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Claudia Losi: le opere di UniCredit al Museo Marino Marini

  • 28

Marzo 2008
Museo Marino Marini, Firenze, Piazza San Pancrazio  
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La prima antologica dedicata a Claudia Losi con opere della collezione di UniCredit Group

 

Sostenere la giovane arte è un modo per rafforzare il sistema dell'arte italiano e renderlo sempre più competitivo a livello internazionale. UniCredit & l'Arte, progetto varato dal Gruppo nel 2004, commissiona produzioni ad artisti italiani supportandone la creatività e acquisisce opere, sotto la guida di una commissione scientifica, che vanno ad accrescere il patrimonio storico e identitario del Gruppo con uno speciale focus sui linguaggi della contemporaneità.
In particolare, Claudia Losi è stata supportata dal Gruppo con l'acquisizione di diverse opere e il finanziamento di progetti di ricerca. Opere di Claudia Losi entrate a far parte della collezione UniCredit — la serie dei "Celacanti" (2006), ricami e disegni riprodotti su tessuto imbottito, paesaggi fantastici nei quali i profili stilizzati di questi fossili viventi nuotano osservati da figure maschili e femminili, poste in diverse prospettive — sono state incluse nel percorso espositivo rappresentativo della ricerca dell'artista dal 1995 ad oggi, importante mostra dedicatale dal Museo Marino Marini di Firenze.

 

La ricerca dell'artista parte spesso da un'analisi dello spazio, dall'esperienza che si ha nel percorrerlo, dall'incontro con elementi naturali o con determinati paesaggi, dalle relazioni che si stringono con le comunità che lo abitano e con la loro storia e le loro tradizioni.
L'antologica testimonia sei anni di attività, seguendo il viaggio della balena: Balenaproject si intitola il progetto, nato nel 2002, che accomuna molti degli incontri e delle collaborazioni portate avanti dall'artista. Attraverso la dimensione del viaggio e dell'attraversamento dello spazio, l'artista ha creato, con comunità di donne, ceramisti e videomaker, un "patrimonio di senso" che compone oggi una parte importante di Balenaproject: otto documentari che testimoniano un viaggio reale di un oggetto dell'immaginario ; Mukat (2008), 15 corpi in ceramica bianca che riproducono pezzi di balena realizzati dall'artista, in collaborazione con Emilio Romano, prodotti appositamente per la tappa di Firenze e un tappeto colorato composto da più di 300 piccole balene in lana, cucite da due comunità di donne a Guamote e a Punguí, località a più di 4000 metri di altitudine, nella provincia del Chimborazo in Ecuador.
Dal 2002 ad oggi Balenaproject ha viaggiato per il mondo arrivando fino in Ecuador e trovando a ogni tappa una comunità di riferimento che, oltre ad accoglierla, aggiungeva alla sua storia nuove visioni. Fino al 5 luglio il corpo della balena — che simboleggia l'intero progetto — è nel chiostro del Museo Marino Marini e diverrà l'oggetto di una performance (in date da definire) ideata dalla Compagnia Kinkaleri e di una serata di letture, 29 maggio, memorie e racconti di Paolo Rumiz e dell'attrice Roberta Biagiarelli.
Dopo Firenze, la tappa successiva di Balenaproject sarà Birmingham presso la Ikon Gallery.

 

Visitabile fino al 5 luglio 2008, la mostra è presentata dal Museo Marino Marini, dall'Osservatorio per le Arti Contemporanee Ente Cassa di Risparmio di Firenze e dalla Fondazione Pitti Discovery ed è stata realizzata con la collaborazione di Assessorato alla Pubblica Istruzione Comune di Firenze, Gli Ori Editori, La Marrana Arteambientale e il supporto di Gruppo cooperativo Piacenza '74 Val d'Arda, Il Latini.

 

 

 

Info

 

 

Per informazioni

 

www.museomarinomarini.it

 

 www.pittimmagine.com

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