Facciamo tutti il tifo per Pamela!

Le nostre persone

giovedì 05 agosto 2021

La nostra collega Pamela Novaglio è in partenza per le Paralimpiadi Tokyo 2020 dove gareggerà per la nazionale italiana nel tiro a segno. 

2:30 min

Manca davvero poco all’inizio della XVI edizione dei Giochi Paralimpici estivi, che si disputeranno quest’anno a Tokyo, dal 24 agosto al 5 settembre, rimandati di un anno a causa della pandemia da coronavirus. E, quest’anno, fra gli atleti che rappresenteranno la nazionale italiana – la più numerosa di sempre e con una partecipazione femminile superiore a quella maschile - ci sarà anche la nostra collega Pamela Novaglio, specialista nel tiro a segno, che già vanta nel suo palmarès molti successi tra cui un titolo mondiale nella carabina mista.

 

Originaria della Valtrompia (Brescia) e Coordinatore Polo Condizioni Region Lombardia in UniCredit, Pamela è alla sua quinta partecipazione a una Paralimpiade: Torino 2006, Vancouver 2010, Sochi 2014, Rio 2016 e ora Tokyo 2020.

 

La incontriamo poco prima della sua partenza per farci raccontare come si raggiunge un traguardo così importante e come sta vivendo questi giorni di attesa.

Pamela-Novaglio

Ciao Pamela! È un vero onore sapere che una collega parteciperà alle prossime Paralimpiadi a Tokyo. Ci racconti come è iniziata la tua carriera agonistica e come ti stai preparando per questa Paralimpiade?

 

Ho sempre avuto una grande passione per la montagna, la neve e lo sci in particolare. Dopo il grave incidente durante una discesa di Slalom gigante che mi ha poi impedito di gareggiare in velocità, mi sono approcciata in modo naturale, ma anche fortunato, dapprima allo sci di fondo e poi al biathlon. Da sette anni, mi dedico esclusivamente al tiro a segno, disciplina che meglio si concilia con i miei ritmi di lavoro e che mi permette di allenarmi qui vicino a casa.

 

La mia ambizione e lo spirito agonistico mi hanno sempre spinto a impegnarmi a fondo in tutto ciò che faccio e anche per questo sono riuscita a gareggiare in competizioni di alto livello.

 

In questi giorni che precedono la partenza per Tokyo sto rifinendo la preparazione con molte ore di allenamento quotidiano, tra esercizi di potenziamento ed elasticità e palestra di tiro. La passione per questo sport mi fa pesare poco i sacrifici che faccio.

Come ti ha aiutato la disciplina sportiva nel lavoro quotidiano?

La mia esperienza di sportiva ad alti livelli, per la quale sono richieste massima concentrazione ed eccellenza tecnica, ha sicuramente rafforzato il mio carattere riservato, consolidando l’ambizione a migliorarmi sempre di più anche nella mia attività quotidiana. Sono riuscita a veicolare questa nuova forza data dalla partecipazione a competizioni sportive internazionali, e dai successi che ne sono derivati, nel lavoro di tutti i giorni, affrontandolo con maggior sicurezza e determinazione.

Il tiro a segno è uno sport in cui è fondamentale rimanere sempre concentrati e in cui l’attenzione e la precisione rappresentano lo sforzo maggiore. Inoltre, identificare il bersaglio -che è piccolo come un moscerino- e trovare l’esatto momento in cui tirare, proprio nell’istante in cui non c’è battito, richiedono allenamento e molta calma. Tutte qualità molto utili anche nel mio lavoro quotidiano in ufficio.

 

Come riesci a conciliare il lavoro in UniCredit con l’attività sportiva e come ti hanno supportato i colleghi?

Il tempo che mi richiedeva l’allenamento per gareggiare per il biathlon era spropositato e poco conciliabile con l’attività lavorativa. Ma con la flessibilità e i permessi concessi dalla Banca sono riuscita a prepararmi adeguatamente anche alle precedenti Paralimpiadi invernali.

Da quando mi sono dedicata al tiro a segno riesco a gestirmi meglio, soprattutto grazie alla stretta collaborazione dei miei colleghi di team che mi supportano offrendomi la disponibilità necessaria perché io mi possa allenare senza che sia compromessa la qualità del lavoro. Questo è un gioco di squadra che auguro a tutti.

 

Parlando di diversità, come sta cambiando la cultura della disabilità nel Gruppo e, più in generale, nella vita quotidiana?

Noto con piacere che è in atto un cambiamento culturale che contribuisce a modificare la percezione della disabilità, non solo sul posto di lavoro ma anche nella vita quotidiana. Ritengo sia importante dare voce a tutte le diversità, non solo alle persone con disabilità.

Da qualche anno partecipo ai tavoli di lavoro organizzati in azienda dal Disability Manager, dove è possibile incontrare non solo persone con disabilità, ma anche colleghi normodotati che lavorano con persone con disabilità, come genitori o allenatori e il messaggio che mi piace sempre far emergere dai nostri confronti è che non ci sono limiti. Solo la perseveranza e la determinazione, unite al riconoscimento del proprio talento, sono elementi imprescindibili per raggiungere i propri obiettivi.

Grazie poi allo sviluppo tecnologico e agli innovativi strumenti messi a disposizione dalla Banca, ora vedo che i colleghi con disabilità hanno la possibilità di svolgere mansioni più adatte alle proprie competenze, includendoli maggiormente nell’attività professionale. La digitalizzazione messa a servizio della disabilità mi stupisce ogni volta e mi rende molto orgogliosa di lavorare per un gruppo come UniCredit.

 

“Pamela è un esempio per tutti noi. Dalle sue parole impariamo che la passione, insieme alla forza di volontà e alla tenacia, possono farci superare ogni limite e raggiungere qualunque traguardo anche il più ambizioso! Spinti da questa forte motivazione, in UniCredit ci impegniamo ogni giorno per creare un ambiente di lavoro positivo e inclusivo in cui tutti possano eccellere e contribuire attivamente al nostro successo” ha commentato Francesca Bonsi Magnoni, Disability Manager, International Social Dialogue, Welfare & People Care , People and Culture in UniCredit.

 

Ricordiamo l’appuntamento allora al 30 agosto alle ore 19.00 per seguire Pamela nella sua prima gara: in bocca al lupo! Facciamo tutti il tifo per te 😊