2011 i crediti verso clientela sono pressoché stabili, chiudendo a €559,6 miliardi (€562,4 miliardi a settembre 2011). Più specificamente, la CEE e la Polonia mostrano un aumento del 4,3% trim/trim, mentre l'Europa occidentale registra una diminuzione dell'1,4%.


I depositi della clientela a dicembre 2011 raggiungono €398,4 miliardi, in crescita dell'1,5% rispetto a settembre 2011. La CEE e la Polonia crescono più velocemente, +2,6% trim/trim, mentre l'Europa Occidentale aumenta dell'1,2% trim/trim.


I titoli in circolazione ammontano a €163 miliardi a dicembre 2011 (-€3,7 miliardi rispetto a settembre 2011). La posizione interbancaria netta registra un saldo negativo per €75,4 miliardi a dicembre 2011 (€67,0 miliardi a settembre 2011) con variazione nel periodo dovuta all'aumento trimestrale della raccolta presso la BCE, che al 31 dicembre 2011 ammonta a circa €30 miliardi (e rimane stabile alla data di oggi).


Il rapporto Crediti su Depositi migliora di 3 punti percentuali, in diminuzione dal 143% del 3trim11 al 140% del 4trim11.


A oggi, UniCredit ha già completato più del 30% del Funding Plan (piano di finanziamento) di Gruppo del 2012, per un ammontare di €9,4 miliardi, e il 36% del Funding Plan italiano. Facendo leva su fonti di finanziamento diversificate per geografia e tipologia, e contando su solide fonti di finanziamento legate alla clientela, UniCredit ha continuato a rifinanziarsi su scadenze più lunghe, sostituendo la raccolta all'ingrosso sul mercato istituzionale, di natura volatile. UniCredit è pronta a cogliere opportunità di raccolta sul mercato se e quando si presenteranno, come dimostrato dalla recente emissione completata con successo di un Senior Bond italiano di €1,5 miliardi a 5 anni.


Le attività finanziarie di negoziazione, risultano pari a €131 miliardi a dicembre 2011, inferiori ai €140 miliardi di settembre 2011.


Il totale dell'attivo ammonta a €926,8 miliardi a dicembre 2011, in diminuzione del 2,5% trim/trim (quasi interamente dovuta alla diminuzione delle attività e passività di negoziazione). Il leverage ratio  (3) del Gruppo è uguale a 19,8x a dicembre 2011 (pro-forma per l'aumento di capitale completato nel 1trim12), in flessione da 23,4x del trimestre precedente.


Il coefficiente Core Tier 1 a fine dicembre 2011 è pari all'8,40% (4); considerando l'aumento di capitale (+157 pb) il coefficiente diventa 9,97%. Inoltre, a inizio 2012 UniCredit ha completato il riacquisto di titoli Tier 1 e Upper Tier 2, che aggiungeranno circa 10 pb al coefficiente Core Tier 1, eccedendo in tal modo il 10% pro-forma. Il Tier 1 Capital è uguale a 9,32% a dicembre 2011 e il Total Capital Ratio raggiunge il 12,37%. Il coefficiente Core Tier 1 è anche pienamente conforme alle regole della Autorità Bancaria Europea (EBA), ben sopra la soglia richiesta del 9%. Il Common Equity Tier 1 (CET1) secondo le nuove regole di Basilea 3 è in linea per raggiungere l'obiettivo di superare il 9% annunciato nel Piano Strategico per il 2012.


Gli attivi ponderati per il rischio (RWA) a dicembre 2011 aumentano a €460,4 miliardi (+2,3% rispetto a settembre 2011). L'impatto della regolamentazione di Basilea 2,5 ha influenzato il trend trimestrale degli RWA relativi al Rischio di Mercato per circa +€19 miliardi. Nell'ambito della divisione Corporate and Investment Banking (CIB), una gestione continua e proattiva dello Stato Patrimoniale ha portato a una riduzione degli RWA per circa €19 miliardi a/a nel 2011 (al netto di Basilea 2.5), di cui circa €4 miliardi relativi al portafoglio run-off del Piano Strategico.


A fine dicembre 2011 l'organico di Gruppo è pari a 160.360 FTE (5), in calo di 1.649 rispetto a dicembre 2010 e di 192 rispetto a settembre 2011.


La rete distributiva del Gruppo a dicembre 2011 è composta da 9.496 sportelli (9.508 a settembre 2011 e 9.518 a giugno 2011). 

 

Note:

 1) Poste straordinarie al netto delle imposte del 4trim11: profitti netti da investimenti (-€70 milioni per svalutazione di titoli di stato greci) e costi di integrazione (-€63 milioni);

Poste straordinarie al netto delle imposte del 3trim11: profitti netti da investimenti (-€135 milioni per svalutazione di titoli di stato greci, -€480 milioni per svalutazione di avviamento in investimenti strategici, svalutazione di avviamento (-€8.669 milioni), PPA (-€662 milioni per svalutazione di marchi commerciali), costi di Integrazione (-€121 milioni) e imposte sul reddito (-€100 milioni per svalutazione di attività da tassazione differita di HVB-BA);

Poste straordinarie al netto delle imposte del 2011: profitti netti da investimenti (-€310 milioni per svalutazione di titoli di stato greci, +€88 milioni per ricavi relativi alla Borsa dei Valori di Mosca, -€480 milioni per svalutazione di avviamento in investimenti strategici, svalutazione di avviamento (-€8.669 milioni), PPA (-€662 milioni per svalutazione di marchi commerciali), costi di Integrazione (-€184 milioni) e imposte sul reddito (-€100 milioni per svalutazione di attività da tassazione differita di HVB-BA);

Poste straordinarie al netto delle imposte del 2010: profitti netti da investimenti (-€79 milioni per la liquidazione di un fondo immobiliare), svalutazione di avviamento (-€362 milioni per Kazakhstan), Costi di Integrazione (-€183 milioni), Rischi & oneri (+€81 milioni rilasciati su un fondo immobiliare, -€292 milioni per una specifica posizione in Germania) e imposte sul reddito (+€629 milioni principalmente per One4C e HVB).

2)  La fusione delle principali società italiane del Gruppo nella capogruppo (progetto One4C) ha consentito di registrare, ai fini IRAP, i benefici della regolamentazione fiscale del trattamento dell'avviamento.

3)  Calcolato come rapporto tra totale attivo al netto di avviamento e altre attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto (inclusa la quota di utili di pertinenza di terzi) al netto di avviamento e altre attività immateriali (denominatore).
 4) Il coefficiente incorpora la ristrutturazione dei CASHES realizzata a fine 2011, con €2,4 miliardi ora a capitale proprio, pienamente inclusi nel calcolo del Core Tier 1.

5)  'Full Time Equivalent'. FTE delle società consolidate proporzionalmente, tra cui KFS in Turchia, sono incluse al 100%, non proporzionalmente.

 

Milano, 27 marzo 2012

 

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