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martedì 01 dicembre 2020

01 December 2020

Una recente survey di UniCredit e Skuola.net ha individuato un deficit di alfabetizzazione finanziaria tra i giovani italiani

2:00 min

Una nuova indagine di UniCredit e Skuola.net ha messo in luce le sfide che gli studenti universitari in Italia affrontano quando si trovano a gestire il proprio denaro e a difendersi da truffe e frodi online.

L’Osservatorio sull’Educazione finanziaria – realizzato da UniCredit e Skuola.net, con il supporto di EbiCo, spin-off accademico dell’Università di Firenze – ha intervistato 2.500 giovani under 30 che attualmente frequentano l’Università.

In media, solo la metà di loro ha le nozioni base su risparmio, interessi e potere d’acquisto della moneta. E, nonostante siano “nativi digitali”, una quota simile confessa di aver subito almeno una volta una truffa online o un furto d’identità.

Solo il 38% dichiara di saper riconoscere le frodi più diffuse e un altro 54% di conoscerle solo in parte. Quasi 1 su 10, invece, dice di essere completamente impreparato sul tema.

Circa 6 su 10 non sanno che il phishing si realizza attraverso messaggi di posta elettronica e meno di 4 su 10 sa che il vishing è una truffa che utilizza una chiamata telefonica per colpire, oppure che lo smishing sfrutta gli SMS.

“I giovani e il loro approccio al mondo bancario e del risparmio sono un tema di grande interesse per UniCredit ed è proprio per questo che è nato il nostro programma Save4Young, in collaborazione con Skuola.net”, spiega Remo Taricani, Co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit.

“Save4Young è parte della nostra Banking Academy, che da più di 10 anni si occupa di educazione bancaria e finanziaria, e lavora alla creazione di iniziative di education finanziaria per i giovani, perché la nostra idea di un futuro sostenibile deve guardare principalmente a loro”.

“UniCredit – aggiunge – ha investito e investe molto nello sviluppo dei canali digitali, tra cui la nostra nuova App mobile e l’attivazione di strumenti di pagamento innovativi come Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay. Abbiamo inoltre lanciato più di due anni fa buddybank, nuovo modello di banca disegnato esclusivamente per smartphone”.