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Risultati consolidati dei primi nove mesi del 2011

RISULTATI CONSOLIDATI DEI PRIMI NOVE MESI DEL 2011: UTILE NORMALIZZATO DI €847 MILIONI AL NETTO DI SVALUTAZIONI STRAORDINARIE E NON RIPETIBILI, CON RISULTATO DI GESTIONE A €7,4 MILIARDI


NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2011 IL MARGINE DI INTERMEDIAZIONE MOSTRA STABILITA' DELLE COMMISSIONI E UNA LEGGERA FLESSIONE DEGLI INTERESSI NETTI, BUON RISULTATO DATE LE CONDIZIONI DI MERCATO E IL CONTESTO DI TASSI ANCORA SFAVOREVOLI


CONFERMATA LA SOLIDA STRUTTURA DELLO STATO PATRIMONIALE E DEL CAPITALE REGOLAMENTARE (CORE TIER 1 BASILEA 2 A 8,74% (1)). CORE TIER I BASILEA 2 AL 10,35%  (2) PRO FORMA AL 30 SETTEMBRE PER L'AUMENTO DI CAPITALE DI €7,5 MILIARDI:

 PRIMI NOVE MESI DEL 2011 RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2010:

  • Utile netto normalizzato pari a €847 milioni. Includendo le svalutazioni straordinarie e non ripetibili, la perdita netta ammonta a €9.320 milioni
  • Risultato netto di gestione pari a €2.914 milioni, +2,0% a/a grazie a una diminuzione delle rettifiche nette su crediti di 11,8% a/a
  • Margine di intermediazione pari a €19.108 milioni, -2,5% principalmente a causa di risultati di negoziazione in flessione del 29,4%
  • Buon andamento dei costi operativi (+0,5% a/a, ovvero -0,4% al netto delle bank levies); le spese per il personale sono pressoché invariate
  • Struttura di stato patrimoniale e ratio di capitale stabili: Core Tier 1 all'8,74% e Tier 1 al 9,68%

 

IL TERZO TRIMESTRE EVIDENZIA UNA PERDITA NORMALIZZATA DI €474 MILIONI AL NETTO DI SVALUTAZIONI STRAORDINARIE E NON RIPETIBILI LEGATE AL GOODWILL E AD ALTRI ELEMENTI. TALI SVALUTAZIONI STRAORDINARIE SONO DOVUTE ALL'INCIDENZA NEGATIVA SULLA REDDITIVITA' ATTESA DEL MUTATO SCENARIO MACROECONOMICO E REGOLAMENTARE, IN COERENZA CON I RISULTATI ATTESI DEL PIANO STRATEGICO 2010-2015

 

TERZO TRIMESTRE 2011:

  • Al lordo delle suddette svalutazioni, la perdita al netto delle tasse è pari a €10.641 milioni
  • Risultato di gestione pari a €1.846 milioni, -27,0% trim/trim anche a seguito della perdita netta di negoziazione di €285 milioni dovuta all'allargamento degli spread sui titoli governativi
  • Margine di intermediazione pari a €5.725 milioni in calo del 11,3% trim/trim, principalmente dovuto alla perdita netta di negoziazione. Margine d'interesse lievemente in crescita al netto di elementi positivi non ricorrenti nel 2Trim11
  • Costi operativi pari a €3.879 milioni, in flessione trim/trim dell'1,2%
  • Accantonamenti su crediti in aumento a €1.848 milioni, con costo del rischio pari a 131 punti base, in aumento rispetto agli 84 punti base del 2Trim11

 

In data odierna il Consiglio di Amministrazione di UniCredit ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2011, che si sono chiusi con una perdita netta di €9.320 milioni, dovuta alla perdita di 10.641 milioni del terzo trimestre riconducibile a svalutazioni di natura straordinaria e non ripetibili (per un totale di €10.167 milioni al netto delle tasse), legate all'incidenza negativa sulla redditività attesa del mutato scenario macroeconomico e regolamentare, in coerenza con i risultati attesi del piano strategico 2010-2015.


Escludendo tali svalutazioni, la perdita normalizzata del trimestre è di €474 milioni.


La perdita normalizzata è stata calcolata escludendo le seguenti svalutazioni di natura straordinaria e non ripetibili:


- Svalutazione del goodwill per €8.669 milioni al netto delle tasse, inclusa nella voce rettifiche di valore su avviamenti. Tale goodwill è stato originato da acquisizioni effettuate nel corso degli ultimi anni e successivamente attribuito alle varie cash generating units del gruppo. La recente revisione delle strategie e delle stime finanziarie future di queste unità porta alla svalutazione del goodwill legato a tali attività. L'effetto finale è la diminuzione del goodwill iscritto in bilancio da €20.244 milioni al 30 giugno 2011 a €11.529 milioni al 30 settembre 2011, cosiderando anche altre variazioni principalmente ascrivibili alle differenze di cambio. In particolare, il goodwill legato alle acquisizioni delle banche del Gruppo in Ucraina e Kazakhstan è stato totalmente svalutato.


- Svalutazione del goodwill implicito in alcuni investimenti strategici per €480 milioni al netto delle tasse, inclusi nella voce perdite da investimenti


- Svalutazione su titoli governativi greci per €135 milioni al netto delle tasse, inclusi nella voce perdite da investimenti


- Svalutazione dei marchi (HVB, BA, BdR, BdS e USB) per €662 milioni al netto delle tasse, inclusi nella voce effetti economici della PPA


- Buonuscite per il personale per €121 milioni al netto delle tasse, inclusi nella voce Oneri di integrazione


- Svalutazione di attività fiscali legate a HVB e Bank Austria per €100 milioni al netto delle tasse, inclusa nella voce imposte sul reddito del periodo


Su un totale di svalutazioni al lordo delle tasse di €10.260 milioni, €9.770 milioni sono voci che non hanno impatto di cassa e quindi non intaccano il calcolo dei ratios patrimoniali.


La volatilità dei mercati ha negativamente influenzato in modo significativo l'andamento trimestrale dei risultati finanziari del Gruppo, inducendo una perdita di negoziazione e l'aumento delle rettifiche nette su crediti (+56,5% trim/trim). Soddisfacenti sono invece stati il contenimento dei costi operativi (-1,2% trim/trim) e la sostanziale tenuta degli interessi netti, nonostante le difficili condizioni di mercato dal lato della raccolta wholesale.


Il margine d'intermediazione raggiunge €19.108 milioni nei primi nove mesi del 2011, in flessione del 2,5% a/a, e €5.725 milioni nel terzo trimestre 2011, in calo dell'11,3% rispetto al risultato del trimestre precedente. La dinamica trimestrale evidenzia una perdita di negoziazione, copertura e fair value, gli effetti negativi della stagionalità di commissioni nette e dividendi in diminuzione durante il periodo estivo e una moderata flessione degli interessi netti.

 

Gli interessi netti si attestano a €11.618 milioni nei primi nove mesi del 2011 (-1,0% a/a). Nel terzo trimestre, gli interessi netti sono pari a €3.831 milioni, in lieve calo rispetto ai €3.903 milioni del secondo trimestre (-1,9%). La voce sarebbe in crescita trim/trim se calcolata al netto di alcuni elementi positivi non ricorrenti verificatisi nel secondo trimestre e legati a clienti corporate. Dal lato commerciale, gli interessi netti sono positivamente influenzati dal riprezzamento degli attivi, che compensano i maggiori oneri dal lato della raccolta.


Le commissioni nette nei primi nove mesi del 2011 ammontano a €6.268 milioni, in linea con lo stesso periodo del 2010 (-0,5%) e in flessione del 4,4% trim/trim attestandosi a €2.004 milioni a settembre 2011. Nonostante il contributo significativo proveniente da CEE e Polonia (+3,5% trim/trim a cambi costanti), tale risultato è influenzato da una performance negativa dell'Europa occidentale (-5,5% trim/trim). Rispetto alle principali componenti operative, i servizi da investimenti hanno il maggior impatto negativo, con un -13,2% trim/trim. Tale diminuzione è riconducibile agli ingenti riscatti sulla raccolta gestita per effetto della crisi dei mercati finanziari dell'Europa occidentale, e dell'Italia in particolare, e si somma al calo fisiologico delle commissioni da servizi di gestione e amministrazione del risparmio tipico dei mesi estivi.


Il risultato netto della negoziazione, copertura e fair value risulta pari a €705 milioni nei primi nove mesi del 2011, in forte calo da €999 milioni dello stesso periodo del 2010. Il risultato del terzo trimestre è negativo per €285 milioni, rispetto ad un risultato positivo di €290 milioni nel secondo trimestre 2011. Tale perdita è dovuta in primis all'allargamento degli spread sui titoli governativi dei paesi del Sud Europa, in particolare l'Italia, e in seconda battuta all'allargamento degli spread su altre obbligazioni non governative.


Gli altri proventi netti dei primi nove mesi del 2011, pari a €184 milioni (di cui €85 milioni nel terzo trimestre), sono anch'essi in forte diminuzione rispetto a €299 milioni dei primi nove mesi del 2010.


I costi operativi ammontano a €11.662 milioni nei primi nove mesi del 2011, sostanzialmente stabili a/a (+0,5%). Al netto delle bank levies, i costi operativi mostrerebbero una diminuzione dello 0,4% rispetto ai primi nove mesi del 2010. Nel terzo trimestre la voce risulta pari a €3.879 milioni, con una diminuzione trim/trim dell'1,2%, principalmente dovuta alle altre spese amministrative, in linea con la stagionalità che caratterizza questa voce di conto economico.


Le spese per il personale sono stabili nei primi nove mesi del 2011 e raggiungono €7.032 milioni rispetto a €7.009 milioni nello stesso periodo del 2010. Il terzo trimestre 2011 si attesta a €2.357 milioni e registra un incremento trim/trim dello 0,6%, riconducibile principalmente a un aumento della componente Europa Occidentale legato a Germania e Austria (mentre l'Italia mostra costi in calo all'interno del perimetro dell'area commerciale nel trimestre) e a una diminuzione dell'area CEE e Polonia.


Le altre spese amministrative, al netto dei recuperi di spesa, si attestano a €4.153 milioni nei primi nove mesi del 2011, in crescita del 2,0% rispetto a €4.072 milioni dello stesso periodo del 2010. Nel terzo trimestre del 2011 la voce si attesta a €1.391 milioni, -1,9% trim/trim anche per effetto della diminuzione delle spese di pubblicità, marketing e comunicazione.


Le rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali si attestano nei primi nove mesi del 2011 a €838 milioni, che si confrontano con €843 milioni dello stesso periodo del 2010. Il dato raggiunge €275 milioni nel terzo trimestre 2011, in diminuzione da €279 milioni del trimestre precedente.


Il rapporto Costi/Ricavi risulta pari al 61% nei primi nove mesi del 2011 (68% nel terzo trimestre, in crescita da 61% nel secondo trimestre), di poco maggiore rispetto ai primi nove mesi del 2010 (59%).


Il risultato di gestione si attesta nei primi nove mesi del 2011 a €7.446 milioni, in diminuzione del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2010. Nel terzo trimestre il risultato è di €1.846 milioni, in diminuzione del 27,0% rispetto al secondo trimestre, a causa dell'impatto negativo causato dalla perdita di negoziazione.


Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni ammontano nei primi nove mesi del 2011 a €4.533 milioni (in riduzione da €5.141 milioni dello stesso periodo del 2010), equivalenti ad un costo del rischio annualizzato di 108 punti base. Nel terzo trimestre del 2011 la voce mostra un picco rispetto al secondo trimestre del 2011 e si attesta a €1.848 milioni (da €1.181 milioni del secondo trimestre), equivalente ad un costo del rischio annualizzato di 131 punti base. Tale forte crescita è causata dal fatto che in Germania nel trimestre precedente si erano verificate delle riprese nette su crediti, non ricorrenti e non ripetibili, mentre nel trimestre attuale si sono verificate delle rettifiche nette su crediti. D'altra parte, il prolungarsi della crisi ha comportato un'accelerazione degli accantonamenti sul portafoglio clienti corporate italiano.


I crediti deteriorati lordi a fine settembre 2011 sono pari a €71,64 miliardi, con una crescita trim/trim del 2,5%. Le sofferenze lorde crescono del 4,1% trim/trim, mentre le altre categorie di crediti problematici lordi incrementano di appena lo 0,3% trim/trim.


Il rapporto di copertura del totale crediti deteriorati lordi a settembre 2011 è in crescita rispetto a giugno 2011 e si attesta al 45,5%, con una copertura del 58,3% delle sofferenze e del 27,3% degli altri crediti problematici.


Gli accantonamenti per rischi e oneri sono pari a €671 milioni nei primi nove mesi del 2011, di cui €266 milioni nel terzo trimestre (vs. €244 milioni del trimestre precedente).


Gli oneri di integrazione ammontano a €180 milioni nei primi nove mesi del 2011, in aumento da €27 milioni dei primi nove mesi del 2010. Nel terzo trimestre la voce ammonta a €174 milioni, e include buonuscite per il personale per €168 milioni (€121 milioni al netto delle tasse), considerati oneri di natura straordinaria.


Le perdite nette da investimenti risultano pari a €543 milioni nei primi nove mesi del 2011, rispetto ai profitti di €119 milioni del corrispondente periodo dell'anno precedente. Il terzo trimestre 2011 evidenzia perdite nette da investimenti per €612 milioni, rispetto ad una perdita di €15 milioni nel secondo trimestre 2011. Le perdite del terzo trimestre includono sia svalutazioni del goodwill implicito in alcuni investimenti strategici per €480 milioni (stesso ammontare al netto delle tasse), sia svalutazioni su titoli governativi greci per €181 milioni (€135 milioni al netto delle tasse), che sommati a quelle effettuate nel secondo trimestre portano le svalutazioni complessive a €316 milioni, corrispondenti al 60% del valore nominale dei titoli governativi greci in portafoglio.


Le imposte sul reddito del periodo sono pari a €1.167 milioni nei primi nove mesi del 2011, in crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un evidente incremento del tax rate pari al 76,8% rispetto al 41,6% dei primi mesi del 2010. Tale incremento è dovuto sia all'indeducibilità di molte delle svalutazioni effettuate nel terzo trimestre, sia alla svalutazione di attività fiscali differite iscritte a bilancio in coerenza con la minore redditività futura attesa implicita nel piano strategico 2011-2015. Per le ragioni qui descritte, il tax rate del terzo trimestre è un dato privo di significatività.


L'utile di pertinenza di terzi dei primi nove mesi del 2011 è di €287 milioni rispetto a €241 dello stesso periodo del 2010. Nel terzo trimestre del 2011 l'utile di pertinenza di terzi risulta pari a €81 milioni, con una diminuzione di €18 milioni rispetto al trimestre precedente.


L'effetto della Purchase Price Allocation ammonta a €716 milioni nei primi 9 mesi del 2011; nel terzo trimestre è €687milioni, rispetto ai €14 milioni del trimestre precedente. La voce include una svalutazione dei marchi (HVB, BA, BdR, BdS e USB) per €662 milioni al netto delle tasse.


Nel corso dei primi nove mesi del 2011 il gruppo ha contabilizzato €8.669 milioni di rettifiche di valore su avviamento (goodwill), rispetto a €162 milioni nei primi nove mesi del 2010. Il goodwill è stato originato da una serie di acquisizioni effettuate nel corso degli ultimi anni e poi attribuito alle varie cash generating units del Gruppo. La recente revisione delle strategie e delle stime finanziarie future nell'ambito del piano strategico 2011-2015 porta alla svalutazione del goodwill legato a tali attività.


Nei primi nove mesi del 2011 il Gruppo registra una perdita netta pari a €9.320 milioni, rispetto a un utile netto di €1.003 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Il risultato negativo è influenzato dalla perdita del terzo trimestre di €10.641 milioni, che risente delle svalutazioni già dettagliate sopra. Escludendo tali svalutazioni, la perdita normalizzata è di €474 milioni.

 

Nel corso del terzo trimestre del 2011 i crediti verso clientela del Gruppo sono rimasti pressoché stabili, chiudendo a €562,4 miliardi (€561,8 miliardi a giugno 2011). In dettaglio, l'Est Europa (CEE e Polonia) ha mostrato una lieve flessione di 0,8% trim/trim causata dal deprezzamento delle valute, mentre a cambi costanti il dato registra una crescita del 3,6%. In Europa Occidentale i crediti sono stabili rispetto al trimestre precedente.


I debiti verso clientela a settembre 2011 ammontano a €392,5 miliardi, -3,5% rispetto a giugno 2011. L'area CEE e Polonia cresce del 4,6% trim/trim (+9,9% a cambi costanti), mentre l'Europa Occidentale mostra una diminuzione del 5,3% trim/trim, legata alla volatilità dei depositi della clientela corporate.


I titoli in circolazione sono in flessione del 7,0% nel terzo trimestre, e ammontano a €166,7 miliardi a settembre 2011. Tale flessione è legata soprattutto a due fenomeni di mercato che stanno interessando tutto il settore. Infatti le emissioni di strumenti a breve termine con scadenza entro l'anno sono diminuite per il cambiamento strutturale del mercato dei CD/CP, mentre le emissioni a medio-lungo termine sono state influenzate dalla chiusura de facto del mercato wholesale di emissioni non garantite in tutta Europa. La minor disponibilità sul mercato di tali strumenti è stata temporaneamente compensata da un maggior accesso al mercato interbancario, causando un aumento della posizione interbancaria netta nello stesso periodo. A settembre 2011 la raccolta interbancaria netta si attesta a €67,0 miliardi (€44,1 miliardi a giugno 2011).


Il rapporto impieghi verso clientela/raccolta diretta si è collocato a settembre 2011 a 101%, confermando l'equilibrio della struttura fonti/impieghi.


Al 31 ottobre 2011 il gruppo ha completato il funding plan (piano di finanziamento) dell'intero anno 2011, raggiungendo il 118% delle emissioni prefissate, per un totale di €38,1 miliardi di titoli emessi. Il 37% del funding plan è stato realizzato in Germania e Austria, mentre il resto è stato completato in Italia, sfruttando così la diversificazione geografica del gruppo e allo stesso tempo rafforzando la posizione di liquidità nei vari Paesi in cui opera. Entro la fine dell'anno, UniCredit si riserva di sfruttare qualsiasi opportunità di finanziamento che si possa presentare sul mercato, con l'obiettivo di anticipare eventuali necessità di finanziamento future (pre-funding).


Le attività finanziarie di negoziazione, sono risultate pari a €140,0 miliardi a settembre 2011, in crescita trim/trim da €107,2 miliardi a giugno 2011 come risultato dell'incremento della componente derivati (+€37 miliardi trim/trim per effetto della valutazione al fair value in un contesto di maggiore volatilità dei mercati), mentre le attività finanziarie al netto dei derivati continuano a ridursi (-€4,6 miliardi trim/trim per un totale di €40,3 miliardi a fine settembre 2011).


Il totale attività ammonta a €950,3 miliardi a settembre 2011, in crescita del 3,4% trim/trim (quasi interamente per effetto della componente derivati, come già descritto). Il leverage ratio  (2) del Gruppo si colloca a settembre 2011 a 23,4 volte, in aumento trim/trim. La svalutazione del goodwill non ha impatto sul leverage ratio, in quanto il goodwill è dedotto dal calcolo sia dell'attivo che del patrimonio netto.


Il Core Tier 1 ratio si stabilizza a fine settembre 2011 a 8,74%, a 10,35% pro forma al 30 settembre per l'aumento di capitale di €7.5 miliardi (3) con una diminuzione trim/trim di 38 punti base (di cui 9 punti base dovuti all'applicazione del floor di Basilea 1 (4)), dovuto al contributo negativo della ristrutturazione dei Cashes e alla dinamica del risultato netto, parzialmente mitigati dal beneficio derivante dal rilascio degli utili accantonati a dividendi nel primo semestre 2011. Gli attivi ponderati per il rischio nel terzo trimestre 2011 sono in crescita (+1,1% trim/trim) a €450,0 miliardi. Da un lato gli attivi ponderati per il rischio di mercato aumentano a €11,6 miliardi (+€1,7miliardi trim/trim) per effetto della volatilità dei mercati, dall'altro si assiste a una diminuzione degli attivi ponderati il per rischio di credito (-€1,9 miliardi, a €383,0 miliardi) e per l'effetto floor di Basilea 1 a €4,5 miliardi (+4,4 miliardi vs giugno 2011) grazie ad azioni di ottimizzazione del capitale a parità di volumi di prestiti alla clientela. Il Tier 1 ratio si attesta all'9,68% ed il Total Capital Ratio al 12,80%.

 

A fine settembre 2011 la struttura del Gruppo risulta composta da un organico  (5) di 160.552, in calo di 617 unità rispetto a settembre 2010 e di 10 rispetto a giugno 2011. La flessione nel terzo trimestre 2011 interessa diverse aree, con il maggior contributo alla flessione dell'organico da parte della divisione Families & SMEs dal punto di vista divisionale, e dall'Italia dal punto di vista regionale. In Germania si registra un aumento dovuto all'assunzione di apprendisti nelle strutture centrali.


La rete distributiva del Gruppo a settembre 2011 è composta da 9.508 sportelli (9.585 a settembre 2010 e 9.518 a giugno 2011).


 

 Note:

 1) Ipotizzando la ristrutturazione dei CASHES
 2) Ipotizzando la sottoscrizione dell'aumento di capitale

 3) Ipotizzando la totale sottoscrizione dell'aumento di capitale.
 4) Banca d'Italia prevede che gli RWA calcolati secondo BIS 1 non possano eccedere una certa percentuale degli RWA (floor). Gli RWA di UniCredit secondo Basilea 2 sono inferiori al floor, così i requisiti finali di capitale sono stati incrementati di €4,5 miliardi al 30 settembre 2011.
 5) "Full time equivalent ". Nei dati indicati le società consolidate proporzionalmente, tra cui il Gruppo KFS, sono incluse al 100%.

 

Si allegano i Principali dati del Gruppo, lo Stato Patrimoniale consolidato, il Conto Economico consolidato, l'evoluzione trimestrale del Conto Economico consolidato e dello Stato Patrimoniale consolidato, il confronto del Conto Economico consolidato del terzo trimestre 2011/2010 e i principali dati per Divisione.

 

 

Contatti: 

Investor Relations:
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