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UniCredit prima banca italiana autorizzata ad adottare le metodologie avanzate di Basilea 2


  • Via libera da Bankitalia a utilizzare i nuovi modelli interni per valutare i rischi e determinare i requisiti patrimoniali
  • Impatto positivo sul Core Tier 1 già nel 2008


UniCredit è la prima banca italiana ad aver ottenuto dalla Banca d'Italia l'autorizzazione ad adottare i metodi avanzati per la determinazione dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito e operativo previsti da Basilea 2.

Comunicato nei giorni scorsi, il via libera della Banca d'Italia, che ha agito d'intesa con le Autorità di Vigilanza tedesche e austriache, costituisce un significativo punto di arrivo di un lungo percorso, nel quale il Gruppo UniCredit ha progressivamente migliorato i propri sistemi di gestione dei rischi.

Le metodologie avanzate potranno in un primo tempo essere adottate dalla Capogruppo e dalle sue controllate italiane (con esclusione di quelle facenti capo all'ex Gruppo Capitalia), da HVB e BA-CA e sarà successivamente esteso anche a tutte le altre società del Gruppo.

L'autorizzazione all'impiego del nuovo sistema avrà un immediato vantaggio per un gruppo che, come UniCredit, ha una forte focalizzazione verso l'attività retail e corporate (circa l'80% dei profitti operativi nel 2007 sono frutto dell'attività di banca commerciale). Includendo il Gruppo Capitalia, per il quale si prevede nel 2008 l'applicazione delle metodologie standardizzate, e pur considerando l'aggravio patrimoniale legato al rischio operativo, il Core Tier 1 Ratio aumenterà nel 2008.. UniCredit, tuttavia, si attende significativi miglioramenti nel 2008 e nel 2009 in termini di Core Tier 1 Ratio a seguito della progressiva estensione dei modelli di rating anche alle altre entità del Gruppo (inclusa Capitalia) e attraverso un costante miglioramento dei processi creditizi nonché di quello di raccolta e gestione dei dati.

Basilea 2 si fonda su "tre pilastri". Il primo introduce un requisito patrimoniale per fronteggiare i rischi tipici dell'attività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte e di mercato) e prevede la necessità di detenere capitale aggiuntivo a fronte delle perdite connesse ai rischi operativi. Il secondo sollecita le banche a dotarsi di una strategia e di un processo di controllo dell'adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, rimettendo all'Autorità di Vigilanza il compito di verificare l'affidabilità e la coerenza dei relativi risultati e di apportare le eventuali e opportune modifiche. Il terzo pilastro introduce infine obblighi di informativa mercato sull'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali del relativi sistemi di gestione e controllo. 



Milano, 4 aprile 2008

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