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Jean Dubuffet alla Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung di Monaco

  • 19

    Giugno 2009
  • 30

    Agosto 2009
Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung, Monaco  
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Jean Dubuffet è stato dei maggiori "provocatori" dell'arte del '900. La sua Art Brut, l'interesse verso il primitivismo e il dialogo tra cultura alta e cultura bassa hanno aperto a fenomeni artistici di grande interesse nell'orizzonte contemporaneo, come il Graffitismo e l'Outsider Art.


L'ispirazione verso forme non colte dell'arte figurativa in unione a un trattamento "sensoriale" della superficie pittorica, dettato dagli umori informali, gli consentirono di raggiungere vette di estrema poesia avvicinandolo alle esperienze di Paul Klee e Max Ernst.

Il suo interesse verso l'eccentrico e verso il potenziale creativo di espressioni come l'arte dei disabili mentali ha influito sulla nostra percezione:
Dubuffet è stato tra i primi ad apprezzare e collezionare questo genere di opere coniando il termine "Art Brut", da intendersi nell'accezione di "arte spontanea". 

Quest' ambito vede fortemente impegnato il Gruppo UniCredit con il progetto Acrobazie, che invita ogni anno un artista contemporaneo a lavorare con artisti "irregolari" nei luoghi di disagio psichico. Parallelamente quest' impegno ha preso forma anche in un nucleo specifico della collezione dedicato all' Outsider art ed esposto nelle filiale in diverse rassegne tematiche.

Verso la metà degli anni '40 Dubuffet finalmente si dedicò interamente alla sua arte. La mostra alla Kunsthalle di Monaco si apre con le opere di questo periodo e segue con esempi rappresentativi dell'intera carriera dell'artista. 

Gli inizi figurativi delle "Marionettes de la ville et de la campagne" sono presto affiancati da dipinti di natura materia - impastati, mischiati, per non dire "cucinati" con sabbia, gesso e catrame - raffiguranti la vita urbana parigina e, dopo il suo viaggio nel Sahara, anche i paesaggi esotici del deserto. Le delicate strutture con cui sono rese le superficie dei corpi, violentemente agitati del suo "Corpo de dames", creano un collegamento con le "Texturologies" e "Matériologies" aprendo agli sviluppi non figurativi. Nel 1960, dopo il ritorno dell'artista a Parigi dalla Costa Azzurra, queste quasi-cellule, a volte microscopiche "Celebrazioni del sole", si trasformano nelle immagini luminose e vibranti del "Circo di Parigi". È solo ora che egli considera le sue opere astratte: dopo i precedenti lavori materici, Dubuffet inventa un mondo spirituale che esiste solo dei colori rosso e blu.


Negli anni '70, l'artista in "Théâtres de mémoire" realizza un excursus simbolico sulla sua ricerca precedente, prima che questa si dissolvesse in opere come "Sites", "Mires" e, negli ultimi anni di vita, in "Non-lieux".

La mostra mette in risalto i momenti salienti di tutte queste fasi, illustrando lo sviluppo organico dell'opera di Dubuffet, spaziando dal periodo figurativo a quello astratto e di nuovo a quello figurativo.

 Dubuffet ha sempre sostenuto che "l'arte dovrebbe spronare la mente in modo da metterla in moto". Egli accettò questa sfida rivoluzionando il processo creativo, suo principale obiettivo: realizzare qualcosa di diverso e nuovo.

La Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung, in cooperazione con la Fondazione Dubuffet di Parigi, ha selezionato un insieme rappresentativo di opere che abbracciano l'intera carriera dell'artista, includendo anche pezzi esclusivi in prestito da prestigiose collezioni private come la Viktor e Marianne Langen, la più grande collezione dell'artista francese in Germania.


Parallelamente all'esposizione della Kunsthalle, il Munich Literaturhaus presenta la mostra "Jean Dubuffet - Life and Books" ponendo l'accento sui libri dell'artista che ne testimoniano le attività di poeta, grafico e scrittore.

(nella foto :Jean Dubuffet , dettaglio, Le Raturé/Der Gestrichene, 1965 Vinile su tela, 100 x 81 cm. Collezione Viktor und Marianne Langen.© VG Bild-Kunst, Bonn 2009. Foto Saša Fuis, Colonia.)

 

 

Info

Hypo Kunsthalle  www.hypo-kunsthalle.de

Progetto Acrobazie , Atelier di Pittura Adriano & Michele www.atelieradrianoemichele.it