|
Le prospettive di crescita nella maggior parte dei maggiori paesi industrializzati sono deteriorate significativamente nella seconda metà del 2011 a causa dell’intensificazione della crisi del debito nell’area euro ed il rallentamento dell’economia globale. Ci attendiamo che la decelerazione dell’economia globale moderi all’inizio dell’anno e non ci aspettiamo un significativo ulteriore peggioramento della crisi dell’area euro, benché il livello di incertezza rimanga particolarmente elevato nell’immediato futuro.
La crescita nell’area euro dovrebbe rallentare da 1.6% nel 2011 a 0.6% nel 2012. Comunque ci attendiamo che tocchi il punto di minimo questo inverno, seguito da una maggiore crescita nel corso dell’anno legata a una riduzione delle tensioni nei mercati finanziari. Prevediamo una divergenza significativa nella performance di crescita all’interno dell’area euro dovuta al fatto che l’economie dei paesi della periferia subiranno l’impatto negativo legato al consolidamento fiscale e alle condizioni monetarie più restrittive (finché la BCE non riacquista il pieno controllo della trasmissione della politica monetaria). Una BCE più aggressiva, ulteriori misure di governance nell’area euro, e segnali di stabilizzazione dell’economia dovrebbero supportare i mercati. Ci attendiamo una riduzione significativa dello spread in Italia, Spagna, in particolare sulla parte più a breve della curva. Allo stesso tempo ci attendiamo un’ulteriore debolezza dell’euro.
In Italia, il PIL si è contratto dello 0,2% t/t in 3Q, evidenziando una performance peggiore rispetto ad eurozona, dove la crescita si è attestata ad un + 0.2%. Riteniamo che il terzo trimestre abbia segnato per l'Italia l'inizio della recessione tecnica, poiche' le nostre stime prevedono per il quarto trimestre dello scorso anno, un'inasprimento del passo di contrazione dell'economia, con il pil che dovrebbe mettere a sengo un -0.6% t/t (con qualche rischio al donwside). Come conseguenza, la crescita per l’intero anno dovrebbe attestarsi allo 0,4 % nel 2011 (-0,3% nel 2012).
In Germania, la dinamica degli ordinativi ha rallentato significativamente a seguito della decelerazione della crescita mondiale. Nel breve termine, il livello degli ordinativi fornirà supporto all’economia tedesca stabilizzando anche il settore domestico. Dopo una crescita sostenuta del 3% nel 2011 ci attendiamo un tasso decisamente più moderato nel 2012 (1.2%).
L’inizio del 2012 sarà un periodo di test per la regione CEE. L’incertezza maggiore in questo momento proviene dall’area euro attraverso vari canali (il commercio estero, la propensione al rischio e la raccolta delle banche). Pur mantenendo le nostre previsioni di crescita per il 2011, abbiamo abbassato le previsioni di crescita per il 2012 di 0.9pp a 3.0. Turchia, Polonia e Russia faranno da traino al resto della regione, con il Kazakhstan al primo posto.
L’unicità del network di UniCredit in termini di ampiezza geografica e varietà di business rappresenta un fondamentale vantaggio competitivo in termini di opportunità di crescita, opzioni di azione manageriale e, attraverso la diversificazione, qualità dei ricavi.
Il rafforzamento delle attività direttamente connesse alla base di clientela nella divisione di Corporate e Investment Banking concorre a consolidare ancora di più tale posizionamento competitivo attraverso un aumento del contributo di ricavi ricorrenti e un profilo di rischio più contenuto.
Inoltre UniCredit continua ad mantenere un elevato grado di attenzione sull’efficienza, puntando ad un bilanciamento ottimale tra controllo sui costi e investimenti adeguati.
Tra le varie iniziative su cui UniCredit sta lavorando su questo fronte, l’implementazione del progetto One4C ha già cominciato ad avere impatti positivi sulla profittabilità. Ulteriori vantaggi sono attesi dalle varie iniziative volte a migliorare l’efficienza che UniCredit ha annunciato nel contesto del Piano Strategico presentato al mercato il 14 Novembre 2011.
Aggiornato il: |
|