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UniCredit: Risultati di Gruppo del 3trim17. Transform 2019 genera risultati tangibili

Utile netto rettificato a €838 mln in rialzo dell'87 per cento a/a, confermando l'andamento sostenuto del business a livello di Gruppo

 

Dinamiche commerciali sostenute grazie al rilancio della rete. Da inizio anno: numero di clienti in crescita di 423.000[1] ed erogazione di nuovi prestiti per €52 mld. 9m17 vs. 9m16: crescita della raccolta gestita per €15,3 mld (+7,8 per cento) ed incremento delle commissioni per €261 mln (+5,5 per cento)

 

Evoluzione del modello operativo ad uno stadio più avanzato rispetto a quanto previsto a piano, con il 59 per cento delle chiusure di filiali e il 51 per cento delle riduzioni di organico già concluse. Costi totali per il FY17 attesi di poco inferiori all'obiettivo di €11,7 mld

 

Ridotto costo del rischio (COR)  a 53 pb. CoR per il FY17 stimato tra 55 e 60 pb. Perdita attesa stabile sia per i crediti esistenti che per quelli di nuova erogazione, entrambe in riduzione di 1 pb trim/trim, e rispettivamente pari a 38 pb e 34 pb, sostenute da una rigorosa disciplina del rischio

 

CET1 Ratio Fully Loaded elevato e pari a 13,81 per cento nel 3trim17, grazie alla cessione di Pioneer e alla generazione di utili

 

 

 

Gruppo UniCredit 
Risultati 3trim17 Ricavi a €4,6 mld (-8,5 per cento trim/trim, -3,9 per cento a/a), per effetto della stagionalità del 3trim17 e del calo del trading dovuto ad uno scenario di settore non favorevole
Margine di interesse a €2,5 mld (-2,4 per cento trim/trim al netto della componente non ricorrente del 2trim17 nel Commercial Banking Germany pari a €90 mln), con il contributo positivo dei tassi sui depositi e del term funding parzialmente compensato dagli effetti derivanti dal calo degli spread e dei volumi medi dei prestiti. Previsione per il 2017 confermata a €10,2 mld
Commissioni a €1,6 mld, in calo del 7,9 per cento trim/trim per effetto della stagionalità e in rialzo del 4,2 per cento a/a grazie alle commissioni da servizi di investimento e transazionali
Costi operativi in ulteriore riduzione a €2,8 mld (-1,6 per cento trim/trim, -4,3 per cento a/a) grazie alle minori spese del personale. Rapporto costi/ricavi (C/I) al 60,5 percento (+4,2 p.p. trim/trim, -0,3 p.p. a/a)
Rettifiche sui crediti a €598 mln (+6,0 per cento trim/trim, -38,8 per cento a/a) e costo del rischio (CoR) a 53 pb
Utile netto in aumento dell’87 per cento a €838 mln nel 3trim17, rettificato per la cessione di Pioneer (€2,1 mld) e per un costo non ricorrente di €80 mln registrato nella Non Core[1], sostenuto dai primi risultati di Transform 2019. I principali contributori sono stati CEE, CIB e Commercial Banking Italy. Utile netto contabile a €2,8 mld 
RoTE rettificato al 6,8 per cento[2] 
Risultati 9m17 Ricavi a €14,8 mld (-2,7 per cento 9m/9m), con il margine di interesse a €7,7 mld per effetto dei ridotti tassi di interesse. Solido contributo delle commissioni a €5,0 mld, sostenute dalla crescita della raccolta gestita (Asset Under Management - AuM). Ricavi da attività di negoziazione a €1,4 mld  
Costante attenzione ai costi operativi, in riduzione di 3,8 per cento 9m/9m a €8,6 mld ed un minor rapporto costi/ricavi in miglioramento al 57,9 per cento dal 58,6 per cento dei 9m16
Rettifiche su crediti in calo a €1,8 mld (-30,1 per cento 9m/9m) con minor costo del rischio a 54 pb 
Utile netto a €3,0 mld nei 9m17, rettificato per le cessioni di Bank Pekao e Pioneer e per un onere straordinario del segmento Non Core nel 3trim17. Utile netto a €4,7 mld grazie al buon contributo di tutte le divisioni
RoTE rettificato in miglioramento al 7,8 per cento nei 9m17 rispetto al 4,2 per cento dei 9m16
Capitale Elevato CET1 Ratio Fully Loaded a 13,81 per cento nel 3trim17[3] grazie alla vendita di pioneer e alla generazione di utili
Leverage Ratio Fully Loaded al 5,42 per cento nel 3trim17
Qualità dell'attivo Proseguimento dell'attività di de-risking, con riduzione dei crediti deteriorati[4] lordi a €51,3 mld nel 3trim17, in calo del 31,5 per cento a/a e dei crediti deteriorati netti a €22,3 mld, in linea con il raggiungimento del target del 2019 pari a €20,2 mld
Rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti in miglioramento al 10,6 per cento nel 3trim17 dall’11,0 per cento nel 2trim17 e rapporto tra crediti deteriorati netti e totale crediti al 5,0 per cento nel 3trim17 dal 5,1 per cento nel 2trim17
Solido rapporto di copertura dei crediti deteriorati in aumento al 56,5 per cento nel 3trim17, dal 52,2 per cento nel 3trim16
Transform 2019 Tutte le azioni determinanti per il rafforzamento del capitale sono state completate con successo. A luglio, si è conclusa la cessione di Pioneer con impatto positivo sul capitale di 84 pb
Progressi nell’implementazione di Transform 2019 confermati dal miglioramento del rating di UniCredit S.p.A. da parte di S&P a BBB da BBB- con outlook stabile a fine ottobre
Attività di de-risking in linea con le previsioni con una ulteriore riduzione dei crediti deteriorati sostenuti da circa €2,4 mld di vendite nei 9m17. Positivo completamento a luglio della Fase 1 del progetto FINO. La conclusione della Fase 2 che prevede la riduzione della quota detenuta da UniCredit al di sotto del 20 per cento entro la fine dell'anno sta procedendo come previsto
Le iniziative di contenimento dei costi stanno progredendo positivamente (realizzato il 59 percento del piano di riduzioni di filiali programmate e il 51 per cento della riduzione dell’organico prevista)
Sono in corso iniziative commerciali strategiche e la modifica dei processi "end-to-end"
Costi operativi del Corporate Centre di Gruppo in diminuzione trim/trim per effetto della riduzione dell’organico, con il peso relativo sui costi totali del Gruppo in diminuzione dal 5,1 per cento del dicembre 2015 al 3,9 per cento del 3trim17

Milano, 9 novembre 2017: il Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. si è riunito in data 8 novembre 2017 per l'approvazione dei risultati di Gruppo dei 9m17.

 

Jean Pierre Mustier, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., ha commentato i risultati del 3trim17: "In un contesto di miglioramento dell'economia europea e di incoraggianti segnali di crescita in Italia, il nostro utile netto rettificato è cresciuto dell'87 per cento anno su anno. Tutto questo è a testimonianza che il nostro piano Transform 2019 sta generando risultati tangibili e conferma l'andamento sostenuto del business a livello di Gruppo. Grazie alle misure decise adottate negli ultimi 12 mesi e al rilancio delle nostre reti, stiamo assistendo ad una vigorosa dinamica commerciale in tutte le divisioni, con una crescita di 423.000 clienti e con nuovi prestiti erogati per €52 mld dall'inizio del 2017. UniCredit vanta un elevato CET1 ratio fully loaded pari al 13,81 per cento grazie alla vendita di Pioneer e ad una organica generazione di utili. Il de-risking del bilancio continua, con crediti deteriorati netti attualmente pari a €22,3 miliardi, vicini al nostro target di €20,2 miliardi al 2019. Il rapporto di copertura dei crediti deteriorati rimane solido al 56,5 per cento. Il ridotto costo del rischio si attesta a 53 pb nel trimestre e stimiamo che sia compreso tra 55 e 60 pb per l'intero anno. Il progresso di Transform 2019, grazie all'impegno di tutti i dipendenti di UniCredit e alla velocità con cui stiamo implementando i cambiamenti, è ampiamente confermato dal miglioramento del rating di UniCredit S.p.A da parte di S&P a BBB con outlook stabile".

AGGIORNAMENTO DI TRANSFORM 2019

 

L'implementazione di Transform 2019 sta rispettando i tempi previsti, con il continuo raggiungimento di risultati tangibili:

  • Rafforzamento e ottimizzazione del capitale: sono stati completati con successo tutti gli interventi determinanti per l'ottimizzazione del capitale, grazie alla cessione di Pioneer nel mese di luglio, che ha contribuito con ulteriori 84 pb sul CET1 Ratio Fully Loaded portandolo al 13,81 per cento nel 3trim17.
    Il significativo progresso di Transform 2019 è stato confermato dal miglioramento del rating di UniCredit S.p.A. da BBB- a BBB con outlook stabile operato a fine ottobre da S&P.

  • Miglioramento della qualità dell'attivo: l'attività di de-risking del bilancio è ancora in corso, con i crediti deteriorati lordi in ulteriore calo a €51,3 mld nel 3trim17 da €53,0 mld nel 2trim17. Il profilo di rischio del Gruppo è migliorato, il rapporto tra i crediti deteriorati lordi e il totale dei crediti si è ridotto dall'11,0 per cento nel 2trim17 al 10,6 per cento nel 3trim17. Nonostante il deleveraging in corso, il tasso di copertura è rimasto solido al 56,5 per cento nel 3trim17. Le cessioni di crediti deteriorati lordi sono proseguite nel corso del trimestre, raggiungendo €2,4 mld nei 9m17 di cui €1,2 mld nel segmento Non Core.
    I crediti deteriorati netti si sono ridotti a €22,3 mld (-3,6 per cento trim/trim, -37,6 per cento a/a), in linea con l'obiettivo di Transform 2019 pari €20,2 mld. Il rapporto tra crediti deteriorati netti e totale crediti si è attestato al 5,0 per cento nel 3trim17 (-0,2 p.p. trim/trim, -2,9 p.p. a/a).
    UniCredit conferma che la prima fase della transazione FINO si è conclusa, come già comunicato al mercato in data 17 luglio 2017. La seconda fase di FINO sta progredendo in linea con quanto pianificato e UniCredit prevede di ridurre la propria quota al di sotto del 20 per cento entro la fine dell'anno.

 

  •   Trasformazione del modello operativo: la trasformazione del modello operativo è ad uno stadio più avanzato rispetto a quanto previsto dal piano. Sono proseguite anche nel 3trim17 le chiusure delle filiali, con 557 filiali chiuse nell'Europa occidentale da dicembre 2015, corrispondenti al 59 per cento di quelle programmate[1].
    Durante il trimestre è stata effettuata una ulteriore riduzione dell'organico per 1.223 FTE[2], ossia oltre 7.200 FTE in meno da dicembre 2015, pari al 51 per cento della riduzione pianificata di 14.000 unità entro il 2019.
     
  • Massimizzazione del valore di banca commerciale: le iniziative commerciali sono in corso e stanno conseguendo risultati positivi:
    -          le vendite nette della raccolta gestita in Italia, sostenute dalla partnership strategica con Amundi, sono state pari a €8 mld nei 9m17 e sono più che raddoppiate rispetto ai 9m16;
    -          il continuo focus verso un approccio multicanale con i clienti è stato supportato da:

o    il numero di vendite tramite canali remoti sulle vendite dirette totali previste[3] in Italia ha raggiunto 18.6 per cento nel 3trim17, in rialzo del 40 per cento a/a,
o    il numero di utenti online in CEE è aumentato dal 38,2 per cento di giugno 2017 al 39,7 per cento di settembre,
o    il numero di utenti da dispositivi mobili in CEE è aumentato dal 25,8 per cento di giugno 2017 al 28,3 per cento di settembre;

-          l'ottimizzazione dei processi "end-to-end" prosegue ed è ad uno stadio più avanzato rispetto a quanto previsto dal piano:

o    il completamento della revisione del processo relativo ai primi tre prodotti (conti correnti, carte di credito e anticipo fatture), sta apportando risultati tangibili, sia rispetto ai nostri clienti con un miglioramento della customer experience, sia per UniCredit,

o    a giugno sono state lanciate modifiche ad ulteriori tre processi (mutui residenziali, consulenza e raccolta gestita) che stanno procedendo in linea con il piano,

o    la revisione di due ulteriori prodotti (mutui corporate e carte di debito) è appena cominciata.
La posizione di leadership di CIB è confermata con il posizionamento al 2° posto nella classifica "Combined Loans and Bonds in EMEA in EUR" e posizionandosi nella classifica "Syndicated Loans" in Italia, Germania e Austria collocandosi al 1° posto, nella classifica "Syndicated loans in CEE" posizionandosi al 2° posto e al vertice della classifica "EMEA All Covered Bonds", ad evidenza della sua posizione strategica in questi segmenti di mercato[4].

 

  •   Adozione di un Corporate Centre di Gruppo (GCC) snello, ma con potere direzionale: i costi operativi si sono ridotti dell'8,6 per cento trim/trim a €110 mln, con una diminuzione di 188 FTE trim/trim. Da dicembre 2015 il numero di FTE è diminuito dell'8,8 per cento (-1.534 FTE). Il rapporto tra i costi del GCC e i costi totali del Gruppo si è ridotto al 3,9 per cento nel 3trim17 (vs. 5,1 per cento di dicembre 2015) rispetto ad un obiettivo del 2,9 per cento al 2019.

 

[1]Filiali Retail in Italia, Germania e Austria come indicato durante il Capital Markets Day.

[2]"Full Time Equivalent" (dipendenti a tempo pieno). Si tenga presente che l'organico FTE di Gruppo è indicato escludendo i) tutte le società che sono classificate ai sensi dell'IFRS5 e ii) Ocean Breeze.

[3]Calcolato come vendite da remoto (transazioni effettuate tramite ATM, online, mobile o Contact Centre) sui prodotti totali della Banca con un processo di vendita diretta.

[4]La fonte di tutte le classifiche è Dealogic Analytics, con dati aggiornati al 4 ottobre 2017. Periodo: 1 gennaio - 30 settembre 2017. Classifiche - Syndicated Loans: Italia, Germania e Austria per numero di transazioni e valore delle transazioni, CEE per valore delle transazioni; e EMEA All Covered Bonds per numero di trnasazioni. 

RISULTATI CONSOLIDATI DEL GRUPPO UNICREDIT

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I ricavi hanno raggiunto €4,6 mld nel 3trim17 (-8,5 per cento trim/trim, -3,9 per cento a/a) penalizzati dalla stagionalità delle commissioni nel 3trim e dal calo delle negoziazioni. I principali contributi ai ricavi sono derivati da Commercial Banking Italy, CIB e CEE. Nei 9m17 i ricavi totali hanno raggiunto €14,8 mld (-2,7 per cento 9m/9m).

Il margine di interesse (NII)[1] si è attestato a €2,5 mld nel 3trim17 (-5,7 per cento trim/trim oppure -2,4 per cento escludendo una componente non ricorrente del Commercial Banking Germany per €90 mln nel 2trim17, -3,5 per cento a/a). A livello trimestrale, la riduzione dei tassi sui depositi (+€28 mln) ed il minor costo del term funding (+€7 mln) hanno parzialmente compensato le minori dinamiche dei crediti (-€11 mln per riduzione dei volumi medi e -€53 mln per la compressione dei tassi applicati alla clientela) ed i maggiori volumi dei depositi (-€3 mln). L'evoluzione delle dinamiche commerciali del margine di interesse a/a è stata sostenuta dal term funding e dalla riduzione dei tassi sui depositi. Il minor contributo proveniente dal portafoglio di investimento e dalle attività di mercato/tesoreria (-€56 mln trim/trim, -€135 mln a/a) è stato dovuto principalmente dal riposizionamento del portafoglio BTP verso una duration più breve e reinvestimenti rallentati. Le previsioni per il margine di interesse sono confermate a €10,2 mld nel FY17.

Il margine percentuale di interesse[2] è sceso dall'1,38 per cento del 2trim17 all'1,35 per cento del 3trim17.

I crediti verso la clientela[3] hanno raggiunto i €421,1 mld nel 3trim17 (stabile trim/trim, -1,2 per cento a/a). Al netto della Non Core, i crediti verso clientela sono cresciuti a €405,5 mld nel 3trim17 incrementati di €1,2 mld e in aumento di €2,2 mld prima della riclassificazione di €1,0 mld di crediti come detenuti per la vendita nel Commercial Banking Germany. Per il 4trim17 si prevede una maggiore crescita dei crediti verso clientela.

La raccolta da clientela[4] è stata pari a €398,6 mld nel 3trim17 (+0,9 per cento trim/trim, +3,2 per cento a/a). Escludendo la Non Core, la raccolta da clientela ha raggiunto €397,6 mld avendo come maggiori contributori Commercial Banking Italy con €137,7 mld (+2,2 per cento trim/trim, +7,3 per cento a/a), Commercial Banking Germany con €86,3 mld (+3,0 per cento trim/trim, -0,6 per cento a/a) e CEE con €60,4 mld (+1,9 per cento trim/trim, +3,9 per cento a/a a cambi costanti).

Gli spread della clientela[5] si sono contratti a livello di Gruppo di 3 pb trim/trim e di 10 pb a/a, attestandosi al 2,50 per cento nel 3trim17. Tale riduzione è stata principalmente causata da una diminuzione degli spread della clientela in tutte le divisioni ad eccezione di Commercial Banking Austria e CIB. Si prevede un inizio di ripresa per i tassi sui crediti verso la clientela nel 2sem18.

I dividendi e gli altri proventi[6] sono diminuiti a €165 mln nel 3trim17 (-10,0 per cento trim/trim, -12,8 per cento a/a) a causa del minor contributo da parte delle partecipazioni assicurative e di altre partecipazioni. Il contributo di Yapi Kredi è stato di €85 mln nel 3trim17 (stabile trim/trim e -16,7 per cento a/a a tassi di cambio correnti; +4,1 per cento trim/trim, +3,1 per cento a/a a tassi di cambio costanti) sostenuto da un andamento positivo del margine di interesse e dall'ottimizzazione dei costi. I dividendi e gli altri proventi hanno raggiunto €518 mln nei 9m17 (-25,5 per cento 9m/9m).  Il contributo di Yapi Kredi è stato di €262 mln nei 9m17 (-18,3 per cento 9m/9m a tassi di cambio correnti, -1,1 per cento 9m/9m a tassi di cambio costanti), in miglioramento del +7,7 per cento a cambi costanti escludendo l'impatto della cessione della partecipazione in Visa Europe nel 2016[7].

Le commissioni si sono attestate a €1,6 mld nel 3trim17 in calo del 7,9 per cento trim/trim e sono state influenzate dalla stagionalità del 3trim e sono aumentate del 4,2 per cento a/a grazie all'andamento positivo delle commissioni da servizi di investimento e da servizi bancari e transazionali. In particolare:

-          il contributo delle commissioni da servizi di investimento ha raggiunto €638 mln nel 3trim17, in calo rispetto al trimestre precedente (-12,8 per cento trim/trim) per via delle minori commissioni upfront sulla raccolta gestita dovute alla diminuzione delle vendite lorde, con una flessione di €3,2 mld a €16,1 mld, e alla differente combinazione di prodotti. Le commissioni da servizi di investimento sono aumentate del 12,2 per cento a/a grazie alla continua trasformazione della liquidità da clientela in raccolta gestita.

-          Le commissioni da servizi di finanziamento si sono attestate a €396 mln nel 3trim17 in calo del 12,0 per cento trim/trim a causa della più debole attività sui mercati dei capitali e delle inferiori commissioni da finanza strutturata a causa di uno scenario molto competitivo. La rigorosa disciplina della gestione del rischio di UniCredit, congiuntamente ad uno scenario competitivo, si è tradotta in una riduzione delle commissioni da servizi di finanziamento per 7,5 per cento a/a.

-          Le commissioni da servizi transazionali sono aumentate a €559 mln, in rialzo dell'1,9 per cento trim/trim, sostenute a livello trimestrale dai conti correnti e dai servizi di pagamento, in crescita del 5,2 per cento a/a.

Le commissioni totali sono aumentate del 5,5 per cento 9m/9m, a €5,0 mld nei 9m17.

Le attività finanziarie totali (TFA)[8] sono aumentate di oltre €10,1 mld nel trimestre attestandosi a €803,8 mld al 30 settembre 2017 (+1,3 per cento trim/trim, +3,4 per cento a/a). In particolare:

-          la raccolta gestita (Asset Under Management - AuM) ha raggiunto €211,4 mld nel 3trim17, aumentando sia trim/trim che a/a (rispettivamente +€4,3 mld e +€15,3 mld) grazie alla performance positiva di tutte le banche commerciali. Le vendite nette hanno raggiunto €13,3 mld nei 9m17 rispetto a €6,3 mld dello stesso periodo del 2016. Inoltre, il rapporto AuM/TFA del Commercial Banking Italy è aumentato raggiungendo il 36 per cento a settembre 2017 rispetto al 34 per cento a settembre 2016.

-          la raccolta amministrata (Assets under Custody - AuC) ha registrato un aumento a €203,4 mld nel 3trim17, leggermente superiore per €0,5 mld trim/trim, con un aumento della raccolta amministrata nel Commercial Banking Germany. La raccolta amministrata è scesa di €3,6 mld a/a per via della trasformazione di AuC in AuM.

-          I depositi hanno totalizzato €389,0 mld, in aumento di €5,3 mld trim/trim in virtù delle dinamiche positive nel Commercial Banking Italy e Germany e di €14,4 mld a/a grazie all'esclusivo network commerciale di UniCredit.

I ricavi da attività di negoziazione[9] si sono ridotti a €381 mln nel 3trim17 (-17,6 per cento trim/trim, -20,3 per cento a/a) a causa di uno scenario di settore non favorevole. I ricavi da attività di negoziazione sono stati positivamente influenzati da plusvalenze lorde non ricorrenti sulle cessioni nel CIB (€87 mln) e nel Commercial Banking Germany (€39 mln). I ricavi da attività di negoziazione hanno totalizzato €1,4 mld nei 9m17 (-14,4 per cento 9m/9m).

I costi sono stati sotto rigoroso controllo attestandosi a €2,8 mld nel 3trim17, in calo dell'1,6 per cento rispetto al trimestre precedente e del 4,3 per cento a/a come risultato del costante impegno sull'efficienza dei costi. In particolare:

-          sono stati registrati significativi progressi nella riduzione dei costi del personale in calo a €1,7 mld nel 3trim17, in diminuzione del 2,3 per cento trim/trim e del 4,8 per cento a/a, e

-          le spese diverse dal personale (Non-HR costs)[10] ammontavano a €1,1 mld nel 3trim17, in riduzione dello 0,4 per cento trim/trim e del 3,5 per cento a/a.

Il focus sulla efficienza operativa è stato confermato dalla riduzione del numero dei dipendenti, pari a 94.066 in diminuzione di 1.223 FTE trim/trim e di 5.117 a/a. Le riduzioni di filiali sono in linea con quanto pianificato, con una diminuzione di 134 unità nel 3trim17 a 4.975 (di cui 3.252 nell'Europa occidentale e 1.723 in CEE)[11]. Il rapporto Costi/Ricavi si è attestato al 60,5 per cento nel 3trim17 (+4,2 p.p. trim/trim, -0,3 p.p. a/a). Il controllo dei costi è proceduto nei 9m17 con una riduzione delle spese totali pari al 3,8 per cento 9m/9m attestandosi a €8,6 mld. Il rapporto Costi/Ricavi si è ridotto di 0,7 p.p. 9m/9m al 57,9 per cento. I costi totali attesi per il 2017 sono marginalmente inferiori all'obiettivo di €11,7 mld, nonostante la stagionalità del 4trim17. I costi totali attesi per il 2019 sono confermati a €10,6 mld.

Il margine operativo lordo ha raggiunto €1,8 mld nel 3trim17 (-17,4 per cento trim/trim, -3,3 per cento a/a) e €6,2 mld nei 9m17 (-1,2 per cento 9m/9m).

Le rettifiche su crediti hanno totalizzato €598 mln (+6,0 per cento trim/trim, -38,8 per cento a/a) nel 3trim17, con un costo del rischio nel trimestre di 53 pb (+3 pb trim/trim, -32 pb a/a). Le rettifiche su crediti si sono attestate a €1,8 mld nei 9m17 (-30,1 per cento 9m/9m) con un CoR di 54 pb nei 9m17 (-22 pb 9m/9m). CoR per il 2017 è stimato tra 55 e 60 pb. Il target del CoR è confermato a 49 pb per il FY19.

Il margine operativo netto ha raggiunto €1,2 mld nel 3trim17 (-25,3 per cento trim/trim, +34,4 per cento a/a) e €4,4 mld nei 9m17, aumentando del 19,5 per cento 9m/9m, a conferma del sostenuto andamento registrato dal business.

Gli altri oneri e accantonamenti hanno raggiunto €273 mln nel 3Q17 (sopra il 100 per cento trim/trim, +10,5 per cento a/a) principalmente a causa di (i) maggiori oneri per il rischio sistemico (+€130 mln trim/trim a €149[12] mln), impattati dal Sistema di Garanzia dei Depositi e dal Sistema Volontario[13] in Italia e (ii) un costo non ricorrente di €80 mln registrato nella Non Core legato alla completa iscrizione di tutti gli oneri a carico di UniCredit connessi con la transazione FINO[14]. Gli altri oneri e accantonamenti si sono attestati complessivamente a €871 mln nei 9m17, in calo del 21,2 per cento 9m/9m[15].

Le imposte sul reddito si sono attestate a €181 mln nel 3trim17 (+27,0 per cento trim/trim, -34,5 per cento a/a) e a €543 mln nei 9m17 (-13,8 per cento 9m/9m).

L'utile da attività operative in dismissione è cresciuto a €2,1 mld nel 3trim17 e si è attestato a €2,2 mld nei 9m17, principalmente grazie all'effetto netto della cessione di Bank Pekao a giugno e di Pioneer a luglio 2017.

L'utile netto di Gruppo è salito a €2,8 mld nel 3trim17. L'utile netto rettificato per la plusvalenza dalla cessione di Pioneer (€2,1 mld) e per l'impatto negativo di un costo non ricorrente registrato nella Non Core si è attestato a €838 mln nel 3trim17 (-33,3 per cento trim/trim, +87,4 per cento a/a) con un RoTE rettificato pari al 6,8 per cento. Tutte le divisioni hanno registrato una performance operativa positiva, con i maggiori contributi alla generazione degli utili derivanti da CEE, CIB e Commercial Banking Italy (con un utile netto rispettivamente di €413 mln, €299 mln e €246 mln nel 3trim17). L'utile netto contabile si è attestato a €4,7 mld nei 9m17 e a €3,0 mld (+72,5 per cento 9m/9m[16]) rettificato per le cessioni di Bank Pekao e Pioneer e un costo non ricorrente registrato nella Non Core nel 3trim17. Il RoTE rettificato si è attestato al 7,8 per cento nei 9m17 (4,2 per cento nei 9m16).

 

 

QUALITA'  DELL'ATTIVO

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I crediti deteriorati lordi di Gruppo si sono ridotti del 3,2 per cento trim/trim e del 31,5 per cento negli ultimi dodici mesi, attestandosi a €51,3 mld, con il rapporto tra crediti deteriorati lordi e il totale crediti notevolmente migliorato attestandosi al 10,6 per cento nel 3trim17 (-0,3 p.p. trim/trim, -4,5 p.p. a/a).

La cessione dei crediti deteriorati lordi è progredita nel corso del trimestre, raggiungendo €2,4 mld nei 9m17 di cui €1,2 mld nella Non Core.

I crediti deteriorati netti sono diminuiti a €22,3 mld (-3,6 per cento trim/trim, -37,6 per cento a/a), in linea con l'obiettivo di €20,2 mld come indicato in Transform 2019. Il rapporto crediti deteriorati netti / totale crediti netti si è attestato al 5,0 per cento nel 3trim17 (-0,2 p.p. trim/trim, -2,9 p.p. a/a) con un rapporto di copertura solido in aumento al 56,5 per cento nel 3trim17 (+0,2 p.p. trim/trim, +4,3 p.p. a/a).

Sofferenze lorde in ulteriore riduzione a €29,4 mld nel 3trim17 (-1,8 per cento trim/trim, -41,3 per cento a/a) con un rapporto di copertura pari al 66,2 per cento (-0,2 p.p. trim/trim, +4,8 p.p. a/a). Le inadempienze probabili lorde sono scese a €20,5 mld (-5,8 per cento trim/trim, -9,7 per cento a/a) con un rapporto di copertura al 44,0 per cento (+0,4 p.p. trim/trim, +10,0 p.p. a/a). Le esposizioni scadute deteriorate si sono attestate a €1,4 mld nel 3trim17 (+8,3 per cento trim/trim, -32,0 per cento a/a) con un rapporto di copertura del 34,3 per cento (sostanzialmente stabile trim/trim, +6,1 p.p. a/a).

La Qualità dell'attivo di Gruppo escludendo la Non Core ha mostrato crediti deteriorati lordi in diminuzione a €22,5 mld nel 3trim17, con un rapporto tra i crediti deteriorati lordi e il totale crediti al 5,0 per cento e un rapporto di copertura del 55,7 per cento. Le sofferenze lorde sono scese ulteriormente a €11,2 mld, con un rapporto di copertura del 69,5 per cento. Le inadempienze probabili lorde si sono ridotte a €10,0 mld, con un rapporto di copertura del 42,8 per cento.

I flussi da crediti in bonis a crediti deteriorati hanno registrato un marcato calo da €1,4 mld nel 2trim17 a €1,1 nel 3trim17. Il tasso di default ha continuato a scendere, attestandosi all'1,1 per cento nel 3trim17 dall'1,3 per cento nel 2trim17 a dimostrazione di una rigorosa disciplina nella sottoscrizione e monitoraggio. Il cure rate[1] è stato pari al 7,0 per cento nel 3trim17 (rispetto al 4,3 per cento nel 3trim16). Le inadempienze probabili migrate a sofferenze si sono attestate a €438 mln nel 3trim17, in miglioramento rispetto a €490 mln nel 3trim16.

Il Commercial Banking Italy ha evidenziato una dinamica stabile dei crediti deteriorati lordi pari a €9,6 mld nel 3trim17, con un rapporto tra i crediti deteriorati lordi e il totale crediti al 6,7 per cento e un rapporto di copertura del 52,0 per cento. I crediti deteriorati netti ammontavano a €4,6 mld, con un rapporto tra crediti deteriorati netti e il totale crediti pari al 3,4 per cento nel 3trim17. Le sofferenze lorde hanno registrato un leggero aumento a €4,6 mld (+2,0 per cento trim/trim, +12,9 a/a), mentre le inadempienze probabili lorde si sono attestate a €4,3 mld (-0,1 per cento trim/trim, +6,9 per cento a/a) con un tasso di copertura in aumento rispettivamente al 65,8 per cento e al 40,6 per cento nel 3trim17.

I flussi in riduzione verso i crediti deteriorati nel Commercial Banking Italy ammontavano a €643 mln nel 3trim17, a conferma del miglioramento della qualità dell'attivo. L'andamento positivo del tasso di default è stato confermato a 1,9 per cento nel 3trim17, in riduzione dal 2,6 per cento nel 3trim16. La migrazione da inadempienze probabili a sofferenze ha continuato a rallentare (21,5 per cento nel 3trim17 rispetto al 23,6 per cento del 2trim17 e al 27,8 per cento nel 3trim16).

La riduzione della Non Core è progredita nel corso del trimestre con i crediti lordi in diminuzione a €32,5 mld nel 3trim17 (-€1,3 mld trim/trim, -€23,8 mld a/a) grazie a: i) riclassificazione a Core (€0,3 mld), ii) rimborsi (c. €0,1 mld), iii) recuperi (€ 0,3 mld), iv) cancellazioni (€0,5 mld) e v) cessioni (€ 0,2 mld). I crediti deteriorati lordi si sono ridotti a €28,8 mld nel 3trim17 (-3,0 per cento trim/trim, -41,9 per cento a/a) e il rapporto tra i crediti deteriorati lordi e il totale crediti è passato all'88,7 per cento (+0,8 p.p. trim/trim, +0,6 p.p. a/a). I crediti deteriorati netti si sono ridotti a €12,4 mld nel 3trim17 (-3,1 per cento trim/trim, -46,4 per cento a/a) con un rapporto tra i crediti deteriorati netti e il totale crediti al 78,0 per cento (+1,3 p.p. trim/trim, -0,2 p.p. a/a). Il rapporto di copertura dei crediti deteriorati si è attestato al 57,1 per cento nel 3trim17 (+0,1 p.p. trim/trim, +3,6 p.p. a/a).

 

 

Capitale e finanziamenti

 

Le determinanti iniziative incluse nel piano Transform 2019 in combinazione con i risultati positivi registrati a livello di Gruppo hanno contribuito al rafforzamento del CET1 Ratio Fully Loaded ad un elevato 13,81 per cento nel 3trim17, in miglioramento di 101 pb rispetto al 2trim17. Tale coefficiente comprende il contributo positivo della cessione di Pioneer conclusa a luglio (+84 pb trim/trim), della generazione di utili del 3trim17 (+22 pb trim/trim), della riduzione degli RWA (+8 pb escludendo la cessione di Pioneer) parzialmente controbilanciata dall'accantonamento della quota di dividendo previsto e dai pagamenti delle cedole dell'AT1 [27] (-5 pb trim/trim), dalle dinamiche negative delle riserve (-4 pb trim/trim) e da altri fattori (-4 pb trim/trim).

E' atteso un impatto negativo sul CET1 ratio dovuto alle modifiche nei modelli e alla prociclicità per un importo compreso tra 30 e 40 pb nel 4trim17, e agli effetti della prima adozione dell'IFRS9 per un importo compreso tra 38 e 42 pb a gennaio 2018.

Nel 3trim17, il CET1 Ratio transitional è aumentato raggiungendo il 13,94 per cento, il Tier 1 Ratio transitional ha raggiunto il 15,32 per cento e il Total Capital Ratio transitional il 18,19 per cento. Tutti gli indicatori superano ampiamente i requisiti patrimoniali [28].

Gli RWA transitional si sono ridotti a €350,0 mld nel 3trim17, in riduzione di €2,6 mld rispetto a giugno 2017. In particolare, escludendo €0,6 mld di minori RWA collegati alla cessione di Pioneer, gli RWA di credito sono diminuiti di €2,2 mld nel trimestre a seguito dell'evoluzione del business (-€1,8 mld trim/trim, grazie ad un miglioramento del mix di portafoglio), degli interventi sul business (-€0,5 mld trim/trim), degli effetti di cambio (-€1,4 mld trim/trim principalmente dovuti al deprezzamento della Lira turca e del dollaro americano), e di altri rischi di credito (-1,9 mld trim/trim principalmente collegati alle vendite e agli effetti di consolidamento derivanti dalla cessione di Pioneer). Tali elementi sono stati parzialmente controbilanciati dalla prociclicità, e dai modelli nonché dalla regolamentazione (+€3,4 mld) [29]. Gli RWA di mercato sono diminuiti di 0,7 mld trim/trim grazie anche alla modifica nel calcolo del rischio di cambio. Gli RWA operativi sono aumentati di 0,9 mld trim/trim a causa di un effetto derivante dalla minore diversificazione a seguito della cessione di Pioneer.

Il Leverage Ratio Fully Loaded è aumentato al 5,42 per cento nel 3trim17 (+33 pb trim/trim, +93 pb a/a) principalmente grazie alla cessione di Pioneer ed al miglioramento del CET1. Il Leverage Ratio transitional si è attestato al 5,60 per cento nel 3trim17 (+33 pb trim/trim, +90 pb a/a).

Alla fine di settembre, il Funding plan 2017 è stato realizzato per c. €16,7 mld. Il TLTRO II complessivo attuale risulta pari a €51,2 mld su base consolidata [30].

 

 

DATI DIVISIONALI TRIMESTRALI[1]

Commercial Banking Italy

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I ricavi si sono attestati a €1,8 mld nel 3trim17 (-8,7 per cento trim/trim, -4,1 per cento a/a) e a €5,5 mld nei 9m17 (-3,7 per cento 9m/9m). In particolare:

-            Il margine di interesse ha contribuito con €907 mln nel 3trim17, registrando una diminuzione dell'1,8 per cento trim/trim e del 7,1 per cento a/a causata dal persistere di uno scenario di tassi negativi e una continua pressione del mercato sui margini alla clientela. Nei 9m17 il margine di interesse è sceso del 7,5 per cento, attestandosi a €2,8 mld;

-            il solido contributo delle commissioni ha raggiunto €861 mln nel 3trim17, con una crescita del 3,5 per cento a/a grazie all'aumento delle commissioni per servizi di investimento (+12,9 per cento a/a). Le commissioni sono diminuite trim/trim per motivi di stagionalità che hanno perlopiù influenzato le commissioni up-front da investimenti e servizi di finanziamento. Nei 9m17 si è avuta la conferma della solida performance delle commissioni, che si è attestata a €2,8 mld (+4,0 per cento 9m/9m) ed è stata sostenuta dall'aumento dei prodotti d'investimento (+7,5 per cento 9m/9m).

Inoltre la trasformazione della rete distributiva italiana sta mostrando i primi risultati e ha sostenuto l'acquisizione di nuovi clienti nel 3trim17 (ca. 260.000 nuovi clienti lordi da inizio anno).

I costi operativi sono rimasti sotto controllo a €1,1 mld nel 3trim17, in riduzione dell'1,2 per cento trim/trim e 2,8 per cento a/a. Nei 9m17 sono scesi a €3,3 mld (-3,2 per cento 9m/9m). In particolare, i costi del personale sono diminuiti a €626 mln nel 3trim17 (-1,3 per cento trim/trim, -3,9 per cento a/a) per una riduzione di oltre 700 FTE trim/trim. Le spese diverse dal personale (costi Non-HR) sono state sotto controllo a €108 mln (-3,9 per cento trim/trim, -1,4% per cento a/a). Il programma di riduzione delle filiali è proseguito con 90 chiusure trim/trim. Il rapporto Costi/Ricavi ammontava a 63,0 per cento nel 3trim17 e a 60,4 per cento nei 9m17.

Le rettifiche sui crediti sono diminuite a €210 mln (-7,7 per cento trim/trim, -12,7 per cento a/a) nel 3trim17 grazie ad un'attività di monitoraggio disciplinata e alla buona qualità del portafoglio crediti. Il CoR è stato in miglioramento a 61 pb nel 3trim17 (-5 pb trim/trim, -9 pb a/a) ed è diminuito a 66 pb nei 9m17.

L'utile netto del Commercial Banking Italy si è attestato a €246 mln nel 3trim17 con una diminuzione del 24,0 per cento trim/trim, influenzato anche da oneri per il rischio sistemico più elevati (+€67 mln trim/trim) perlopiù relativi al Sistema di Garanzia dei Depositi, registrando però un aumento dell'8,6 per cento a/a. Il Ritorno sul Capitale Allocato (RoAC) si è attestato al 9,7 per cento nel 3trim17. La solidità della performance è stata confermata anche nei 9m17, con un utile netto in crescita del 6,7 per cento 9m/9m a quota €881 mln e un RoAC a quota 11,7 per cento.

Commercial Banking Germany

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Nel 3trim17 il Commercial Banking Germany ha beneficiato di due componenti non ricorrenti:

-            una plusvalenza lorda sulla cessione di €39 mln che ha influenzato i ricavi da attività di negoziazione, e

-            un CoR a quota zero per via di riprese di valore.

L'importo totale dei ricavi è stato di €660 mln nel 3trim17 (-9,7 per cento trim/trim, +10,6 per cento a/a) e €2,1 mld nei 9m17 (+12,7 per cento 9m/9m). In particolare il margine di interesse è ammontato a €390 mln nel 3trim17, quasi invariato trim/trim escludendo €90 mln di componente positiva non ricorrente nel 2trim17. Il margine di interesse è aumentato del 4,4 per cento a/a e del 10,6 per cento nei 9m17 raggiungendo €1,3 mld.

Le commissioni sono ammontate a €178 mln, diminuendo trim/trim e a/a influenzate da una minore domanda di credito per prodotti di finanza strutturata per motivi di stagionalità. I volumi della raccolta gestita sono aumentati del 2 per cento trim/trim raggiungendo €28 mld nel 3trim17.

Il numero di nuovi clienti lordi è stato pari a ca. 37.000 da inizio anno.

I costi operativi sono scesi a €454 mln nel 3trim17 (-1,8 per cento trim/trim, -4,4 per cento a/a). L'organico si è ridotto di 200 FTE trim/trim al netto dell'assunzione di 150 nuovi tirocinanti nel 3trim17. Il rapporto Costi/Ricavi si è attestato al 68,8 per cento nel 3trim17, migliorando del 10,8 p.p. a/a e di 3,4 p.p. trim/trim con l'esclusione della componente non ricorrente che ha influenzato il margine di interesse nel 2trim17. Il risparmio in termini di costi è continuato nei 9m17, a quota €1,4 mld (-3,1 per cento 9m/9m).

Le rettifiche sui crediti sono state pari a €0 mln nel trimestre e il CoR è sceso a 0 pb nel 3trim17 (-16 pb trim/trim, -10 pb a/a) a causa di alcune riprese di valore. Nei 9m17 le rettifiche sui crediti sono ammontate a €53 mln con un CoR di 9 pb.

L'utile netto si è attestato a €156 mln nel 3trim17 (-34,6 per cento trim/trim) beneficiando di €38 mln di plusvalenza netta sulle cessioni. Escludendo le voci non ricorrenti del 2trim17 e del 3trim17[1], l'utile netto è migliorato del 75 per cento trim/trim e del 74 per cento a/a. Il RoAC si è attestato al 13,4 per cento e ha raggiunto il 10,1 per cento su base normalizzata nel 3trim17. L'utile netto è salito a €506 mln nei 9m17 (+88,1 per cento 9m/9m) con un RoAC del 14,5 per cento 9m/9m. Nei 9m17 il RoAC normalizzato[2] si è attestato a 8,2 per cento nei 9m17.

 

Commercial Banking Austria

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Nel 3trim17 il Commercial Banking Austria ha beneficiato di alcune componenti non ricorrenti positive perlopiù collegate a:

-          una componente non ricorrente positiva che ha influenzato il margine di interesse per €14 mln e

-          una plusvalenza netta di €51 mln sulla vendita di un'attività immobiliare precedentemente contabilizzata nelle attività detenute per la vendita.

I ricavi si sono attestati a €385 mln nel 3trim17 (-4,4 per cento trim/trim, -6,5 per cento a/a), con un margine d'interesse in aumento e uno sviluppo sostenuto di commissioni nel trimestre. In particolare la tendenza trimestrale positiva del margine di interesse è stata supportata dalla componente non ricorrente positiva precedentemente menzionata. Il margine di interesse è rimasto invariato durante il trimestre al netto delle componenti non ricorrenti. L'andamento positivo delle commissioni, con un rialzo del 3,6 per cento a/a, è stato principalmente dovuto alle commissioni da investimento, grazie alla crescita dei volumi da raccolta gestita del 6,3 per cento a/a. Le commissioni hanno registrato una flessione trim/trim per motivi di stagionalità del 3trim. L'importo totale dei ricavi è stato €1,2 mld nei 9m17 (-6,9 per cento 9m/9m).

Il numero di nuovi clienti lordi è stato pari a ca. 39.000 da inizio anno.

Le spese totali sono scese ulteriormente al 4,2 per cento trim/trim e del 11,7 per cento a/a a €261 mln nel 3trim17, grazie a minori spese del personale (-9,7 per cento trim/trim, -9,2 per cento a/a). Il rapporto Costi/Ricavi si è attestato al 67,7 per cento nel 3trim17, quasi in linea con il trimestre precedente e registrando un miglioramento di 3,9 p.p. a/a. Le spese totali sono diminuite del 11,9 per cento 9m/9m attestandosi a €816 mln; tale dato riflette una rigorosa gestione dei costi, la diminuzione delle filiali retail e la riduzione dell'organico.

Nel 3trim17, le rettifiche su crediti sono ammontate a €14 mln con un CoR positivo a 12 pb dopo le riprese di valore del 1sem17.

Utile netto in crescita a €188 mln nel 3trim17 (-8,6 per cento trim/trim, +91,7 per cento a/a). L'utile netto ha raggiunto €461 mln nei 9m17 (al di sopra del 100 per cento 9m/9m) con un RoAC pari a 21,2 per cento. Il RoAC normalizzato[1] si è attestato a 17.3 per cento nei 9m17 al netto di poste non ricorrenti.

 

 

CEE[1]

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I ricavi sono ammontati a €1,0 mld nel 3trim17 (-1,7 per cento trim/trim, -1,0 per cento a/a) con un forte margine di interesse di €645 mln nel 3trim17 (+2,2 per cento trim/trim, -0,5 per cento a/a) e con un minor costo del funding che ha compensato la pressione sui tassi di interesse. I ricavi da commissioni si sono attestati a €217 mln nel 3trim17, penalizzati dalla stagionalità trimestrale, ma sono migliorati del 2,0 per cento a/a con il sostegno dell'attività bancaria transazionale. L'attività di negoziazione ha subito una flessione durante il trimestre e ha fornito un contributo pari a €75 mln nel 3trim17 (-32,6 per cento trim/trim, -4,4 per cento a/a). I ricavi hanno raggiunto €3,2 mld nei 9m17 (-0,9 per cento 9m/9m) sostenuti da una solida dinamica delle commissioni (+4,4 per cento 9m/9m). Escludendo la cessione della quota in Visa Europe, i ricavi sono aumentati del 3,0 per cento 9m/9m[1].

I costi operativi si sono ulteriormente ridotti a €376 mln (-2,0 per cento trim/trim, -3,2 per cento a/a) perlopiù grazie alle minori spese diverse dal personale. Il rapporto Costi/Ricavi è rimasto quasi invariato al 36,2 per cento nel 3trim17. I costi operativi sono stati ridotti a €1,1 mld nei 9m17 (-1,2 per cento 9m/9m).

La clientela ha continuato ad espandersi da inizio anno (numero di clienti in aumento di ca. +439.000 da inizio anno[2]), in linea con il piano Trasform 2019.

Le rettifiche su crediti hanno registrato un aumento a €161 mln nel 3trim17 (oltre il 100 per cento trim/trim, +6,3 per cento a/a) con un CoR di 106 pb (+53 pb trim/trim, +5 pb a/a), tornando così a livelli normalizzati dopo le riprese di valore nel 2trim17. Nei 9m17 le rettifiche su crediti hanno evidenziato una dinamica positiva grazie a efficienti attività di ristrutturazione e work-out. Il CoR nei 9m17 si attesta a 94 pb (-15 pb 9m/9m), con una flessione particolarmente marcata in Slovenia (-101 pb 9m/9m), Russia (-55 pb 9m/9m) e Ungheria (-60 pb 9m/9m).

La CEE ha generato un utile netto di €413 mln nel 3trim17 (-14,6 per cento trim/trim, -0,7 per cento a/a) e ha raggiunto €1,2 mld nei 9m17, un rialzo del 4,2 per cento rispetto ai 9m16 e un aumento di circa il 13 per cento se si esclude l'impatto positivo derivante dalla cessione della quota in Visa Europe durante il 2trim16. Le tendenze più positive nella generazione degli utili sono state registrate dalla Slovenia (+39,9 per cento 9m/9m) e dalla Russia (+23,2 per cento 9m/9m). Il RoAC si è attestato al 14,7 per cento nel 3trim17 e al 14,4 per cento nei 9m17.

I crediti deteriorati lordi sono scesi da €5,9 mld del 2trim17 a €5,7 mld del 3trim17 per effetto delle efficienti attività di ristrutturazione e recupero crediti; il rapporto tra crediti deteriorati lordi e il totale crediti è calato dal 9,2 per cento del 2trim17 all'8,9 per cento del 3trim17.                                          

 

 

CIB[1]

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La posizione di leadership di CIB è confermata nei primi 9 mesi del 2017 dal posizionamento al vertice della classifica "EMEA Bonds in EUR" per numero di operazioni.

Inoltre CIB si è classificata al 2° posto per "Combined Loans and Bonds in EMEA in EUR" e ha confermato la propria posizione di leadership nella classifica "Syndicated Loans" in Italia, Germania e Austria collocandosi al 1° posto, nella classifica "Syndicated loans in CEE" posizionandosi al 2° posto e al vertice della classifica "EMEA All Covered Bonds", ad evidenza della sua posizione strategica in questi segmenti di mercato[2].

Inoltre, il riconoscimento quale istituto leader nel trade finance ha avuto conferma anche dal posizionamento al 1° posto in 11 paesi nell'edizione 2017 della Euromoney Cash Management Survey.

I ricavi sono ammontati a €890 mln nel 3trim17 per effetto della stagionalità trimestrale con una flessione a/a a causa di una riduzione nel portafoglio obbligazionario e nelle commissioni da leverage finance. Il margine di interesse si è attestato a €497 mln nel 3trim17, con una diminuzione del 9,2 per cento trim/trim a causa del minor contributo dal portafoglio di investimento relativo al riposizionamento dei BTP e a una componente non ricorrente positiva nel 2trim17. La flessione del 10,0 per cento a/a del margine di interesse è da attribuirsi principalmente al contributo negativo apportato dal portafoglio di investimento. Le commissioni sono diminuite del 18,7 per cento trim/trim per via della stagionalità dei mercati di capitali e per via di un approccio prudente nel leverage finance. Le attività di finanza strutturata sono rimaste stabili, generando €157 mln nel 3trim17. I ricavi da attività di negoziazione sono calati a €251 mln (-10,9 per cento trim/trim, -31,6 per cento a/a) nonostante una plusvalenza positiva da cessioni (€87 mln). I ricavi sono ammontati a €3,1 mld nei 9m17 (-6,0 per cento 9m/9m) con un solido andamento del business che ha permesso un ulteriore aumento del contributo dei ricavi da clientela, in miglioramento al 75 per cento nel 3trim17 rispetto al 71 per cento nel 2trim17.

Costi in ulteriore riduzione a €397 mln nel 3trim17, diminuiti del 3,6 per cento trim/trim e dell'8,8 per cento a/a, con riduzioni delle spese HR e non HR. Nei 9m17 ammontavano a € 1,2 mld, (-4,6 per cento 9m/9m) in combinazione con la riduzione dell'organico (-164 FTE 9m/9m). Il rapporto Costi/Ricavi è stato del 44,6 per cento nel 3trim17 e del 40,4 per cento nei 9m17, in anticipo rispetto all'obiettivo del 44,6 per cento prefissato per il FY17.

Le rettifiche sui crediti si sono attestate a €55 mln nel 3trim17 con un basso CoR trimestrale a 20 pb, a conferma della continua attenzione alla disciplina del rischio di credito. Le rettifiche su crediti sono scese a €125 mln nei 9m17 (-21,0 per cento 9m/9m) e il CoR si è attestato a 15 pb nei 9m17 (vs. 20 pb 9m/9m).

L'utile netto è stato di €299 mln nel 3trim17, inferiore del 25,2 per cento trim/trim e del 21,2 per cento a/a. L'utile netto si è attestato a €1,1 mld nei 9m17 (-0,8 per cento 9m/9m). Il RoAC è stato del 13,1 per cento nel 3trim17. Il RoAC normalizzato[3] ammontava al 13.9 per cento nei 9m17.

 

FINECO

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Ricavi solidi in aumento a €148 mln nel 3trim17 (+5,3 per cento trim/trim, +12,5 per cento a/a) grazie all'andamento positivo del margine di interesse (+4,8 per cento trim/trim, +7,7 per cento a/a) e nelle commissioni (+7,2 per cento trim/trim, +17,6 per cento a/a). Il trend di crescita è stato confermato anche nei primi 9 mesi, con ricavi in aumento del 2,4 per cento 9m/9m che hanno raggiunto i €430 mln principalmente per le commissioni (+12,6 per cento 9m/9m), dove quelle di gestione sono cresciute del 14,5 percento 9m/9m grazie al focus verso prodotti ad alto margine, ed il margine d'interesse (+4,6 percento 9m/9m), per effetto della crescita dei volumi di depositi di alta qualità e dell'attività di finanziamento. L'attività di brokerage (che genera commissioni e ricavi da attività di negoziazione) ha registrato un buon rendimento nonostante la minore volatilità del mercato.

I costi sono rimasti sotto controllo, con €54 mln nel 3trim17 (-11,4 per cento trim/trim, +0,3 per cento a/a), a conferma dell'attenzione all'efficienza nonostante un contesto di espansione del business. Il rapporto Costi/Ricavi è ulteriormente sceso a 36,2 per cento nel 3trim17 (-6,8 p.p. trim/trim, -4,4 p.p. a/a). I costi totali sono stati pari a €175 mln nei 9m17 (+2,1 per cento 9m/9m).

L'utile netto[1] ha registrato €16 mln nel corso del trimestre ed è ammontato a €53 mln nei 9m17, influenzato dall'impatto del Sistema Volontario nel 3trim17. È stato registrato un RoAC del 61,3 per cento nei 9m17.

Fineco ha confermato il suo ruolo centrale nell'asset gathering in Italia con le attività finanziarie totali cresciute a €65,4 mld a settembre 2017 (+8,6 per cento rispetto a dicembre e +13,5 per cento a/a) e la raccolta gestita in crescita del 13,9 percento a/a, favorite soprattutto da un miglioramento continuo della produttività della rete. Solida anche la performance registrata dalla raccolta amministrata, cresciuta del 9,9 per cento a/a e dai depositi in crescita del 15,8 per cento a/a. Le attività finanziarie totali generate dal segmento privato hanno continuato a salire, raggiungendo €25,1 mld a settembre 2017 (+19,8 per cento a/a) a conferma del rafforzamento in corso di Fineco in questo segmento.

La solida espansione delle vendite nette è stata confermata anche nel terzo trimestre, raggiungendo €4,2 mld dall'inizio dell'anno (+16,4 per cento), supportata dal miglioramento costante nell'alta qualità del mix di attivi verso prodotti ad un maggiore valore aggiunto. Forte aumento delle vendite nette della raccolta gestita a €2,5 mld nei 9m17 (+128,0 per cento 9m/9m). In particolare, il volume di "Guided products & services"[2] ha incrementato la propria penetrazione sullo stock di raccolta gestita totale, giungendo al 61 per cento (vs. 54 per cento al settembre 2016).

Inoltre, Fineco ha continuato la propria espansione con circa 1,2 mln di clienti complessivi a settembre 2017, in aumento del 7,2 per cento rispetto all'anno precedente.

 

 

Corporate Centre di Gruppo (GCC)

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I ricavi del GCC sono ammontati a -€207 mln nel 3trim17, per via dei dividendi in calo e dell'effetti cambi, attestandosi a -€576 mln nei 9m17 (in peggioramento di 55,6 per cento 9m/9m).

Nel 3trim17 i costi operativi del GCC sono stati pari a €110 mln (-8,6 per cento trim/trim, -9,6 per cento a/a) guidati sia dalle spese del personale che da quelle diverse dal personale beneficiando di una diminuzione dell'organico (-188 FTE trim/trim, -1.500 a/a FTE). I costi operativi si sono ridotti del 13,8 per cento 9m/9m, portandosi a €323 mln.

La riduzione del GCC è proseguita con l'ulteriore miglioramento del peso relativo del GCC sui costi totali del Gruppo a 3,9 per cento nel 3trim17 rispetto al 4,2 per cento nel trimestre precedente.

Il GCC ha registrato un risultato netto di €1,7 mld nel 3trim17, beneficiando della plusvalenza derivante dalla cessione di Pioneer, ma è stato penalizzato dal crescente contributo agli oneri per il rischio sistemico a causa del Sistema Volontario in Italia. La perdita netta rettificata è ammontata a €352 mln nel 3trim17, non considerando la plusvalenza derivante dalla cessione di Pioneer.

 

NON CORE

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La Non Core ha evidenziato ricavi meno negativi del 42,2 per cento trim/trim, perlopiù relativi alle commissioni di servizio in calo.

I costi operativi si sono attestati a €53 mln nel 3trim17 con un aumento trim/trim per effetto di un calo dei recuperi su spese legali da clienti. A questo riguardo si prevede un'inversione nel 4trim17.

E' stata registrata una perdita netta di €207 mln nel 3trim17 al ribasso rispetto allo scorso trimestre grazie al calo delle rettifiche sui crediti a €138 mln nel 3trim17 (-45,6 per cento trim/trim, -74,6 per cento a/a), frutto della gestione attiva dei crediti deteriorati, ed è stata influenzata da un costo non ricorrente di €80 mln[1]. Il risultato netto totale si è attestato a -€628 mln nei 9m17 (-40,4 per cento 9m/9m).

Gli RWA sono scesi a €21,7 mld nel 3trim17 (-4,5 per cento trim/trim, -17,3 per cento a/a).

I crediti deteriorati netti sono scesi ulteriormente a €12,4 mld a settembre 2017 (-3,1 per cento trim/trim, -46,4 per cento a/a), per effetto di €0,2 mld di cessioni nel 3trim17 e €0,3 mld di riclassificazioni nel perimetro Core. La riduzione della Non Core è stata dovuta anche ai recuperi (€0,3 mld), ai rimborsi (ca. €0,1 mld) e alle cancellazioni (€0,5 mld). Per quanto riguarda i crediti deteriorati netti, il target per la fine del 2017 è confermato a €11,4 mld. Il rapporto di copertura dei crediti deteriorati è rimasto solido, attestandosi al 57,1 per cento nel 3trim17.

 

 

 

EVENTI DI RILIEVO DEL 3TRIM17 E SUCCESSIVI

 

Con riferimento agli eventi significativi intervenuti nel 3trim17 e successivi al 30 settembre, si rimanda a quanto illustrato nella sezione "Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo" nella Relazione intermedia sulla gestione consolidata parte integrante della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2017 nonché ai comunicati stampa pubblicati sul sito del Gruppo UniCredit. Si segnalano, qui di seguito, i principali comunicati stampa finanziari intervenuti successivamente al 2 agosto 2017 (data di approvazione della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2017):

-        UniCredit si classifica al primo posto in 11 Paesi nell'edizione 2017 della Euromoney Cash Management Survey (comunicato stampa pubblicato in data 13 settembre 2017);

-        UniCredit annuncia la nuova struttura di Risk Management (comunicato stampa pubblicato in data 21 settembre 2017);

-        UniCredit rafforza la corporate governance in linea con le migliori prassi (comunicato stampa pubblicato in data 21 settembre 2017);

-        Avviso di convocazione e valore di liquidazione delle azioni ordinarie e delle azioni di risparmio di UniCredit S.p.A. eventualmente oggetto di recesso (comunicato stampa pubblicato in data 26 settembre 2017);

-        Fusione di Pioneer Global Asset Management S.p.A. in UniCredit S.p.A. ai sensi dell'art. 70 del Regolamento Consob n.11971/99 Emittenti (comunicati stampa pubblicati in data 11 agosto e 28 settembre 2017);

-        E' stato convocato il Consiglio di Amministrazione per il 24 ottobre 2017 mattina per prendere atto dei risultati preliminari del 3Q17 (comunicato stampa pubblicato in data 24 ottobre 2017);

-        UniCredit: Risultati Preliminari di Gruppo al 3Trim17 (comunicato stampa pubblicato in data 24 ottobre 2017);

-        Dimissioni Sindaco effettivo (comunicato stampa pubblicato in data 26 ottobre 2017);

-        UniCredit: S&P migliora i rating di UniCredit SpA's con Outlook Stabile (comunicato stampa pubblicato in data 1 novembre 2017);

-        UniCredit conferma che tutti i costi e le spese relativi alla transazione FINO sono stati contabilizzati, incluso un costo non ricorrente di €80 mln registrato nella Non Core nel 3trim17 (comunicato stampa pubblicato in data 1 novembre 2017);

-        UniCredit Bulbank (Bulgaria) vende un portafoglio di credit non performing a DCA, parte del gruppo B2Holding (comunicato stampa pubblicato in data 7 novembre 2017);

-        Integrazione del Collegio Sindacale: proposte di candidatura (comunicato stampa pubblicato in data 7 novembre 2017).

 

OUTLOOK

 

Nel 2017 il Gruppo beneficerà del generale, seppur ancora graduale, recupero del ciclo economico, anche se il livello dei tassi di interesse che rimane straordinariamente basso e la liquidità ancora elevata, incideranno di conseguenza sulla dinamica degli interessi netti.

Il miglioramento delle prospettive economiche trova ulteriore supporto nei recenti progressi delle problematiche legate a singole banche e nella generale accelerazione delle vendite di crediti deteriorati nel sistema bancario italiano. In aggiunta, il Gruppo farà leva su una solida posizione patrimoniale, avendo completato con successo l'aumento di capitale da 13 mld, le cessioni di Pekao e Pioneer, che costituiscono un pilastro del Piano Pluriennale 2016 - 2019 "Transform 2019". Il Gruppo trarrà anche beneficio dalle altre iniziative previste nel Piano, finalizzate all'ulteriore miglioramento della qualità dell'attivo, alla trasformazione della governance e del modello operativo, alla massimizzazione del valore della banca commerciale, al cross selling e al mantenimento di una efficiente struttura di costo.

Note:

 

All'interno del documento, i dati riferiti al 2016 e 2017 sono stati riclassificati per gli effetti del consolidamento derivanti dalle commissioni infragruppo nei confronti delle società Bank Pekao e Pioneer, classificate come detenute per la vendita ai sensi dell'IFRS5.

 

[1]Calcolati come differenza tra il numero di clienti ad inizio periodo e quelli a fine periodo.

2Secondo l'informativa pubblicata nel comunicato stampa del 1 novembre 2017 "UniCredit conferma che tutti i costi e le spese relativi alla transazione FINO sono stati contabilizzati, incluso un costo non ricorrente di €80 mln registrato nella Non Core nel 3trim17".

3 Rendimento del patrimonio netto tangibile  rettificato (RoTE rettificato): utile netto rettificato annualizzato / patrimonio netto tangibile medio rettificato (escludendo AT1 e attività immateriali). Il RoTE rettificato esclude l'impatto netto proveniente dalle cessioni di Bank Pekao (-€310 mln riserva di cambio nel 2trim 17) e Pioneer (+€2,1 mld nel 3trim17) e un costo non ricorrente registrato nella Non Core (-€80 mln nel 3trim17). Gli aggiustamenti per l'anno 2016 sono in linea con quanto indicato in nota 25. Il RoTE è stato calcolato in linea con il perimetro del Capital Markets Day (CMD) considerando anche le azioni di rafforzamento di capitale e le cessioni di Bank Pekao e Pioneer al 1 gennaio 2017.

4 Assumendo dividendi prevedibili calcolati al 30 settembre 2017 pari ad un payout ratio del 20 per cento sugli utili normalizzati, al netto delle cessioni di Bank Pekao e Pioneer.

5 Crediti deteriorati: Non Performing Exposures (NPE). Il perimetro dei crediti deteriorati è sostanzialmente allineato alla definizione dell'EBA delle Non Performing Exposures (NPE). I crediti deteriorati sono suddivisi in sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute deteriorate.

6 Filiali Retail in Italia, Germania e Austria come indicato durante il Capital Markets Day.

7 "Full Time Equivalent" (dipendenti a tempo pieno). Si tenga presente che l'organico FTE di Gruppo è indicato escludendo i) tutte le società che sono classificate ai sensi dell'IFRS5 e ii) Ocean Breeze.

8 Calcolato come vendite da remoto (transazioni effettuate tramite ATM, online, mobile o Contact Centre) sui prodotti totali della Banca con un processo di vendita diretta.

9La fonte di tutte le classifiche è Dealogic Analytics, con dati aggiornati al 4 ottobre 2017. Periodo: 1 gennaio - 30 settembre 2017. Classifiche - Syndicated Loans: Italia, Germania e Austria per numero di transazioni e valore delle transazioni, CEE per valore delle transazioni; e EMEA All Covered Bonds per numero di transazioni. 

10 Contributo da macro hedging strategy su depositi a vista non naturalmente coperti nel 3trim17 pari a €381 mln, +1,2 mln trim/trim e -10,3 mln a/a.

11 Il margine percentuale di interesse è calcolato come il rapporto tra gli interessi attivi maturati sulle attività fruttifere e gli interessi passivi maturati sulle passività. Il valore dell'1,38 per cento nel 3trim17 è calcolato al netto dell'effetto giorni lavorativi e della componente non ricorrente del Commercial Banking Germany per il 2trim17.

12I volumi contabilizzati a fine periodo sono calcolati al netto dei pronti contro termine e, per le divisioni, anche delle poste infragruppo. I crediti verso la clientela comprensivi dei pronti contro termine sono pari €450,5 mld a fine settembre 2017 (stabili trim/trim, -0,5 per cento a/a).

13 Ivolumi contabilizzati a fine periodo sono calcolati al netto dei pronti contro termine e, per le divisioni, anche delle poste infragruppo. La raccolta da clientela comprensiva dei pronti contro termine è pari a €438,3 mld a fine settembre 2017 (+1,2 per cento trim/trim, -0,6 per cento a/a).

14 Per spread della clientela si intende la differenza tra il tasso sui crediti verso la clientela e il tasso sulla raccolta della clientela.

15 Inclusi dividendi, proventi da partecipazioni valutati con il metodo del patrimonio netto. Contributo della Turchia su base divisionale.

16 I proventi dalla vendita della partecipazione in Visa Europe ammontavano a €27 mln nel 2trim16.

17 Si fa riferimento alle attività finanziarie commerciali di Gruppo. Sono esclusi gli elementi non commerciali, e.g. Group Corporate Centre, Non Core, Leasing/Factoring e le controparti di mercato. I numeri rappresentati sono dati manageriali.

18 Rettifiche di valore pari a €8 mln nel 3trim17: rettifiche di valore della componente creditizia ('Credit Value Adjustment') per -€5 mln, rettifica del valore di funding ("Funding Value Adjustment) per +€10 mln e rettifica del fair value ("Fair Value Adjustment") per +€2 mln.

19 le spese diverse del personale includono "altre spese amministrative", "recuperi di spesa", "ammortamenti, svalutazioni e rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali".

20 Filiali al perimetro del Capital Markets Day. Per il numero di filiali secondo vista regolamentare consultare la tabella "UniCredit Group: Staff e filiali" del presente documento.

21 Gli oneri per il rischio sistemico nel 3trim17 includono principalmente il contributo al Sistema di Garanzia dei Depositi e al Sistema Volontario per €151 mln (di cui €133 mln in Italia, €8 mln in Germania e €10 mln in CEE) 

22 Il 2 agosto 2017 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. ha approvato l'aumento del fondo totale del Sistema Volontario per €95 mln, di cui €18 mln in relazione a UniCredit Group. Tale impegno si è aggiunto a quello residuo, pari a €76 mln, sottoscritto e non ancora versato in riferimento al Sistema Volontario (uno strumento introdotto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi - FITD - per la risoluzione di crisi bancarie attraverso misure di supporto a favore delle sue banche aderenti, qualora si verifichino specifiche condizioni stabilite dalla legislazione). Al 30 settembre 2017, l'impegno ammontava a €85 mln, di cui €52 mln già svalutati.

23 Secondo l'informativa pubblicata nel comunicato stampa del 1 novembre 2017 "UniCredit conferma che tutti i costi e le spese relativi alla transazione FINO sono stati contabilizzati, incluso un costo non ricorrente di €80 mln registrato nella Non Core nel 3trim17".

24 Riferito principalmente a commissioni di garanzia sulla conversione non ricorrente di imposte differite attive nel 2016.

25 Le poste non ricorrenti nei 9m16 corrispondevano a +€29 mln, essenzialmente riferite ai Deferred Benefit Obligation in Austria, ai costi di integrazione in Italia, ai ricavi non ricorrenti di negoziazione, alla plusvalenza realizzata sulla cessione della quota di Visa Europe, al rilascio di accantonamenti su crediti, agli oneri di ristrutturazione in Italia e alle commissioni di garanzia relative alla conversione delle imposte differite attive in Italia.

26 Riclassificazione a posizione in bonis (annualizzati) sui crediti deteriorati all'inizio del periodo.

27 Assumendo dividendi prevedibili calcolati al 30 settembre 2017 pari ad un payout ratio del 20 per cento sugli utili normalizzati, al netto delle cessioni di Bank Pekao e Pioneer. Le cedole su strumenti AT1 pagate nel 3trim17 sono state pari a €34 mln al lordo delle tasse.

28 I requisiti patrimoniali e i buffer transitional del Gruppo UniCredit al 30 settembre 2017 sono: 8,78 per cento CET1 ratio (4,5 per cento P1 + 2,5 per cento P2 + 1,78 per cento combined capital buffer); 10,28 per cento T1 ratio (6 per cento P1 + 2,5 per cento P2 + 1,78 per cento combined capital buffer); 12,28 per cento Total Capital Ratio (8 per cento P1 + 2,5 per cento P2 + 1,78 per cento combined capital buffer).

29 Evoluzione del business: cambiamenti relativi all'evoluzione dei crediti. Interventi sul business: iniziative per la riduzione proattiva degli RWA (ad es. cartolarizzazioni, modifiche delle garanzie). Modelli: cambiamenti metodologici dei modelli esistenti o nuovi. Prociclicità: cambiamento nel panorama macroeconomico o nell'affidabilità creditizia del cliente. Regolamentazione: cambiamenti nella regolamentazione (es. CRR o CRD). Effetti di cambio: impatto di altre esposizioni in valute estere.

30 Allocazione per Paese: €33,6 mld sono stati assegnati in Italia, € 12,6 mld in Germania, € 4,0 mld in Austria e €0,9 mld in CEE.

31 Si prega di considerare che tutti i risultati divisionali, presenti nel paragrafo "Dati Divisionali Trimestrali", rappresentano il contributo di ogni singola divisione ai dati del Gruppo. Si prega di considerare che il ritorno sul capitale allocato mostrato per ogni divisione in questa sezione è calcolato come rapporto tra utile netto annualizzato e il capitale allocato. Il capitale allocato è basato sugli RWA calcolati con un CET1 target del 12,5 per cento come da proiezioni di piano, includendo le deduzioni per shortfall e cartolarizzazioni.

32 Componenti non ricorrenti del 2trim17 collegate al rilascio di un accantonamento fiscale sull'utile netto (+170mln).

33RoAC normalizzato per una plusvalenza netta generata da una vendita nel 3trim17 (+€38 mln) e per componenti non ricorrenti del 2trim17 collegate al rilascio di un accantonamento fiscale sull'utile netto(+€170 mln).

34 RoAC normalizzato per una plusvalenza netta generata da cessioni (+€65 mln) e per il rilascio di un accantonamento fiscale (+€17 mln) nel 3trim17 (per un totale di +€82 mln).

35 Per CEE, variazioni (trim/trim, A/A e 9m/9m) a tassi di cambio costanti. Variazioni a tasso di cambio correnti per RoAC, Rapporto Costi/Ricavi e CoR.

36 Il guadagno dalla cessione della partecipazione in Visa Europe è stato pari a €117 mln nel 2trim16 (al lordo delle tasse).

37 Calcolato come la differenza tra il numero di clienti ad inizio periodo e quelli a fine periodo.

38 Nel trimestre si segnalano sviluppi con riferimento all'operazione di ristrutturazione di crediti in strumenti partecipativi (Carlo Tassara S.p.A.). Al 30 settembre 2017 UniCredit S.p.A. detiene complessivamente n.32.237.751 Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) emessi dalla Carlo Tassara S.p.A., ciascuno con valore nominale di 1,00 euro, ed ha una esposizione creditizia verso la medesima Carlo Tassara S.p.A. pari a circa €3 mln lordi (interamente svalutati), invariati rispetto a quanto risultante al 30 giugno 2017. Si segnala che, nel terzo trimestre 2017, UniCredit S.p.A. ha proceduto all'intera dismissione delle azioni Eramet S.A. (precedentemente detenute per una quota di interessenza pari al 4,07 per cento), incassando un valore di circa €61 mln. Per completezza di dettagli relativi al piano di risanamento fare riferimento alla Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2017.

39 La fonte di tutte le classifiche è Dealogic Analytics, con dati aggiornati al 4 ottobre 2017. Periodo: 1 gennaio - 30 settembre 2017. Classifiche - Syndicated Loans: Italia, Germania e Austria per numero di transazioni e valore delle transazioni, CEE per valore delle transazioni; e EMEA All Covered Bonds per numero di trnasazioni

40 RoAC normalizzato per una plusvalenza netta generata da una vendita nel 3Q17 (+€84 mln).

41 L'utile netto riflette la vista consolidata per segmento (35 per cento di proprietà di UniCredit). I dati al 3trim16 sono stati adeguati al quota di proprietà di Unicredit attuale (35per cento).

42 In riferimento a prodotti e servizi sviluppati sulla base di una selezione tra OICVM, tenendo conto dei profili di rischio dei vari clienti. L'offerta include, tra l'altro, fondi suddivisi in diversi segmenti denominanti "Core Series", una polizza unit linked chiamata "Core Unit" e un servizio avanzato di consulenza sugli investimenti chiamato "Fineco Advice".

43 Secondo l'informativa pubblicata nel comunicato stampa del 1 novembre 2017 "UniCredit conferma che tutti i costi e le spese relativi alla transazione FINO sono stati contabilizzati, incluso un costo non ricorrente di €80 mln registrato nella Non Core nel 3trim17".

 

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