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Nasce UniCredit Global Information Services (UGIS)

Nasce UniCredit Global Information Services (UGIS), risparmi per 300 milioni e razionalizzazione delle piattaforme informatiche

 

 

Dal merger tra le aziende informatiche italiana, tedesca e austriaca di UniCredit nasce la nuova ICT Global Company del Gruppo che dispone così di una multinazionale dei servizi ICT, che si colloca fra le prime 12 del settore ICT europeo. Il merger è un passo fondamentale anche per il completamento della standardizzazione delle attività e delle piattaforme informatiche utilizzate dalle banche di UniCredit Group in 22 paesi in Europa.

 

 

Un risparmio di costi, a regime, per oltre 300 milioni di euro annui, l'adozione del modello divisionale di business di Gruppo da parte delle banche estere e, primo gruppo bancario in Europa a riuscirci, il completamento della razionalizzazione delle attività e delle piattaforme informatiche, iniziata nella sua dimensione internazionale nel 2006 e tuttora in corso. Questi i risultati immediati di UniCredit Global Information Services, la nuova multinazionale ICT del Gruppo UniCredit, risultato della fusione tra l'omonima azienda italiana, la tedesca HVB Information Services e l'austriaca WAVE Solutions.

 

La nuova UGIS conta quasi 4.500 dipendenti, distribuiti in 19 siti presenti in otto paesi europei, con un fatturato atteso per il 2009 di oltre 1,5 miliardi di euro e più di 50 entità del Gruppo gestite. Le quote azionarie sono detenute da UniCredit Group (65,26%), Hypovereinsbank AG (24,72%) e Bank Austria (10,02%). UGIS è titolare degli asset ICT, responsabile a 360 gradi della esecuzione e dell'integrazione di tutti i servizi informatici di Gruppo.

 

"La creazione di UGIS porterà vantaggi concreti alle Banche e alle società del Gruppo - ha dichiarato Massimo Schiattarella, AD di UGIS - in termini di miglioramento dell'efficienza e della sostenibilità dei servizi IT, di economie di scala generate, di standardizzazione dei servizi IT a livello di Gruppo e di possibilità di avere un'evoluzione prevedibile dei costi allineata alle strategie del Gruppo. La messa a fattore comune del know-how di professionisti provenienti dalle diverse realtà europee - prosegue Schiattarella - favorita dal modello organizzativo basato sui global competence center, garantirà un miglioramento costante della qualità del servizio e un'ulteriore diminuzione del time-to-market".

 

Sulla stessa linea anche Massimo Milanta, AD di UGIS secondo il quale "La strategia che seguiremo è basata essenzialmente su tre pilastri principali.
La standardizzazione delle nostre piattaforme informative per il core banking e della loro applicazione nelle diverse realtà, con il duplice obiettivo di dare sempre risposte efficaci alle esigenze del business e di migliorarne ulteriormente l'efficienza strutturale
La politica di consolidamento delle infrastrutture, allo scopo di razionalizzare la spesa e di ottenere, nel contempo, una riduzione dei consumi di energia, in linea con le politiche di Green IT.


La focalizzazione sui processi ICT, al fine di rendere il nostro modello operativo sempre più integrato a livello cross-country e basato su una gestione industriale.
La fusione - conclude Milanta - non costituisce certo la conclusione di un percorso, ma il primo passo verso ulteriori traguardi: nel prossimo triennio è infatti prevista l'integrazione di altre strutture IT nella Central Eastern Europe, per conseguire ulteriori efficientamenti e razionalizzazioni".

 

Sul fronte della strategia gestionale del Gruppo, Paolo Cederle, Responsabile della Business Unit Group ICT and Operations ha dichiarato che "Dopo la costituzione di UniCredit Business Partner, società internazionale di servizi nel campo delle Operations tra le prime cinque in Europa, avvenuta ad inizio anno, UniCredit prosegue, con la Business Unit Group ICT & Operations, il proprio disegno strategico, che prevede la realizzazione di "global company" che accentrano al proprio interno le persone e le competenze necessarie a fornire servizi specialistici a tutte le entità del Gruppo, che possono così focalizzarsi sul loro core business. Si tratta - conclude Cederle - di un ulteriore passo che, dopo le acquisizioni degli anni scorsi, punta ora alla vera integrazione delle aziende per massimizzare efficienza, qualità, controllo dei rischi e innovazione e aiutando la integrazione del gruppo.

 

 

Milano, 14 luglio 2009