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Linee Guida Piano Strategico 2013-18 e Risultati di Gruppo 4Trim13 ed esercizio 2013

Decisione Strategica di UniCredit che riporta al 52% il cash coverage ratio, livello pre-crisi di gran lunga il più elevato in Italia e in linea con i migliori in Europa

 

La revisione delle poste di bilancio porta a una perdita netta di €14 mld nel 2013, da svalutazioni su avviamento e accantonamenti aggiuntivi su crediti

 

Coefficienti Patrimoniali forti: CET1 Ratio al 10,4% phased-in (9,4% anticipando pienamente gli effetti di Basilea 3) - esclusa la necessità di un aumento di capitale

 

Proposta per la distribuzione di uno Scrip dividend di 10 centesimi di euro per Azione

 

Utile netto di gruppo 2014 previsto a circa €2 miliardi

 

Ulteriore Enfasi sul Miglioramento Della Qualità dell'Attivo con il portafoglio non core già Segregato dall'Aprile 2013

 

Obiettivi del piano strategico 2018: Utile netto €6,6 mld, 13% RoTE
e 10% CET1 ratio anticipando pienamente gli effetti di Basilea 3

 

Investimenti per €4,5 mld per la Crescita della Banca; ulteriori risparmi sui costi per €1,3 mld

 

UniCredit pronto a erogare più credito ad aziende e famiglie
per sostenere la crescita dell'economia

 

Azioni per Liberare fino a ca. 30 bp di Capitale con Gestione Attiva del Portafoglio già Identificate, es. Quotazione di Fineco

 

Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit ha approvato oggi il Piano Strategico 2013-18 e ha esaminato i risultati dell'esercizio finanziario 2013. Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di UniCredit, dichiara:

"Per UniCredit il 2013 è stato l'anno della svolta; ora siamo pronti ad aumentare ulteriormente la nostra offerta di credito e a dare supporto all'economia reale in Italia e in Europa. Con le azioni annunciate oggi, abbiamo rafforzato ancora il nostro bilancio e completato il processo iniziato nel 2010. Grazie alla nostra solida dotazione di capitale, abbiamo deciso di compiere una scelta trasparente dopo la quale il nostro CET1 ratio si conferma ben al di sopra dei requisiti di Basilea 3. Grazie agli accantonamenti aggiuntivi iscritti a bilancio, UniCredit può vantare oggi la copertura dei crediti deteriorati di gran lunga più alta di tutto il sistema bancario italiano e tra le migliori in Europa, in linea con i livelli pre-crisi. Oggi abbiamo anche presentato il nostro nuovo Piano Strategico 2013-18. Il piano è basato su fondamentali solidi, una forte cultura del rischio e uno scenario macro-economico in miglioramento. Per il 2014 ci aspettiamo un utile netto di circa €2 miliardi, un risultato che sarà più che triplicato nel 2018 a €6,6 miliardi, con un target RoTE del 13%. Abbiamo inoltre in programma di investire €4,5 miliardi per sostenere la crescita dei ricavi e di ridurre la base dei costi di ulteriori €1,3 miliardi. Il nostro obiettivo è consolidare la leadership raggiunta nei servizi alle imprese in Europa, diffondere l'innovazione nei nostri network retail e sviluppare una piattaforma digitale all'avanguardia. Grazie al riposizionamento di successo della banca e all'ulteriore rafforzamento del nostro già solido bilancio in uno scenario macro-economico in miglioramento, UniCredit è più forte e pronto a giocare un ruolo sempre più importante nell'offrire credito alle famiglie e alle imprese in Italia e in Europa.

Mi aspetto di generare valore sostenibile per tutti i nostri stakeholder nei prossimi anni."

 

Piano strategico 2013-18: Accelerazione verso una redditività sostenibile

 

  • A partire dal 2010, UniCredit si è concentrato sul rafforzamento del capitale, sul derisking del bilancio, sul recupero di un solido profilo di liquidità e sulla riduzione della complessità e dei costi
  • Alla fine del 2013, UniCredit ha una forte base patrimoniale con un CET1 ratio phased-in al 10,4% (9,4%[1] anticipando pienamente gli effetti di Basilea 3 e includendo il beneficio della valutazione della quota detenuta in Banca d'Italia), un bilancio solido (leverage ratio 19x[2] rispetto al 32x del 2008), un funding gap ridotto (€29 miliardi rispetto a €163 miliardi del 2008) e un rapporto di copertura dei crediti deteriorati del 52%, in linea con i migliori in Europa e di gran lunga più elevato rispetto a quello delle banche italiane
  • Il quadro di gestione del rischio rivisitato e applicato oggi prevede processi di erogazione del credito più prudenti, un attento monitoraggio e un processo di recupero crediti più semplice. Da aprile 2013 è pienamente operativa una nuova struttura segregata (portafoglio non core) dedicata alla gestione delle esposizioni italiane a maggior rischio, forte di 1.100 professionisti specializzati
  • UniCredit lancia il Piano strategico 2013-18 con l'obiettivo di un ROTE di Gruppo del 13% e mira a una solida base patrimoniale con un CET1 Ratio del 10% anticipando pienamente gli effetti di Basilea 3. Si prevede la distribuzione di un dividendo con un pay-out medio del 40% circa. La qualità dell'attivo rimane una priorità con un tasso di copertura target al di sopra del 50% sui crediti deteriorati e un costo del rischio al di sotto di 70 pb nel 2018.
  • Il Piano strategico 2013-18 prevede un reporting distinto del portafoglio non core italiano, che si programma di ridurre del 63% entro il 2018. Il Portafoglio non core comprende circa €87 miliardi[3] di crediti lordi, comprendente sia crediti in bonis (33%) sia crediti deteriorati (67%) dei quali più dell'80% originato prima del 2009. UniCredit è la prima banca italiana a istituire e rendere pienamente operativo un portafoglio segregato e ad assicurare una totale trasparenza sul processo di riduzione con cadenza trimestrale
  • UniCredit riafferma la propria leadership quale banca commerciale europea con un ROAC target del 17% nel 2018 sulla Core Bank. I tre pilastri su cui poggia la Core Bank sono: 1) la trasformazione, in un'ottica multicanale, dei servizi di banca commerciale nei mercati dell'Europa occidentale e il posizionamento di UniCredit quale leader europeo


 

 

Risultati 4trim13 ed esercizio 2013, dati principali

 

  •  Nel 4TRIM13 il Gruppo UniCredit dichiara un risultato netto di -€15.0 miliardi (-€14 miliardi nell'esercizio 2013), ascrivibile prevalentemente alle voci non ricorrenti risultanti dalle nuove ipotesi macroeconomiche, dal maggior rigore del quadro normativo e dalle misure varate a sostegno degli obiettivi fissati dal Piano strategico 2013-18. Tra tali misure vanno ricordate:

-   €9,3 miliardi di rettifiche di valore dell'avviamento e dei Rapporti con clienti nel 4TRIM13, che hanno portato alla completa svalutazione dell'avviamento allocato a Italia, CEE e Austria. Il valore residuo dell'avviamento iscritto nello stato patrimoniale pari a €3,5 miliardi, circa in linea con i livelli 2004

-  €7,2 miliardi aggiuntivi di accantonamenti su crediti (LLP), che hanno portato a €9,3 miliardi totali di LLP nel 4TRIM13 (€13,7 miliardi nel 2013, +46,8% a/a). Gli accantonamenti complessivi portano il rapporto di copertura dei crediti deteriorati dal 45% del 3TRIM13 al 52% del 4TRIM13, in linea con i migliori concorrenti europei. La copertura delle sofferenze del Gruppo è aumentata dal 56% al 62%. Il flusso trimestrale da crediti in bonis a crediti deteriorati è stato ampiamente in linea con il trimestre precedente, mentre la migrazione interna tra le categorie di crediti deteriorati è stata determinata dall'adozione di un approccio molto rigoroso

-   €699 milioni di oneri di ristrutturazione nel 4TRIM13, nell'ambito di un piano più ampio per ridurre l'organico di circa 8.500 unità

  • ·  Il margine operativo lordo, che ha raggiunto €2,1 miliardi nel 4TRIM13, mostra i primi segni di ripresa ed evidenzia un'inversione di tendenza con un incremento del 2,7% a/a e dell'1,1% trim/trim trainato dai Ricavi (+5,2% a/a e +5,8% trim/trim) e nonostante un aumento tendenziale dei costi trimestrali (+6,6% a/a e +8,6% trim/trim) su cui hanno pesato voci una tantum per €241 milioni. Al netto delle voci una tantum, il Margine operativo lordo ha segnato un aumento del 12,7% trim/trim
  • Dinamiche positive del mix di ricavi: il Margine d'interesse netto ha totalizzato €3,3 miliardi con un aumento del 2,0% trim/trim (€13,0 miliardi nel 2013), grazie alle continue azioni di repricing sui depositi che sono cresciuti del 2,8% trim/trim rafforzando il profilo di finanziamento del Gruppo. Le Commissioni nette hanno raggiunto €2,0 miliardi, +5,1% trim/trim (€7,7 miliardi nel 2013) grazie alle dinamiche positive delle Commissioni sui servizi di investimento (+11,8% trim/trim) e alle Commissioni sui servizi finanziari (+5,1% trim/trim) che hanno ampiamente compensato la flessione delle commissioni sui servizi transazionali e bancari (-1,8% trim/trim). I Ricavi da negoziazione, pari a €0,6 miliardi, hanno beneficiato delle plusvalenze sulla cessione di investimenti azionari non core
  • In via di miglioramento il Funding gap, che si attestava a €29,2 miliardi a dicembre 2013 (-€31,5 miliardi trim/trim), grazie anche alla crescita dei depositi che ha interessato tutte le regioni (+2,8% trim/trim), mentre i finanziamenti evidenziano ancora un trend negativo (-4,0% trim/trim) su cui pesa la persistente debolezza della domanda nell'Europa occidentale
  • ·       Il beneficio della valutazione della quota in Banca d'Italia è stato pari a €1,4 miliardi ante imposte registrato in conto economico alla voce profitti netti da investimenti nel 4TRIM13. Essendo attualmente in corso approfondimenti da parte delle autorità competenti in merito all'applicazione degli IAS/IFRS alla transazione, potrebbe emergere una differente interpretazione dei principi contabili rispetto all'approccio adottato, determinando a parità di Redditività complessiva, l'imputazione del beneficio da valutazione a patrimonio netto e non in conto economico. In caso di valutazione a patrimonio netto la perdita netta di gruppo sarebbe più elevata di €1,2 miliardi nel Trim13 e nell'esercizio 2013, mentre il CET1 ratio anticipando pienamente gli effetti di Basilea 3 rimarrebbe invariato al 9,4% (CET1 ratio phased-in diventerebbe 10.0%)
  • ·       Il Funding plan 2014 è attualmente in linea con il programma, grazie all'ampio accesso ai mercati istituzionali, con una significativa diversificazione di emissioni e una robusta domanda dal mercato retail
  • ·       Confermata la solidità del patrimonio di vigilanza, CET1 ratio phased-in al 10,4% (9,4% anticipando pienamente tutti gli effetti di Basilea 3), incluso il beneficio della valutazione della quota in Banca d'Italia
  • ·         In occasione dell'Assemblea annuale degli azionisti, in programma per il 13 maggio 2014, il Consiglio di Amministrazione di UniCredit proporrà per l'esercizio finanziario 2013 il pagamento di un dividendo da riserve di utili di 10 centesimi di euro per azioni mediante attribuzione di azioni UniCredit di nuova emissione oppure, su specifica richiesta degli azionisti, mediante versamento in contanti (c.d. scrip dividend). La data di stacco del dividendo stabilita è il 19 maggio 2014, la data di registrazione è fissata per il 21 maggio e la data di pagamento è fissata per il 6 giugno 2014.

Risultati Esercizio 2013 - Principali dati finanziari


  • risultato netto di Gruppo: -€14,0 miliardi[4]
  • Ricavi:  €24,0 miliardi (-4,1% a/a)
  • Costi operativi:  €14,8 miliardi (-0,1% a/a)
  • Rapporto costi/ricavi: 61,7% (+2,5 pp a/a)
  • Margine operativo lordo: €9,2 miliardi (-9,9% a/a)
  • Accantonamenti su crediti: €13,7 miliardi (+46,8% a/a)
  • Patrimonio di vigilanza: CET1 ratio al 9,4% anticipando pienamente tutti gli effetti di Basilea 3, stimato proforma sulla base dei dati consuntivi e dell'attuale interpretazione del nuovo quadro normativo


Risultati 4TRIM13 - Principali dati finanziari

  • Risultato netto di Gruppo:  -€15,0 miliardi
  • Ricavi: €6,0 miliardi (+5,2% a/a, +5,8% trim/trim)
  • Costi operativi:  €3,9 miliardi (-1,7% a/a, +1,9% trim/trim, entrambi al netto di €241 milioni per rettifiche di valore sui Rapporti con clienti e degli stralci in Svalutazione e Ammortamenti)
  • Rapporto costi/ricavi: 64,9% (+0,9 pp a/a, +1,7 pp trim/trim)
  • Margine operativo lordo: €2,1 miliardi (+2,7% a/a, +1,1% trim/trim)
  • Accantonamenti su crediti: €9,3 miliardi
  • Leverage ratio[5]: 18,8x (+0,4x a/a, +1,4x trim/trim) a causa della perdita nel 4TRIM13, ancora inferiore alla media delle omologhe europee


 

 

 

Note:

 

[1] Il CET 1 ratio secondo Basilea 3 phased-in (10,4% a dicembre 2013) è una stima che si basa sull'attuale interpretazione del quadro normativo che sarà vigente dal 2014 e sulle risultanze di alcuni modelli non ancora formalmente approvati dalle autorità competenti. CET1 ratio anticipando pienamente gli effetti della normativa di Basilea 3 fully loaded (9,4% a dicembre 2013) è stimato sulla base della comprensione del quadro normativo che sarà in vigore dal 2019.

[2] Calcolato come rapporto tra totale attivo al netto di avviamento e altre attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto (inclusa la quota di utili di Pertinenza di terzi) al netto di avviamento e altre attività immateriali (denominatore).

[3] Pro-forma per l'inclusione di Trevi che viene consolidato a partire dal 1° gennaio 2014.

[4] I dati contabili per il 4Trim13 ricomprendono le seguenti poste non ricorrenti al netto delle imposte (importi  al lordo delle imposte tra parentesi): rettifiche di valore su avviamenti per -€8,0 miliardi (-€8,0 miliardi lordi); rettifiche di PPA per -€1,3 miliardi (-€1,9 miliardi lordi); attività detenute per la vendita riferite a Ukrotsbank per -€0,6 miliardi (-€0,6 miliardi lordi); accantonamenti su crediti per incrementare il cash coverage ratio pari a -€4,8 miliardi (-€7,2 miliardi lordi), in aggiunta rispetto allo scenario base di €6,5 miliardi lordi per il 2013; guadagno dalla valutazione di Banca d'Italia per +€1,2 miliardi (+€1,4 miliardi lordi); oneri di integrazione per -€0,5 miliardi (-€0,7 miliardi lordi); alcune posizioni Rischi & Oneri per -€0,2 miliardi (-€0,3 miliardi lordi); plusvalenza dalla cessione di MOEX e FonSai per +€0,2 miliardi (+€0,2 miliardi lordi); rettifiche su rapporti clienti e altri stralci in Svalutazione e Ammortamenti per -€0,2 miliardi (-€0,2 miliardi lordi).

[5] Calcolato come rapporto tra totale attivo al netto di avviamento e altre attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto (inclusa la quota di utili di Pertinenza di terzi) al netto di avviamento e altre attività immateriali (denominatore).

 

 

Milano, 11 marzo 2014

 

 

 

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