THE ITALIAN WAY: IL FUTURO DELL’INDUSTRIA DELLA MODA

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martedì 07 luglio 2020

07 July 2020

Il primo evento di The Italian Way, organizzato in collaborazione con Confindustria Campania con focus sulla moda, ha evidenziato cosa devono fare le aziende del settore per sopravvivere e ripartire

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Grazie al riconoscimento a livello globale del Made in Italy, la moda italiana detiene una posizione di leadership a livello internazionale e agisce come pilastro della manifattura nazionale. Tuttavia, l’industria è stata colpita duramente dal lockdown globale. Le aziende del settore come possono sopravvivere e ripartire nell’economia post-Covid?  

E’ stato questo il focus del primo evento di The Italian Way, tenutosi a Napoli il 16 giugno, dedicato all’industria della moda italiana, in collaborazione con Confindustria Campania.  

A discuterne Remo Taricani, Co-CEO Commercial Banking Italy UniCredit, Annalisa Areni, Regional Manager Sud di UniCredit, Vito Grassi, Vice Presidente di Confindustria e Presidente di Confindustria Campania, Carlo Casillo, Presidente della sezione Moda e Design dell’Unione Industriali Napoli, Giuseppe Attolini, Vice Presidente Cesare Attolini Spa, Lavinia Biagiotti, Presidente e CEO di Biagiotti Group,  Andrea Miranda, Amministratore Delegato Kocca Srl e Carlo Palmieri, Vice Presidente Sistema Moda Italia con delega per il Mezzogiorno e Vice Presidente Pianoforte Holding Spa. 

Durante l’evento UniCredit ha presentato delle ricerche settoriali sugli effetti della pandemia prima di aprire la discussione verso i percorsi che l’industria della moda deve intraprendere per approfittare delle nuove abitudini dei consumatori, la crescita esponenziale dell’e-commerce e come rafforzare l’uso di molteplici canali.

1 Il lockdown partito dalla Cina ha avuto un forte impatto sull’intera filiera della moda italiana

La filiera della moda italiana ha una forte reputazione globale le cui vendite superano il 70% del fatturato totale della moda italiana. Tuttavia, oggi il settore affronta un quadro competitivo internazionale particolarmente delicato.

Il fermo di molte fabbriche cinesi, alla luce della quantità di abiti e accessori prodotti nel Paese asiatico potrebbe essere particolarmente dannoso per l’industria italiana della moda. La Cina rappresenta il 36% delle esportazioni mondiali del settore e gli impatti per la filiera della moda italiana risulteranno, almeno in una prima fase, maggiori per le aziende più esposte alla Cina, sia in termini di esportazioni che di approvvigionamento di materie prime e prodotti finiti.

 

2 Impatto sulla moda

UniCredit ha sottolineato due scenari per la filiera italiana della moda – uno scenario più conservativo (“Soft”) e il secondo con risvolto più pessimista (“Hard”). Entrambi le ipotesi prevedono una brusca discesa nel 2020 e una ripresa nel 2021.

Nello scenario “Soft” il fatturato a fine 2020 perderà circa 1/5 del suo valore del 2019 prima di una possibile ripresa nel 2021.  Nello scenario “Hard” il calo potrebbe essere maggiore e superare 1/4 del suo valore pre-Covid, anch’esso con un rimbalzo significativo ipotizzato nel 2021. 

 

3 Le imprese con maggiore indebitamento e poco diversificate sono quelle più colpite

Si prevede un deterioramento del profilo di rischio delle aziende causato dai minori ricavi, minore redditività e peggioramento della struttura finanziaria delle imprese del settore. Maggiormente colpite risulteranno quelle con maggiore indebitamento e le aziende poco diversificate geograficamente. Più vulnerabili saranno anche le imprese con elevato turnover di proposte rispetto a quelle con una minore rotazione degli stock.

 

4 I pilastri della ripartenza: innovazione e finanza

Per sopravvivere e ripartire nell’economia post COVID, le aziende di settore devono approfittare delle nuove abitudini dei consumatori e alla crescita esponenziale dell’e-commerce che sta cambiando lo scenario di riferimento e i modelli organizzativi delle aziende. Le strategie della ripartenza devono quindi prevedere: 

  • Flessibilità: si prevede una spinta verso l’omnicanalità, con i negozi che oltre alla tradizionale funzione di esposizione, diventeranno anche degli hub distributivi per l’e-commerce.   
  • Qualità: le aziende del settore moda dovranno continuare a puntare sull’alta qualità del Made in Italy riconosciuto a livello mondiale. 
  • Innovazione: il comparto moda dovrà introdurre nuove strategie come sfilate virtuali, showroom digitali, design3D che possono amplificare il canale di vendita del prodotti della moda italiana.

Remo Taricani, Co-CEO, UniCredit Commercial Banking Italy

Vito Grassi, Vice President of Confindustria and President of Confindustria Campania

Carlo Palmieri, Vice President Sistema Moda Italia with responsibility for the South of Italy and e Vice President at Pianoforte Holding Spa

 

Carlo Casillo, President of the Unione Industriali Napoli’s Fashion & Design Department.

Lavinia Biagiotti, President and CEO at Biagiotti Group

 

Andrea Miranda, Managing Director at Kocca Srl