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Rapporto 2015 sul settore bancario CEE

Persistono le differenze tra singoli Paesi nel settore bancario in CEE

  • In Europa centrale, orientale e sud-orientale (CESEE) la crescita dei prestiti potrebbe registrare una lieve accelerazione, trainata soprattutto dal settore corporate
  • Le passività con l'estero vengono sostituite in misura crescente da fonti di finanziamento interne, riducendo così le precedenti vulnerabilità
  • Nel complesso, il rendimento delle attività nel settore bancario CEE dovrebbe rimanere su livelli comparabili al 2014, intorno all'1,0%

Institutional Media Relations Italy

Michele Velo

cell: +39 3371079434

michele.velo@unicredit.eu

Nonostante la crescita dei prestiti nell'area CESEE [1] sia rimasta debole negli ultimi tempi, la scomposizione per singoli Paesi mette in evidenza alcuni trend incoraggianti. La concessione di credito dovrebbe infatti registrare una lieve accelerazione in questa regione, sostenuta in particolare dal settore corporate entro la fine del 2015. Si prevede, invece, un forte rallentamento in Russia. Alcune vulnerabilità emerse in passato sono in via di risoluzione in quanto  le passività con l'estero vengono sostituite dai finanziamenti interni. Dato che i margini dei ricavi permangono sotto pressione, è molto probabile che i ricavi non da interessi assumano un ruolo chiave come fattore di redditività.  Il rendimento delle attività nel settore bancario CEE dovrebbe rimanere su livelli comparabili al 2014, intorno all'1,0%. In sostanza, una notevole eterogeneità nell'andamento del settore bancario rimarrà una caratteristica fondamentale dei Paesi dell'Europa centro-orientale. Sono questi alcuni dei risultati principali emersi nell'ultimo studio sul settore bancario nella CEE condotto dalla divisione CEE Strategic Analysis di UniCredit in 13 Paesi.

 

 

 

L'Europa centro-orientale continua a essere una realtà eterogenea

"L'Europa centro-orientale continua a essere una realtà eterogenea. Tanto è vero che l'economia dei Paesi dell'Europa centrale e sud-orientale vanta previsioni di crescita nell'ordine del 2,5% per il 2015 e del 2,9% per il 2016, mentre il dato per l'intera regione si attesterà rispettivamente a quota 0,2% e 2,2% a causa della contrazione in Russia", ha dichiarato Gianni Franco Papa, nuovo Responsabile della Divisione CIB e Responsabile uscente della Divisione CEE di UniCredit. "In particolare, si prospettano possibilità di crescita per le economie impegnate in progetti di riforme, mentre gli stati con problemi strutturali irrisolti si troveranno in recessione".

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1) Local currency terms, FX end-2013 constant; (2) CESEE HU adj. excludes the estimated impact of the conversion scheme

"Nel 2015, il credito alle imprese dovrebbe aumentare complessivamente del 12,4% in Europa centro-orientale e del 3,5%  in Europa centrale e sud-orientale. I tassi di crescita dei prestiti ai privati dovrebbero registrare un incremento rispettivamente del 5,4% e del 3,3%", ha dichiarato Carmelina Carluzzo, Vice Responsabile della divisione CEE Strategic Analysis presso UniCredit. Infine, i depositi cresceranno del 9,1% nella regione CEE e del 4,2% nei Paesi CESEE.

 

Nuovo modello di finanziamento, stabile la redditività del settore bancario

 

Le passività con l'estero vengono sostituite in misura crescente da fonti di finanziamento interne, soprattutto depositi e capitale, consentendo così ai settori bancari locali nei Paesi CESEE di transitare verso un modello di finanziamento più sostenibile. Di conseguenza, il rapporto tra passività con l'estero e attività complessive è andato progressivamente migliorando, attestandosi a quota 13,5% secondo il dato di settembre 2014. Il rapporto prestiti-depositi è sceso dal 98% del mese di dicembre 2013 al 96% del settembre 2014, chiara dimostrazione del fatto che i prestiti sono ampiamente coperti dai depositi a livello locale. Questi dati indicano che alcune delle passate vulnerabilità sono state affrontate e il settore bancario della regione si trova attualmente in condizioni migliori per sostenere la crescita futura.

 

I margini tuttavia permangono sotto pressione e le banche dei Paesi CEE dovranno ampliare la propria gamma di opportunità se vogliono aumentare la capacità di generare ricavi. Come in Europa occidentale, infatti, il ruolo dei ricavi non da interessi crescerà d'importanza nel prossimo futuro. "Nel complesso, prevediamo che il settore bancario CEE manterrà il proprio livello di redditività nel 2015, con un coefficiente assimilabile a quello del 2014, intorno all'1,0%. Tuttavia, gli sviluppi geopolitici e i cambiamenti del contesto esterno rendono difficile formulare previsioni. In particolare, il tema dei prestiti in sofferenza continuerà a rappresentare un problema", ha precisato Gianni Franco Papa.

 

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"Il calo delle quotazioni petrolifere ha risvolti di segno opposto. Da un lato, penalizza l'economia della Russia, dall'altro però potrebbe contribuire ad aumentare il potere di spesa di famiglie e imprese in tutta Europa. Ravvisiamo, inoltre, alcuni fattori che potrebbero comportare correzioni al rialzo per le nostre previsioni 2015: politiche monetarie più accomodanti da parte della BCE e di altre banche centrali locali, nonché ulteriori interventi finalizzati a una maggiore armonizzazione delle normative sui servizi finanziari", ha aggiunto Carmelina Carluzzo.


CEE 2020: UniCredit rafforza la sua posizione di leadership nella regione

Considerata la difficile la congiuntura economica odierna, peraltro in rapida evoluzione, UniCredit ha lanciato un progetto speciale denominato "CEE 2020", che si prefigge di ricercare modi nuovi per generare crescita e creare valore e altresì per sviluppare una rete di rapporti durevoli con la clientela. Il progetto rientra nel Piano Strategico 2013 - 2018 del Gruppo e ha per obiettivo quello di individuare strutture e processi adeguati per uno sviluppo sostenibile e prospero della Divisione CEE. "Le nostre banche controllate in Europa centro-orientale offrono un importante contributo, pari a circa un terzo alla redditività di UniCredit. È nostra intenzione rafforzare ulteriormente la posizione di leadership che abbiamo conseguito nella regione CEE, puntando soprattutto sulla vicinanza alla clientela e valorizzando la capillare presenza della nostra rete sul territorio, nonché la nostra vasta esperienza. Negli ultimi anni, abbiamo guadagnato quote di mercato in gran parte dei Paesi CEE grazie a una politica di investimento continuo, a differenza dei nostri concorrenti che hanno ridotto il perimetro di attività. Per il futuro, intendiamo continuare in questa direzione", ha concluso Gianni Franco Papa

Attualmente, UniCredit ha un Common Equity Tier 1 ratio pari all'10,73% e vanta una rete internazionale di primo piano, con filiali in circa 50 Paesi. Il Comprehensive Assessment eseguito dalla BCE sugli istituti bancari europei ha confermato la solida posizione patrimoniale di UniCredit. Nello scenario avverso ipotizzato dallo stress test, infatti, il CET1 2016 del Gruppo si attesta al 10,8%.

Il Gruppo è impegnato in prima linea a sostenere lo sviluppo dei rapporti commerciali e delle attività transnazionali dei clienti, grazie alle sue banche locali presenti in 14 Paesi, che operano secondo un modello di servizio omogeneo. Ha una conoscenza unica e approfondita dei vari mercati CEE e serve circa 23.000 clienti corporate attivi nella regione mediante la sua rete internazionale. Lo staff di UniCredit persegue standard di servizio di alta qualità e si adopera per mantenere la posizione di leadership che il Gruppo vanta nella regione CEE, garantendo sempre un'elevata soddisfazione della clientela.

Nota 

[1] L'Europa centro-orientale (CEE) include Bosnia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Turchia, Ucraina; l'Europa centrale e sud-orientale (CESEE) comprende i paesi CEE escluse Russia, Turchia e Ucraina; la regione CE include Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Polonia; la regione SEE include Bosnia, Bulgaria, Croazia, Romania, Serbia. 

 

Vienna, 21 gennaio 2015