Share this event on:

  • LinkedIn

Recomend this page

Grazie, la tua segnalazione è stata inviata correttamente.

Spiacenti, questa funzionalità non è disponibile al momento.
Per favore prova con questo link. Grazie

Il settore bancario nell'Europa Centro-Orientale: ancora la scommessa giusta

Studio del Gruppo UniCredit sul settore bancario in Europa Centro Orientale

Il settore bancario nell'Europa Centro-Orientale: ancora la scommessa giusta

  • La crescita del settore bancario rallenta, ma resta sostenuta
  • Aumenta il costo del rischio e del finanziamento, ma profittabilità e capitalizzazione delle banche rimangono forti
  • Gli operatori internazionali continuano a beneficiare della loro strategia nell'area dell'Europa Centro Orientale: il Gruppo UniCredit è il leader di questo mercato
  • Nelle attuali condizioni di mercato, gli economisti del Gruppo Unicredit prevedono un minor numero di fusioni e acquisizioni e una maggiore importanza della crescita organica


Il mercato del credito nell'Europa centro-orientale (CEE, acronimo di Central Eastern Europe (1)) appare tuttora dominato da operatori esteri, i quali continuano a beneficiare degli investimenti fatti nella regione negli scorsi anni. Ne è emerso un mercato regionale completamente integrato, con alcuni sottosegmenti e scarse possibilità di ulteriori acquisizioni a livello locale. "Il nostro studio rivela come la proprietà straniera sia alquanto significativa a livello CEE, rappresentando il 75% degli attivi bancari nell'Europa centrale, l'83% nell'area SEE e Paesi Baltici e il 19% nell'Europa allargata (2) " dichiara Federico Ghizzoni, a capo della Divisione Poland's Markets del Gruppo UniCredit e membro del board di Bank Austria per la CEE. Le attività di fusione e acquisizione più recenti sono state pertanto rivolte verso nuovi mercati o segmenti specialistici, laddove oggi, nell'attuale contesto globale, è più che mai probabile che le strategie di crescita siano incentrate sulla crescita organica e sull'apertura di nuove filiali.

I problemi di liquidità sperimentati dal settore bancario potrebbero ostacolare i piani di crescita di alcuni operatori regionali in CEE; tutto ciò avviene a causa dell'aumento, imputabile al mutato clima internazionale, dei costi di finanziamento per gli istituti di credito. La razionalizzazione delle reti, così come le fusioni e acquisizioni a livello globale, possono contribuire a rimodellare anche il mercato regionale. Questo è quanto emerge dallo "Studio sul settore bancario nell'Europa Centro Orientale, 2008" condotto dagli economisti di UniCredit Group.

Le prospettive economiche dell'area: una crescita vivace
L'attività economica in CEE è ancora alquanto dinamica, malgrado il "riprezzamento" del rischio a livello internazionale. La dipendenza economica dai finanziamenti esteri è il principale elemento di rischio, sebbene sia alquanto probabile che nel periodo 2008-2010, anche nell'ipotesi di un ridotto afflusso di capitali, la crescita regionale si attesti comunque su un dato superiore al 4% in termini reali. L'inflazione incide particolarmente in questi Paesi, poiché generi alimentari e petrolio pesano considerevolmente sul paniere dei consumi e colpiscono tanto le famiglie quanto le imprese. La convergenza dei redditi in termini reali resta tuttavia fondamentale per un ulteriore riallineamento dei tenori di vita.

Sia pure rallentando, il processo di maggior penetrazione finanziaria continua, e nel triennio 2008-2010 i volumi sono attesi in crescita in media intorno al 23% l'anno con una crescita dei prestiti concessi superiore al quella dei depositi. Tale modello di sviluppo del settore bancario implica l'esigenza di rilevanti finanziamenti dall'estero e comporta quindi il rischio di una stretta creditizia. Tale rischio è in parte controbilanciato dalla diffusa presenza nel mercato di operatori internazionali.

"Assicurarsi forme adeguate di finanziamento resta una priorità chiave per il settore bancario così come per le economie locali" afferma Debora Revoltella, capo economista CEE del Gruppo UniCredit. I Paesi Baltici, il Kazakistan e l'Ucraina devono già fare i conti con una stretta creditizia, contrassegnata da un minor afflusso di capitali e di conseguenza da una contrazione dei prestiti erogati e dal rallentamento dell'attività economica. La capitalizzazione del settore bancario nella regione resta tuttavia elevata e ciò consentirà di assorbire potenziali shock, mentre la crescita dei profitti è stimata intorno al 17% in media nel prossimo triennio.

Divario nel livello di penetrazione finanziaria e importanza degli operatori internazionali
Tutti i sistemi bancari della regione sono caratterizzati dalla presenza di players molto dinamici, a dispetto di un ambiente competitivo più sfidante, della dipendenza dagli afflussi di capitale e di prospettive negative sul fronte dell'inflazione.

L'intero settore bancario dell'area CEE è costituito da 2.609 istituti che hanno un patrimonio totale di quasi 2.000 miliardi di euro. Al primo posto tra le maggiori banche della regione CEE troviamo UniCredit Group, che opera nella regione attraverso Bank Austria (3) , con un patrimonio totale di 118,0 miliardi di euro e un utile al netto delle imposte (al lordo delle partecipazioni di minoranza) di 2.125 milioni di euro. Al secondo posto vi è Raiffeisen, con un patrimonio totale di 72,7 miliardi di euro e un utile al netto delle imposte (al lordo delle partecipazioni di minoranza) di 973 milioni di euro. Terza è Erste Bank in termini di totale attivo (72,0 miliardi di euro); è invece seconda in termini di utile al netto delle imposte (al lordo delle partecipazioni di minoranza), pari a 1.026 milioni di euro. UniCredit detiene la posizione più forte nella regione, con la diffusione più capillare (20 Paesi) e circa 3.700 filiali. Subito dopo viene Raiffeisen, con una rete estesa in 16 Paesi, seguita a breve distanza da Société Générale con 2.340 filiali in 15 Paesi.

Complessivamente, i gruppi internazionali leader in quest'area prevedono di aprire circa 4.100 nuove filiali, perlopiù in "nuovi mercati" come la Russia e l'Ucraina. Circa un terzo di queste filiali verranno aperte da UniCredit Group, che nei prossimi tre anni si concentrerà sulla crescita organica. "Conosciamo il mercato e siamo in grado di gestire una forte crescita anche in presenza di un rischio più elevato. Per i prossimi tre anni, prevediamo uno sviluppo del 19.3% annuo. L'area dell'Europa Centro Orientale, con circa 1.300 filiali da aprire entro il 2010, resta di fondamentale importanza per il nostro Gruppo. Stiamo dedicando completamente i nostri sforzi alla crescita organica e all'espansione della nostra rete di filiali, soprattutto in Turchia, Russia, Romania e Ucraina" spiega Federico Ghizzoni.

Ancora una volta, il comparto retail cresce più del corporate banking
Gli economisti di UniCredit Group sono convinti che esistano opportunità per un'ulteriore trasformazione nella composizione dei portafogli d'investimento delle famiglie, malgrado la volatilità dei mercati dei capitali e l'avversione al rischio. "Il divario di penetrazione nei prestiti alle famiglie va riducendosi, ed il potenziale di sviluppo resta legato alla forte domanda di un tenore di vita più elevato" sostiene Debora Revoltella. "I rischi maggiori riguardano l'esposizione delle famiglie alla potenziale svalutazione delle valute locali e al possibile, parziale deterioramento della qualità del credito. Le famiglie della regione, anzi, non sono più in grado di risparmiare come prima e dipendono sempre più dai prestiti, e gran parte dei debiti da loro accumulati è in valuta estera, specialmente nel settore dei mutui ipotecari" aggiunge Debora Revoltella. La potenziale domanda di edilizia abitativa favorirà un nuovo sviluppo dei mutui nei paesi dell'area. In questo segmento, è soprattutto l'Europa allargata a vantare il potenziale maggiore.

Sul fronte delle imprese, il possibile rallentamento ciclico è in parte controbilanciato da una rinnovata domanda di prestiti alle banche. Da parte loro, gli istituti sono sempre più in competizione nel fornire servizi aggiuntivi quali il leasing, la gestione di cassa e la finanza strutturata, che nell'area CEE sono i principali fattori di crescita nel segmento dei servizi bancari alle imprese.


Note:
1) Central Eastern European countries include the Baltics, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croatia, the Czech Republic, Hungary, Kazakhstan, Poland, Romania, Russia, Serbia, Slovakia, Slovenia, Turkey and Ukraine.
2) Broader Europe includes Russia, Kazakhstan, Ukraine, Turkey
3) and through Pekao in Poland


Vienna, 14 luglio 2008


Per ogni richiesta:
Communications CEE
Silvana Lins
Tel. +43 (0) 50505 56036
Email: silvana.lins@unicreditgroup.at