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L'arte cinetica di Gianni Colombo al Castello di Rivoli

  • 16

    Settembre 2009
  • 10

    Gennaio 2010
Castello di Rivoli, Torino  
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Il 16 settembre si apre al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea la più importante mostra retrospettiva dedicata all'artista italiano Gianni Colombo (Milano, 1937 - Melzo, 1993). In mostra circa cento opere dell'artista, protagonista dell'arte cinetica internazionale - sviluppatasi negli anni Cinquanta e Sessanta - tra cui una vasta selezione di quadri e sculture mobili, strutture di luce e alcuni dei suoi ambienti più rappresentativi.

 

Gianni Colombo è attivo nell'ambiente artistico Milanese della fine degli anni Cinquanta, agli albori di quel "miracolo italiano" che tanta influenza avrà sulla cultura del tempo. Nel 1959 è tra i fondatori del Gruppo T: il gruppo propone un'arte cinetica, programmata ed ottica in cui determinante è il ruolo dello spettatore. L'obiettivo è di abolire ogni frontiera statica tra pittura, scultura e architettura, attraverso la realizzazione di spazi interattivi. Nel 1968 l'artista vince il Primo Premio alla XXXIV Biennale di Venezia con quella che diventerà negli anni la sua opera più famosa, lo Spazio Elastico, del 1967.

 

Colombo, anticipando il dibattito artistico internazionale attuale, propone una nuova definizione dell'opera d'arte come spazio animato dalla partecipazione attiva dello spettatore. La sua ricerca si indirizza verso lo sviluppo di nuove dinamiche percettive e inediti campi di interazione visiva e sensoriale, attraverso l'uso di luce e movimento nello spazio.

 

La mostra al Castello di Rivoli riunisce le opere più importanto dell'artista, scomparso nel 1993. Insieme ad una selezione di pitture e ceramiche - che rivelano l'influenza di Paul Klee, Max Ernst e del Surrealismo - sono in mostra feltri (1958-59), Rilievi intermutabili (1959), le Superfici in variazione, le strutture elettromeccaniche di Strutturazioni pulsanti create a partire dal 1959, le Strutturazioni fluide realizzate dal 1960, nonché sei ambienti che vanno dalla Strutturazione cinevisuale abitabile del 1964 alla Topoestesia del 1977, fino allo Spazio curvo del 1992. Esposto anche l'ultimo lavoro dell'artista, l'opera Opus incertum.

 

Secondo Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del museo, "Se Lucio Fontana è l'artista che ha definito lo spazio dell'opera come opera, per Colombo l'arte è lo spazio partecipato, anticipando pertanto tutte le problematiche relazioni dell'arte d'oggi".

 

 

(nella foto: Gianni Colombo, Topoestesia-tre zone contigue (itinerario programmato),1965-70. Dalla mostra "Vitalità del negativo nell'arte italiana 1960-70", Palazzo delle Esposizioni, Roma, novembre-gennaio 1971. A cura di Achille Bonito Oliva. Courtesy Archivio Gianni Colombo, Milano. Foto Ugo Mulas)

 

 

Info

Per maggiori informazioni, visita il sito ww.castellodirivoli.org