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UniCredit 3TRIM12 - Risultati di Gruppo

Utile netto in crescita sostenuto da misure di riduzione dei costi. Confermata la solidità patrimoniale

  • Utile netto in crescita sia trim/trim che a/a, a €1,4 miliardi da inizio anno
  • Le misure di contenimentodei costi hanno comportato un calo del 2,9% dei costi totali (9M12/9M11), con un effettopositivo sia sulle spese per il personale (-2,8%) che sulle altre spese (-3,1%)
  • Ricavi "core"(margine d'interesse e commissioni) a -2,0% trim/trim (-4,3% a/a),reggonononostante il deterioramento del contesto macroeconomico e grazie alla diversificazione geografica, con ricavi in crescita del 4,4% trim/trim in Europa Centrale e Orientale(CEE) e Polonia
  • Piano di finanziamento 2012 completato tramite emissioni di alta qualità e ben diversificate, grazie al costante accesso ai mercati wholesale e al solido franchisedella clientela retail
  • Successo nell'emissione di un titolo"Lower Tier 2" da 1,25 miliardi, con unadomanda pari a 3,5 volte l'offerta
  • Ri-focalizzazione continua dell'attività in area CEE: fusione delle controllate delle RepubblicheCeca e Slovacca approvata in linea con il piano strategico
  • Solida posizione patrimoniale: Core Tier I al 10,7%; CET 1 secondo le nuove regole di Basilea 3al 9,3%, al di sopra dellaprecedente indicazionedel 9,1%dataper il 2012

3TRIM 2012, DATI PRINCIPALI

 

  • Utile netto di Gruppo: €335 milioni, di cui €39,5 milionida riacquisto ABS, rispetto a-€474 milioni nel 3trim11 al netto di elementi straordinari, e €169 milioni nel 2trim12
  • Ricavi: €6,1 miliardi (+6,9% a/a, -2,1% t/t), di cui €58,9 milioni da riacquisto ABS
  • Costi operativi: €3,7 miliardi (-3,7% a/a, -0,4% trim/trim)
  • Rapporto costo/ricavi al 61,7% (-6,2 p.p. a/a, +1,6 p.p. trim/trim) al netto del riacquisto di ABS
  • Margine operativo lordo: €2,4 miliardi (+29,5% a/a, -4,7% trim/trim), di cui €58,9 milioni da riacquisto di ABS
  • Accantonamenti su crediti: €1,8 miliardi (-1,8% a/a, -5,2% trim/trim)

PRIMI NOVE MESI 2012, DATI PRINCIPALI

 

  • Utile netto di Gruppo: €1,4 miliardi (rispetto a€847 milioni nei primi nove mesi del 2011 al netto degli elementi straordinari), di cui €517 milioni dal riacquisto di obbligazioni Tier I e Upper Tier II nel 1trim12 e di ABS nel 3trim12
  • Ricavi: €19,5 miliardi (+2,0% a/a), di cui €756 milioni da riacquisti
  • Costi operativi: €11,4 miliardi (-2,9% a/a)
  • Rapporto costo/ricavi al 60,6% (-0,6 p.p. a/a) al netto delle operazioni di riacquisto di obbligazioni e ABS
  • Margine operativo lordo: €8,2 miliardi nei primi nove mesi del 2012 (+9,6% a/a, -0,5% al netto del riacquisto di obbligazioni e ABS)
  • Accantonamenti su crediti: €5,1 miliardi (+13,2% a/a)

 

Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit ha approvato in data 13 novembre i risultati del 3° trimestre 2012.

 

Federico Ghizzoni, AD di UniCredit, dichiara: "A un anno dal lancio del Piano strategico di UniCredit registriamo importanti effetti positivi con un calo dei costi a sostegno dell'utile netto e una riduzione significativa degli attivi ponderati per il rischio(RWA) con il conseguente rafforzamento dei nostri coefficienti patrimoniali. Nonostante lapersistentedifficoltà del contesto economico, in particolare in Italia, i nostri ricavi mostrano una buona tenuta, grazie alla diversificazione geografica e alla forza della nostra presenza nell'area CEE. Abbiamo completato il piano di finanziamento 2012 con il collocamento di una varietà di obbligazioni attraverso la rete retail e attingendo con grande successo al mercato wholesale, tramite covered bond e senior unsecured bond, e continueremo a cogliere le opportunità che si presenteranno".

 

 

UTILE NETTO IN CRESCITA SOSTENUTO DA INIZIATIVE DI CONTENIMENTO DEI COSTI

 

I risultati trimestrali del Gruppo mostrano una buona tenuta, nonostante il continuo peggioramento del contesto macroeconomico. L'utile netto è stato pari a €335 milioni nel 3trim12 (di cui €39,5 milioni dal riacquisto di ABS), con un miglioramento notevole rispetto ai €169 milioni del 2trim12. UniCredit ha messo in atto misure di contenimentodei costi in linea con quanto previsto dal Piano strategico: in tutto il Gruppo i costi sono diminuiti, con le Spese per il personale scese a €2,3 miliardi nel 3trim12,in calo dello 0,8% trim/trim (e del 4,4% a/a). Le Altre spese, pari a €1,5 miliardi, sono rimaste praticamente invariate trim/trim, ma in calo del 2,7% a/a. Queste misure hanno in parte compensato l'evoluzione sfavorevoleregistratanei ricavi (-2,1% trim/trim, -3,1% trim/trim al netto del riacquisto di ABS), in un contesto caratterizzato dal calo dei tassi d'interesse (con il tasso Euribor medio a 3 mesi allo 0,36%, -34pb sul trimestre precedente) e da una scarsa domanda di finanziamenti commerciali in Europa occidentale. Ciò nonostante, i ricavi "core" (margine d'interesse e commissioni nette) sono calati solo del 2,0% trim/trim (-4,3% a/a) mantenendo una buona tenuta, in particolare grazie al contributo dato dall'Europa Centrale e Orientale (CEE) e dalla Polonia, Paesinei quali i ricavi hanno segnato un aumento costante del 4,4% trim/trim (+4,5% a/a), destinati a trarre beneficio dalle migliori prospettive di crescita dei Paesi in espansione in area CEE in cui è presente il Gruppo(Polonia, Turchia, Russia e Repubblica Ceca). Le persistenti difficoltà a livello macroeconomico hanno mantenuto gli accantonamenti su crediti a livelli elevati: €1,8 miliardi nel 3trim12.

 

PIANO DI FINANZIAMENTO (FUNDING PLAN) DEL GRUPPO COMPLETATO - CONTINUA L'ACCESSO AL MERCATO WHOLESALE

 

A oggi le esigenze di finanziamento sono state soddisfatte con il piano di finanziamento per il 2012 in anticipo sui tempi, grazie a emissioni di alta qualità e alla buona diversificazione, anche in Italia. Facendo leva su questa solida posizione, il Gruppo continuerà a cogliere leopportunità di finanziamento che dovessero presentarsi sul mercato.

 

Il Piano di finanziamento è stato implementato grazie a un solido Franchise della clientela retail e al costante accesso ai mercati wholesale. Da inizio anno il Gruppo ha raccolto circa €11 miliardi attraverso l'emissione di obbligazioni collocate tramite la rete retaile ha continuato ad affacciarsi su mercati wholesale con una varietà di prodotti, tra cui emissioni benchmark per oltre €7,0 miliardi da inizio anno, in particolare in Italia. Con una buona diversificazione in termini di strumenti di finanziamento, aree geografiche e valute, i titoli emessi da UniCredit hanno sempre riscontrato un interesse positivo da parte degli investitori. Ecco alcuni esempi delle ultime emissioni:

 

- Obbligazioni Bancarie Garantite a 5,5 anni per €750 milioni nel mese diagosto: UniCredit ha collocato con successo Obbligazioni Bancarie Garantite a un prezzo di circa 100 punti base (pb)al di sotto del titolo di stato di riferimento, +290 pb al di sopra del tasso Mid Swap (MS). In ottobre UniCredit ha riaperto la stessa emissione per altri €250 milioni con uno spread inferiore pari a 190 pb;

- Obbligazioni senior a 3 anni per €1 miliardo nel mese di settembre, prima che la BCE annunciasse i dettagli del piano OMT: sono stati ricevuti ordini per €2,3 miliardi, a 395 pb sul MS. Nel mese di ottobre sono stati collocati altri €350 milioni a un rendimento inferiore pari a 315 pb;

- Emissione Lower Tier 2 a 10 anni per €1,25 miliardi nel mese di ottobre: UniCredit ha collocato con successo un bond subordinato con il minor differenzialesub/senior cash per UniCredit, pari a 510 pb sopra il MS, con una domanda pari a 3,5 volte l'offerta.

 

 

RISULTATI DEL PIANO STRATEGICO

 

A un anno dal lancio viene confermata la rilevanzadelle principali azioni indicate nel Piano strategico, soprattutto se si tiene conto del peggioramento del contesto macroeconomico. I risultati conseguiti a oggi comprendono:

 

Semplificazione e gestione dei costi

 

Il Gruppo sta attuando una politica di rigoroso controllo dei costi a livello generale, a sostegno del raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano: in Europa Occidentale i costi totali sono diminuiti del 3,9% nei primi nove mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre a livello di Gruppo sono calati del 2,9%. A questo risultato hanno concorso in misura incisiva sia le Spese per il personale che le Altre spese. Per quanto riguarda le Spese per il personale, il calo è stato sostenuto da una riduzione dell'organico di circa 3.400 FTE (full-time equivalent), scesi a 157.190 FTE a livello di Gruppo.

 

A sostegno della prevista riduzione delle Altre spese sono state varate alcune iniziative attualmente in corso. Il primo pilastro prevede la razionalizzazione della holding, che dovrà passare da un modello divisionale a un sistema geografico, riducendo il numero di divisioni ma mantenendo al tempo stesso un approccio globale su determinate attività transnazionali come nelle divisioni CIB e Global Banking Services (GBS), portando valore aggiunto ai nostri clienti. Il secondo pilastro prevede una serie di iniziative mirate a ottimizzare l'operatività: consolidamento delle fabbriche-prodottoe migrazione dei sistemi IT verso unapiattaforma IT europea unificata. In seguitoa talemigrazione, quasi il 60% degli sportelli del Gruppo (Italia, Germania, Austria e Repubblica Ceca) utilizza un'unica piattaforma IT a servizio della banca commerciale. Infine, in Italia procede la riorganizzazione della rete di sportelli (progetto Hub & Spoke), che prevede la trasformazionedegli sportelli da filiali principali (fully fledged) a sportelli "Cash Light" e "Cash Less". A settembre,dei 3.648 sportelli interessati dal progetto Hub&Spoke,967 erano del tipo Cash Light e Cash Lessverso i288 agennaio 2011.

 

Per attenuare l'impatto negativo derivante dal contesto macroeconomico e gli effetti della riforma pensionistica recentemente varata in Italia, UniCredit ha attivato varie leve con l'obiettivo di ottimizzare le spese per il personale e le altre spese. In seguito all'accordo raggiunto nel 2012 con i sindacati, è stata confermata l'uscita di tutti i dipendenti aventi i requisiti per il pensionamento anticipato (2.600 persone entro il 2015).La produttività della forza lavoro sarà potenziata con la piena flessibilità del mercato del lavoro interno, facendo leva sull'internalizzazione delle attività per il reimpiegodei dipendenti e sul ricollocamentodei dipendenti all'interno del Gruppo in Italia con lo strumento del ManPower planning tool. Si punta inoltre all'ottimizzazione dell'efficienza mediante l'esternalizzazione delle attività di amministrazione delle risorse umane e altre transazioni attualmente in fase di esame. Ulteriori iniziative riguardanti le risorse umane, tra cui il congelamento delle assunzioni associato a un processo di riqualificazione interno, il continuo allineamento delle spese per il personale ai risultati del Gruppo e la razionalizzazione dei costi per i dirigenti, permettono a UniCredit di essere perfettamente in linea con l'implementazione delle iniziative per il personale previste dal Piano strategico.

 

 

Ri-focalizzazione del business in area CEE

 

Nell'ambito dell'implementazione del Piano strategico, il Consiglio di Amministrazione di UniCredit ha oggi approvato un progetto che prevede la fusione delle controllate della Repubblica Ceca e quelle della Repubblica Slovacca in un'unica banca internazionale. Questa iniziativa rientra nella prevista razionalizzazione della presenza del Gruppo in area CEE. L'integrazione, tuttora in attesa dell'approvazione delle autoritànazionali, dovrebbe essere completata entro fine 2013 e a partire dal 2014 porterà sinergie in termini di efficienza, assetto patrimoniale e gestione della liquidità. 

 

Nell'area CEE UniCredit sta adottando un approccio diversificato basato sull'attrattività di ogni Paese, puntando in particolare sui quattro con il maggiore potenziale di espansione (Polonia, Turchia, Russia eRepubblica Ceca), nei quali, nei primi novemesi del 2012, i ricavi sono cresciutiben del 3,5% a/a.

 

Riduzione degli RWA del Gruppo e run-off del portafoglio della divisione CIB/Ri-focalizzazione del business

 

L'ottimizzazione dello stato patrimoniale di UniCredit ha comportato un'importante riduzione degli RWA, in calo di €23,6 miliardi da dicembre 2011, in particolare grazie alla riduzionedegli RWA di mercato e dicredito. Nell'ambito delle iniziative previste dal Piano strategico il Gruppo ha identificato e separato(ring-fenced) un portafoglio di €48 miliardi di attivi ponderati per il rischio, composto in particolare da attivi non strategici relativi alla divisione CIB. Il run-off del portafoglio CIB procede secondo i programmi: a settembre 2012 gli attivi presenti nel portafoglio erano diminuiti di €16,3 miliardi rispetto a un anno prima.

 

La continua ri-focalizzazione della divisione CIB sta dando buoni frutti in termini di redditività ponderata per ilrischio (RACE), che sta registrando un andamento positivo in tutti i paesi. In Germania e in Austria la quota di ricavi generata grazie ai clienti con un RACE maggiore del 3% sta aumentandoed è oggi ben oltre l'80%. Il costante aumento della redditività ponderata per il rischio è confermato anche per le nuove erogazioni, con un focus particolare sui clienti migliori(investment grade).

 

Per concentrarsi sulle attività "core", nel novembre 2011 UniCredit ha deciso di esternalizzare l'attività di brokerage e Equity sales in Europa, in virtù di una alleanza strategica,rivelatasi di gran successo,creata con Kepler Capital Markets.

 

 

Riposizionamento dello stato patrimoniale

 

Lo stato patrimoniale della banca si contraddistingue per un buon equilibrio tra le scadenze, con una forte componentebasata sulla clientela della banca commerciale.

Nonostante il difficile contesto esterno, a conferma della solidità dell'apporto della sua piattaforma commerciale,UniCredit ha registrato un aumento dei depositi della clientela, pari in totale a €420,4 miliardi a fine settembre 2012, in crescita del 7,1% dal lancio del Piano strategico. Al tempo stesso la domanda di finanziamenti è calata, inparticolare in Europa Occidentale, generando un miglioramento generale del rapporto crediti/raccolta diretta [1], che è pari al 113% a fine settembre 2012,rispetto al 124% di un anno primaanche grazie a un aumento di €3 miliardi trim/trim dei titoli detenuti dalla clientela.

 

In linea con le tendenze sopra descritte, il funding gap  (2) del Gruppo è migliorato notevolmente dal lancio del Piano strategico. Da un totale di €108 miliardi a fine settembre 2011, il funding gap è passato a €65,6 miliardi a fine settembre 2012, principalmente con il contributo dell'Italia.


 

 

COEFFICIENTI PATRIMONIALI SOLIDI - OLTRE L'OBIETTIVO DI BASILEA 3

 

A fine settembre 2012 il coefficiente Core Tier I del Gruppo è pari al 10,7%, più 28 pb rispetto al giugno 2012, in particolare grazie alla riduzione degli RWA di mercato e dicredito e agli utili non distribuiti. Il coefficiente Common EquityTier 1 (CET1), anticipando tutti gli effetti di Basilea 3, è pari al 9,3%, superiorealla precedente indicazione per il 2012 che era stata fissata al 9,1%.

 

Nell'ottobre 2012 l'Autorità Bancaria Europea ha pubblicato i risultati della valutazione finale dell'esercizio sul capitale, dal quale emerge che UniCredit in termini di Core Tier 1 è ben al di sopra del requisito del 9%, tenuto conto del Sovereign buffer così come definito nella Raccomandazione EBA del dicembre 2011.

 

Il Gruppo è sempre alla ricerca di opportunità per preservarela solidità del proprio patrimonio; a questo proposito, all'inizio dell'ottobre 2012 UniCredit ha perfezionato il riacquisto di titoli Asset Backed Securities per un totale di €667,8 milioni a un prezzo d'acquisto complessivo di €569,4 milioni, realizzando un utile lordo pari a €98,5 milioni (€66 milioni al netto delle imposte). Dal momento che la transazione è stata liquidata in due tranche distinte tra fine settembre e inizio ottobre, una quota dell'utile lordo, pari a €58,9 milioni (€39,5 milioni al netto delle imposte) è stata registratanel 3trim12. La parte restante verrà contabilizzata nel 4trim12.

 

 

ESPOSIZIONE DIVERSIFICATA AI TITOLI DI DEBITO SOVRANO

 

UniCredit ha un portafoglio di titoli sovrani ben diversificato, prevalentemente neiPaesi in cui opera e vanta una forte presenza. Al 30 settembre UniCredit deteneva circa €92,7 miliardi di titolisovrani, di cui €42,5 miliardi erano titoli di Stato italiani.

 

 

 

Note:

 

1) La raccolta diretta è parialla somma tra depositi della clientela e titoli detenuti dalla clientela (ad esempio obbligazioni vendute attraverso la rete commerciale).

 

2) Funding gap: differenza tra crediti verso la clientela e finanziamento diretto

 

Comunicato stampa completo e tabelle