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Giorgio Morandi al Museo di Arte Moderna di Bologna

  • 22

    Gennaio 2009
  • 13

    Aprile 2009
MAMbo, Bologna  
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Una importante mostra antologica illustra il percorso artistico del grande maestro bolognese

 

 

La figura di Giorgio Morandi è protagonista della scena culturale internazionale con eventi e progetti a lungo termine. Fulcro di tali iniziative sono la mostra antologica Giorgio Morandi 1890-1964, curata da Maria Cristina Bandera e Renato Miracco (dal 22 gennaio al 13 aprile 2009 al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna) e il prossimo restauro dell'abitazione bolognese in cui l'artista visse fino al 1964, che diverrà uno spazio dedicato alla ricerca.

 

La mostra

La mostra, tra le più complete mai dedicate al maestro bolognese, presenta oltre un centinaio di opere: un corpus esaustivo che documenta il percorso e l'evoluzione espressiva dagli esordi dell'artista alla ricerca metafisica, fino alla dissolvenza della pittura degli ultimi anni, passando attraverso tutte le tecniche nelle quali Morandi si è cimentato.

La selezione effettuata dai curatori comprende lavori appartenenti, oltre che al Museo Morandi di Bologna, alle raccolte di studiosi e amici dell'artista. Sono presenti anche dipinti acquisiti da collezionisti che entrarono in contatto con Morandi e che da subito seppero capirne il genio. La mostra comprende anche grandi capolavori dell'artista confluiti nei musei americani, che rappresentano un'eccezionale occasione per i visitatori della sede italiana. Altri prestiti provengono da importanti istituzioni e musei italiani.

 

Morandi (Bologna, 1890-1964) esordì nel momento culminante delle avanguardie. Pur viaggiando pochissimo (solo tre i suoi viaggi all'estero, in Svizzera, e compiuti in età non più giovanile) fu un artista colto e aggiornato su ogni tendenza della moderna pittura europea, grazie ai libri e alle pubblicazioni spesso ricevute direttamente dai critici più accorti. Ma di ciò, e soprattutto delle questioni teoriche, parlava di rado e malvolentieri. Gli stavano maggiormente a cuore il suo lavoro di pittore e l'insegnamento della tecnica incisoria nelle aule dell'Accademia di Belle Arti di Bologna. È tuttavia ben visibile, soprattutto nelle opere giovanili, il suo privato rapporto con le avanguardie internazionali: ha dipinto opere schiettamente cubiste, si è avvicinato al movimento futurista ed è stato forse il più sottile protagonista della Metafisica. Con la chiusura di tale stagione e con l'affievolirsi dell'attitudine eversiva delle avanguardie, Morandi inizia un proprio autonomo cammino attraverso tecniche diverse - dall'olio all'incisione, dall'acquerello al disegno - sviluppando un linguaggio di raffinata semplificazione.

 

L'essenziale lucidità delle sue composizioni unita alla trasfigurazione astratta del suo sguardo lo porteranno a confrontarsi con il reale arrivando a dissolverne i contorni, fino a dichiarare: "di nuovo al mondo non c'è nulla o pochissimo, l'importante è la posizione diversa e nuova in cui un artista si trova a considerare e a vedere le cose della cosiddetta natura e le opere che lo hanno preceduto e interessato".

 

 

(nella foto: Giorgio Morandi, Natura morta, 1956)

 

 

Info

Per ulteriori informazioni si prega di visitare il sito www.mambo-bologna.org