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Nota sull'articolo 'Derivati Bugie e Videotape' pubblicato sul numero de L'Espresso oggi in edicola

Con riferimento all'articolo "Derivati Bugie e Videotape" pubblicato sul numero de "L'Espresso" oggi in edicola il Gruppo UniCredit si vede costretto a precisare che le informazioni in esso contenute sono per larga parte inesatte e infondate.

Benché la Policy di gruppo preveda che in analoghe fattispecie (questione rimessa al giudizio di un Tribunale) non si parli al di fuori della sede appropriata, la gravità e falsità delle accuse impongono di rispondere con immediatezza, anche se al di fuori della sede propria.

Senza ovviamente ripercorrere lo sviluppo delle difese depositate in Tribunale, ci si limita ad osservare quanto segue. La società Divania, cliente di UniCredit Banca d'Impresa, operava nel settore dei mobili imbottiti e realizzava il proprio fatturato prevalentemente all'estero. Il settore, a livello nazionale, nel periodo 2003-4, ha subito le conseguenze della concorrenza portata sui mercati di sbocco da produttori situati in Paesi con costi di produzione nettamente inferiori. Gli effetti della congiuntura negativa hanno colpito Divania che nel 2003 è entrata in una profonda crisi industriale, peggiorata nel 2004. Il fatturato della Società è crollato nel breve periodo compreso tra il 2002 e il 2004.

Non è, dunque, sostenibile che i risultati dell'attività in derivati abbiano influenzato l'attività industriale o i risultati economici. Nelle stesse Relazioni ai bilanci di Divania 2003 e 2004 si dichiara che la crisi ha natura industriale e va ricondotta all'andamento del settore ed al brusco peggioramento delle ragioni di scambio derivanti dall'apprezzamento dell'Euro sul dollaro a partire dal 2001.

Le cifre citate nell'articolo rappresentano in modo fortemente distorto i rapporti intercorsi tra banca ed impresa nel corso degli anni in relazione all'operatività in derivati e determinano una situazione di grave disinformazione. Il Gruppo UniCredit si riserva, pertanto, di tutelare la propria immagine con tutti i mezzi previsti dalla legge.


Milano, 8 febbraio 2008